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Teo Tini, a un anno dalla scomparsa inaugura la mostra in sua memoria. “Il pittore dell’assenza”

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Emozione palpabile nelle parole di Claudio Bibi Iacopini che ne è stato il coordinatore, anche in quelle del curatore Nunzio Giustozzi, della Grafica Daniela santarelli, dell'amico Giocondo Rongoni e della dirigente della biblioteca Maria Chiara Leonori.

di Cristina Donati

FERMO - Le piccole cisterne romane a Fermo ospiteranno fino al 29 di aprile la mostra dedicata al pittore di origine Mantovana che aveva scelto Fermo, entrando in oltre vent'anni nei cuori di tutti quelli che lo hanno conosciuto. La moglie Paola, che fortissimamente ha voluto questa mostra, circondata da numerosi amici e colleghi che sono intervenuti all'inaugurazione, ha ringraziato di cuore quanti si sono stretti a lei per ricordare nel migliore dei modi un uomo che a tanti ha regalato sorrisi, dividendo equamente il suo amore tra famiglia, lavoro, montagna, e non ultima la pittura.

Emozione palpabile nelle parole di Claudio Bibi Iacopini che ne è stato il coordinatore, anche in quelle del curatore Nunzio Giustozzi, della Grafica Daniela santarelli, dell'amico Giocondo Rongoni e della dirigente della biblioteca Maria Chiara Leonori. Colleghi e amici che, utilizzando le parole del sindaco Calcinaro, si sono impegnati, nei giorni dell'allestimento, dando ognuno il proprio contributo, compresi i colleghi che nel tempo avevano ricevuto in regalo un dipinto di Tini e che hanno voluto prestarlo alla mostra che si apre proprio con questi.

Il curatore Giustozzi ha spiegato quindi che si tratta di una mostra tematica e non cronologica, anche se tutti i lavori si riferiscono agli anni dall'inizio del '90 al 2014, con la particolarità che è la prima volta anche per Il curatore di realizzare una mostra in absentia e in mancanza di confronto con l'autore. Così Giustozzi racconta Tini: “Le migliori tele e le più belle carte rimangono il distillato di una cultura ampia: sono insieme esito di una lenta conquista della forma, di una costante e ardita sperimentazione tecnica, come rivelano le ultime, diverse, serie di monocromi".

E continua: “Nella mostra non si scopre in Teo Tini il pittore dello sguardo ma il pittore dell'assenza. Fuggita la natura, si affidava alla bellezza artificiale, all'eleganza, alla grazia. Fino alla fine la sua pittura sarà una sfida alla finitezza dell'essere del contingente per poi contrapporre l'eternità del pensiero. Almeno per me che non l'ho conosciuto bene. Purtroppo”.

La mostra è visitabile tutti i giorni dalle 17 alle 20 ed è sicuramente un'ottima occasione per ricordare il suo sorriso per quanti hanno avuto modo di conoscerlo e per scoprire un po' del mondo che quel sorriso nascondeva per tutti quelli che non ne avessero avuto modo.

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