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Il ricordo di Falcone nelle parole di Costanza, sopravvissuto a Capaci

costanza e falcone

Mercoledì mattina, alle 10, appuntamento al Teatro di Porto San GIorgio, con l'autista del giudice ucciso dalla mafia.

PORTO SAN GIORGIO - Quasi ventisei anni sono passati dalla strage di Capaci, in cui persero la vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Una vicenda che ha segnato profondamente il nostro Paese, colpito tra il 1992 ed il 1993 dalla furia stragista di Cosa nostra. In quel terribile attentato del 23 maggio, che sventrò un'intera autostrada, ci furono 23 feriti, fra i quali gli agenti Paolo Capuzza, Angelo Corbo, Gaspare Cervello e l'autista giudiziario Giuseppe Costanza. Proprio quest'ultimo sarà ospite domani mattina (alle ore 10) al teatro comunale di Porto San GIorgio per dare una testimonianza su quella che fu la vita di Falcone ma anche analizzare quello che è il contrasto alla mafia oggi. Un dibattito aperto agli studenti ed ai cittadini, dove ci sarà modo di approfondire anche la sua storia, già raccontata nel libro “Stato di abbandono”, edito da Minerva e scritto in collaborazione con il giornalista Riccardo Tessarini. Costanza, in quel giorno si trovava nell'auto guidata dal giudice. Racconterà la sua storia di “uomo semplice” che dopo aver superato e vinto la lotta per la sua vita si è trovato ad essere “in stato di abbandono” per colpa della burocrazia. Una vita che lo ha visto subire l'etichetta di "sopravvissuto" e che in questi anni lo ha visto girare l'Italia per far conoscere la figura di Giovanni Falcone e la sua lotta contro la mafia e i poteri occulti. "Al risveglio, dopo l'esplosione, pensavo di aver vissuto il giorno più brutto della mia vita, il 23 maggio 1992 - ha raccontato in più occasioni - Non era quello il giorno più brutto della mia vita. Restare in vita è stato peggio. Quasi una disgrazia, una condanna. Perché dopo un anno di visite e ospedali, al lavoro non sapevano cosa farsene di me".
Anche per questo quella di domani sarà un'occasione unica per fare memoria ma anche conoscere di persona un uomo che è stato per tanti anni al suo fianco, silenziosamente e fedele, e che oggi mantiene viva la memoria di quei tragici fatti.



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