04232018Lun
Last updateLun, 23 Apr 2018 7am

facebook gplus 32 twitter  RSS icon

Premio giornalistico Carlo Urbani: gli alunni fermani scrivono pensando al medico della Sars (video)

urbanipse

Sono due anni che il premio, grazie al lavoro della professoressa Irene Cassetta, coinvolge il polo Urbani di Porto Sant’Elpidio e che oggi si apre al territorio con l’Aicu, Associazione italiana Carlo Urbani che è nata nel 2003 per sostenere i progetti avviati dal medico di Castelplanio.

di Raffaele Vitali

FERMO – “È Fermo la terra che ha voluto con forza impegnarsi nel progetto su Carlo Urbani. Vent’anni fa da Capodarco partì un progetto nazionale per un giornalismo migliore, Redattore Sociale. Don Vinicio 20anni fa si chiese come cambiare lo stile del giornalista sul modo di trattare le problematiche sociali e la povertà e poi ci è riuscito. È vero che nel Fermano c’è un humus diverso su cui lavorare”.

Le parole di Vincenzo Varagona, giornalista Rai, introducono il premio giornalistico Urbani che diventa sempre più grande. Nel 2018 si celebrano i 15 anni dalla scomparsa di Carlo Urbani, il medico della Sars, morto per salvare altre vite. “Volontà, conoscenza, lavoro per una comunità: tuto questo c’era nel professor Urbani. E quindi – sottolinea la presidente Moira Canigola – coinvolgere i ragazzi significa veicolare messaggi e valori”. Ci crede la Provincia in questo concorso “perché è un ulteriore tassello che dimostra di come la formazione non passi solo attraverso le lezioni frontali, ma passi anche attraverso le attività collaterali che formano la personalità di ogni studente”.

Ascoltano gli studenti che per un giorno hanno la sala del Consiglio come aula. Il concorso giornalistico si chiuderà in primavera e coinvolgerà tutti gli istituti della provincia di Fermo. “Vogliamo farvi conoscere una figura che il 29 marzo 2003 morì scoprendo la Sars di cui poi è rimasto vittima. Vi chiediamo di partecipare all’esperienza e riuscire a esprimere, con uno scritto o un video, il messaggio che Urbani vi ha lasciato” spiega il giornalista Vincenzo Varagona. Sono due anni che il premio, grazie al lavoro della professoressa Irene Cassetta, coinvolge il polo Urbani di Porto Sant’Elpidio e che oggi si apre al territorio con l’Aicu, Associazione italiana Carlo Urbani che è nata nel 2003 per sostenere i progetti avviati dal medico di Castelplanio. “In questi 14 anni ha sviluppato numerosi progetti in questa direzione, puntando in particolare sul diritto alla salute, attraverso la formazione di personale sanitario nelle terre più colpite da patologie infettive e sul sostegno di programmi che permettano l’accesso di quelle popolazioni ai farmaci essenziali” prosegue Varagona.

I ragazzi possono fare di più e meglio nella propria vita: questo il messaggio che spesso arriva ai ragazzi che partecipano alle iniziative in cui si parla di Carlo Urbani. “E così dal polo elpidiense ci apriamo a tutta la provincia. Fino a oggi chi ha partecipato ha poi dimostrato una crescita della sensibilità nelle persone, con un aumento del volontariato, con un avvicinamento al mondo della medicina” prosegue Varagona. “Non siamo noi che aiutiamo il polo Urbani, ma il contrario. Perché essere resi partecipai di un progetto cos’ coinvolgente ci gratifica. Il nostro supporto è stato quello di coinvolgere la dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale per dare ulteriore forza a questo progetto. Siamo un popolo contemporaneo, che spesso non interagisce con il proprio passato. Ma il futuro deve avere supporto dalla storia e voi ragazzi – ribadisce Stefano Pompozzi, vicepresidente della Provincia, rivolgendosi agli alunni – avete il compito di portarne avanti i valori”.

Il tema del concorso è l’amicizia. “Qualcosa che va oltre a Facebook, cari ragazzi. L’amicizia è qualcosa di profondo. Confucio dice che ‘il vero amico è quello che se sei cieco in un occhio ti guardo di profilo’, ed è quello che cerca di non metterlo in difficoltà. L’amico non può tradire, è il vostro tesoro” è il commento della dirigente Ufficio Scolastico Carla Sagretti. Dal teatro delle Api al teatro dell’Aquila, anche nella conclusione del progetto c’è una crescita: “Un progetto di ampio respiro: Fermo, come capoluogo, vuole essere un veicolo di tematiche sciali. Noi speriamo sempre che il giornalista sia quel pezzo di cuore in più che ha una valenza umana, che ha risvolti nelle relazioni. Questo è un territorio inclusivo e solidale che in una figura come Carlo Urbani trova un nuovo motore di promozione dei valori” prosegue il vicesindaco di Fermo Francesco Trasatti. Urbani ha lavorato nel mondo, un esempio anche per la mente dei giovani: “Usciamo dal giardino di casa, apriamo cuore e mente all’altro. Questa è la direttrice che deve farci riflettere e che deve ridare un senso anche alla parola amicizia”.

Ha ascoltato collegato via Skype dall’Iraq Tommaso Urbani, figlio del medico ucciso dalla Sars, prima di intervenire: “L’amico è anche famiglia, con mio padre avevo un rapporto di complicità. L’amicizia si espande, è piena di elementi che contribuiscono a far crescere un rapporto: solidarietà e accoglienza. Non solo le persone lontane hanno bisogno di noi, spesso anche il nostro compagno di banco” aggiunge Tommaso Urbani. Per i ragazzi che partecipano al concorso la pagina facebook dell’Aicu, presieduta da pochi mesi da Tommaso Urbani, è una delle fonti di informazione per capire chi fosse Carlo Urbani. Alla presentazione del concorso erano presenti le scuole Fracassetti, Amandola, polo Urbani, Betti, Montani, Ipsia, Classico, Itet, Isc Sant’Elpidio e Montegiorgio.

VTEM Banners
VTEM Banners
VTEM Banners

Fede, giovani e integrazione: i primi pensieri fermani di monsignor Pennacchio

Bookmakers bonuses with www gbetting.co.uk site.