07202018Ven
Last updateVen, 20 Lug 2018 3pm

facebook gplus 32 twitter  RSS icon

VTEM Banners
VTEM Banners
VTEM Banners

Fermo, l'Istituto teologico riparte e si rinnova: "Gli psichiatri sono il triplo dei preti. Riflettiamo"

istituoteologico

Salman disse: “Mi trovo all’interno di un seminario mastodontico che nel suo sovrastare la città risente del trionfalismo degli anni ’50 e che ci riporta a riflettere su come siamo oggi”. Una frase sempre attuale, almeno ascoltando don Armando, brillante docente di Teologia fondamentale presso la Pontificia Università Urbaniana a Roma.

di Raffaele Vitali

FERMO – La chiesa che trova forza dentro se stessa, cercando di crescere studiando il presente partendo dai testi sacri ma anche analizzando il mondo che cambia grazie ai pensatori, ai teologi. Tra i tanti, per l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Istituto Teologico Marchigiano, a Fermo don Armando Matteo nella sua lectio ha scelto il tedesco Salman. Nell’introdurlo, davanti al vicesindaco Trasatti e al vicario del vescovo, don Tarcisio Chiurchiù, vicepresidente dell’Istituto, ha citato una frase detta da Salman nel 2005, quando fu ospite dell’Università che prepara preti, ma anche professori e professoresse di religione. Sono un centinaio gli iscritti.

Salman disse: “Mi trovo all’interno di un seminario mastodontico che nel suo sovrastare la città risente del trionfalismo degli anni ’50 e che ci riporta a riflettere su come siamo oggi”. Una frase sempre attuale, almeno ascoltando don Armando, brillante docente di Teologia fondamentale presso la Pontificia Università Urbaniana a Roma.

Dio Mite, una teologia per il nostro tempo’ è il titolo dell’incontro: “Per me un libro è come un figlio. E questo richiama il luogo di studio e della disciplina, come è il seminario, dove si segue il proprio maestro” spiega don Matteo. “Bisogna ripensare il sentiero teologico, visto che nessuno si aspetta qualcosa dalla teologia. Neppure il papa” dice azzittendo la sala prima di ribadire che la lingua dei teologi la capiscono solo i teologi e qualche bravo seminarista. È un mondo autoreferenziale. “Invece la teologia dovrebbe essere il modo per vivere la pagina del Vangelo, legandola all’affermazione Dio è amore. Una affermazione che è potenza, perché Dio non ama tutti, ma ama ciascuno”. La teologia quindi deve ridisegnarsi e far tornare il credere desiderabile, facendo capire la ricchezza che ne ricaverebbe ogni persona, non solo preti e insegnanti di religione che si rivolgono all’istituto teologico. “Essendo un po’ tutti rimbambiti davanti al cellulare, con il terrore di non avere campo, la teologia può essere il modo per far rivivere la freschezza della pagina evangelica e dell’incontro con le persone”.

Studioso di Elmar Salman, il 69enne benedettino tra i massimi teologi viventi, voce critica del mondo ecclesiale, don Matteo alterna riflessioni profonde a esempi provocatori e semplici, che però conquistano l’attenzione dei giovani universitari. “Se oggi il numero di psichiatri ha triplicato il numero dei preti, qualcosa il mondo ci sta dicendo. Se Papa Francesco chiede ‘di non essere una teologia da tavolino’, il percorso di Salman evita, come dice il Papa ‘di succhiare un chiodo’. Quello che ci caratterizza – prosegue il docente - sono le parole che abbiamo dentro. A seconda delle parole che abbiamo dentro reagiamo in un modo o nell’altro. L’essere umano ha bisogno di parole. E faccio un esempio. Il complimento più bello un tempo era ‘quanto sei vecchio’ perché significava esperienza e autorevolezza. Invece oggi la parola ‘vecchiaia’ è quella che non puoi più pronunciare.  Ma se ci trovassimo in Africa e usassimo ‘giovane’, che in Occidente tutti amano, sarebbe una offesa, perché sarebbe come dirgli inesperto”.

Deve affrontare il cambiamento la Chiesa e deve farlo ancora di più chi studia: “Il cambiamento è quello che ci fa credere alle sigarette light, come se esistesse un tumore light. Non dobbiamo respingere tutto questo ma accostarci con empatia. Dobbiamo superare gli aspetti di inquietudine rispetto al passato. Salman invita a una lettura profonda, a un calarsi nelle pieghe e nelle piaghe di questo tempo e alla lettura della post modernità che è l’avvento del nostro tempo. Un cambiamento così profondo perché viene da una lunga gestazione. Il cambiamento è enorme. Ma spesso non comprendiamo che dobbiamo riflettere partendo dal 1859, la prima volta in cui Darwin non fa riferimento a Dio per la nascita del mondo, passando per Marx che dirà poi che non si possono aspettare i tempi del Paradiso fino a Freud che ribadirà che non c’è differenza tra anima e corpo che con Ford diventerà una macchina per fare soldi”.

Chi parla oggi del Paradiso, a parte la Lavazza? Si chiede don Armando Matteo che dedica un ultimo passaggio alla tecnologia: “Il digitale ha fascino perché siamo fatti di parole. Gli strumenti digitali permettono di comunicare noi stessi dispensandoci da due condizioni che regolavano la nostra comunicazione: il corpo e il tempo. Mai l’essere umano è stato così potente per comunicazione e possibilità di movimento, anche se servono i soldi. E per questo il denaro diventa una chiave di vita. Negli anni ’50 i ricchi non sapevano come spenderli, tranne che una casa. Oggi possono ostentare e investire. Nel momento di potenza, perdiamo la necessità dell’altro. Il bisogno dell’altro avallava anche la parola del cristianesimo, che è legato all’alterità. Nel passato era un bisogno fisso. Se finisci lo zucchero chiami la vicina. Oggi c’è il supermercato h24”. Ma il teologo non parte sconfitto: “La mitezza ci rende più forte della propria forza, in ragione del desiderio di andare incontro all’altro. È la mitezza la base del messaggio cristiano. In una società di potenti non deve emergere il bisogno dell’altro ma la logica del desiderio dell’altro”. Gli applausi servono a don Tarcisio per concludere: “Non dobbiamo fare teologia da tavolino e autoreferenziale, ma dobbiamo anche metterci a tavolino e pensare. Questo è il compito della nostra attività, per riflettere sulla realtà che ci troviamo a vivere”.

@raffaelevitali

VTEM Banners
VTEM Banners
VTEM Banners

Crolla il tetto su una classe dell'Iti Montani: vigili del fuoco in azione

Bookmakers bonuses with www gbetting.co.uk site.