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Le note di Fermo raggiungono il mondo: il conservatorio cresce e domina in Cina

direttoriconservatorio

Non più Massimo Mazzoni: il grande sassofonista ha concluso il suo mandato, “che non è rinnovabile dopo sei anni” ricorda il presidente Carlo Verducci. Verzina è stato vice di Mazzoni per sei anni: “Continuità a fronte di un progetto che funziona".

FERMO – Nuova era per il Conservatorio Pergolesi di Fermo. Il nuovo anno accademico si apre il 2 novembre, anche se le attività sono già partite, e si apre con il nuovo direttore, “eletto a larghissima maggioranza”, il maestro Nicola Verzina.

Non più Massimo Mazzoni: il grande sassofonista ha concluso il suo mandato, “che non è rinnovabile dopo sei anni” ricorda il presidente Carlo Verducci. Verzina è stato vice di Mazzoni per sei anni: “Continuità a fronte di un progetto che funziona. Poi cambiano cultura e sensibilità che il direttore Verzina userà in completa autonomia” prosegue Verducci.

Sei anni in cui il conservatorio è cresciuto nei numeri, nell’attività di ricerca, che sarà l’obiettivo primario di Verzina, e produzione e nella qualità dell’offerta formativa. “Sono cresciuti i rapporti con gli enti locali ed è nata la collaborazione con l’università Politecnica delle marche e quella con il conservatorio Rossini di Pesaro, con cui il 22 e 23 novembre suoneremo per Santa Ceciclia”. E non solo, perché ora è iniziato un lavoro per legarsi all’università di Macerata: “A breve concretizzeremo l’accordo” spiega con soddisfazione Verducci. Mazzoni non lascia il conservatorio, anzi. “La sua funzione dal punto di vista didattico e di produzione artistica crescerà. A vantaggio di tutto il Pergolesi”. E ora Verzina, docente di profilo internazionale e anima del progetto Erasmus che ha iniziato a programmare il futuro della musica fermana.

 I NUMERI

Non si ferma il richiamo verso il mondo. “Abbiamo avuto 235 richieste di ammissione, 109 per i pre accademici, 80 per il triennio e 46 per il biennio. E proprio i 46 son il numero che ci gratifica di più, perché è la prova che siamo considerati a livello nazionale e internazionale anche per la specializzazione”. Tra i 46 ci sono 20 che escono dallo stesso pergolesi, 12 studenti extraeuropei e gli altri 14 da ogni angolo d’Italia. Non tutti quelli che chiedono però entrano, perché c’è una selezione. E infatti gli idonei sono 193: “Di questi se ne sono iscritti 177, ma mancano ancora delle settimane e quindi i numeri cresceranno”.

Guardando le provenienze, dopo i 188 italiani dominano i cinesi con 33 domande seguiti da russi, 4, e armeni, due come i giapponesi. Devono crescere invece gli europei, fermi a tre, 1 spagnolo e due rumeni. “Se tanti sono i cinesi è grazie al lavoro assiduo portato avanti negli anni con incontri di preparazione e selezione in Cina che ha sempre seguito direttamente Mazzoni” aggiunge Verducci.

IL SALUTO

“Ricevere il ringraziamento dei colleghi sotto forma di contributo musicale è stato splendido. Un collegio docenti indimenticabile, con gli altri professori che suonavano per me. Anche il maestro Antinori, che andrà in pensione quest’anno, che ha chiuso con un ‘Non ti scordar di me’. Lascio questo incarico ma so che il maestro Verzina con i nuovi organismi eletti saprà mantenere e far crescere culturalmente e artisticamente il conservatorio”. Mazzoni parla di istituzione importante, che merita attenzione. “E sta crescendo giorno dopo giorno tra comuni e scuole di musica. In questi anni siamo stati un luogo di riferimento. Grazie soprattutto agli studenti che sono il cuore pulsante. Noi li abbiamo stimolati, anche con borse di studio, e loro si sono prestati nell’aiuto al Pergolesi, diventando protagonisti di tanti concerti fuori dalle nostre mura”.

IL DEBUTTO

“Per sei anni sono cresciuto vicino a Mazzoni. Molto probabilmente se non mi avesse scelto, non sarei qua. Il lavoro di vice direttore mi ha permesso di conoscere la macchina. Sono più un teorico, quindi punterò molto sulla ricerca”. Il che significa approfondire nuove tecniche strumentali, i rapporti con i compositori, cercare di innovare e trovare nuove strade.

 Aggiunge Verzina: “Siamo fortunati, perché abbiamo un corpo docente di indubbia capacità. Sappiamo attrarre l’esterno, come dimostrano i 40 iscritti in più”. Ha un obiettivo: “Oltre a consolidare la presenza sul territorio vorrei aprire collaborazioni che vadano al di là delle Alpi. Inviteremo docenti che vengono dall’estero”.

I primi tre appuntamenti dell’era Verzina sono novembrini, 9,19, e 29, e passano dalla musica post tonale, “una tavola rotonda con docenti universitari e di altri conservatori con i musicologi del Pergolesi”. alle note della rivoluzione russa fino alla presentazione del cd di Liszt. 

@raffaelevitali

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