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L'Antartide a Fermo è di casa. La Politecnica affida il museo Zavatti a Illuminati, ricercatrice polare

zavattiilluminati

In attesa dell’ingresso della direttrice, l’11 e 12 novembre all’interno del Caffè Letterario per il centenario verrà presentato il volume curato da Luigi Martellini su ‘Terre lontane’. Segue l’inaugurazione di una mostra di pittura, Visioni artiche. “Infine, presenteremo un francobollo speciale e ci collegheremo con silvia dall’Antartide".

FERMO – Una donna per il rilancio del Museo Polare. L’Università politecnica delle Marche e il Comune di Fermo puntano su Silvia Illuminati. Un nuovo futuro per il ‘Zavatti’ con l’ingresso dell’università come partner. L’associazione amici Museo Polare, rappresentata da Renato Zavatti, figlio del fondatore, è entusiasta di questo nuovo percorso. “Festeggiamo il centenario dalla nascita di mio padre. Nel 1959 tentò una spedizione nell’isola pre antartica e vedere se fosse possibile creare una base italiana. Non riuscì nel suo progetto, ma proseguì con le spedizioni al polo nord con l’obiettivo di far conoscere il mondo degli eschimesi”.

“La nuova location a Palazzo Paccarone aprirà nei primi mesi del 2018e, rendendo la città sempre più sede di musei” spiega Francesco Trasatti. Palazzo dei Priori, Terminal, Fontevecchia, Biblioteca Spezioli, chiesa di San Filippo e Palazzo Paccarone saranno unite dalla cultura. “Avere la Politecnica all’interno di un nostro museo è un risultato di cui, avendo seguito ogni fase, vado orgoglioso. Si potranno creare spazi di lavoro interessanti anche a livello di connessioni internazionali”. A questo lavorerà la nuova responsabile, che è in partenza per un viaggio studio in Antartide.

“Università e territori, cresce la collaborazione. Questo è un esempio emblematico. Un museo con una forte specializzazione, approcciato in maniera scientifica, che permette di avvicinare un mondo così lontano a Fermo. Noi vogliamo valorizzare la fruizione dei beni culturali attraverso nuove tecnologie e nuovi modi di visitare e apprendere quello che un museo può raccontarci” spiega il rettore Sauro Longhi.

Un primo progetto a Urbino, poi al museo archeologico di Ancona e ora il museo polare. “In più abbiamo competenza scientifica da mettere in campo. Nel settore del mare, dell’ambiente e riguarda in particolare questa parte del nostro pianeta, all’interno del dipartimento di Scienze della vita e dell’ambiente, una eccellenza della mia università. La dottoressa Illuminati il 24 ottobre parte per andare in Antartide a riprova che abbiamo le condizioni migliori per rendere questo museo più fruibile, migliorandone il racconto verso le nuove generazioni. E in più accresciamo le competenze con docenti e ricercatori”.

Un museo frutto di una visione: “Nelle foto di mio padre si vedono capanne dove oggi ci sono metropoli. Nel 1969 ideò il museo a Civitanova Marche, poi la scelta di Fermo con la collocazione dentro villa Vitali. Mio padre ha sempre voluto che tutto stesse insieme, dai reperti unici all’archivio dell’Istituto geografico polare, con uno spaccato politico di quegli anni, e c’è la rivista il Polo che esce ininterrottamente ogni tre mesi dal 1945”.

In attesa dell’ingresso della direttrice, l’11 e 12 novembre all’interno del Caffè Letterario per il centenario verrà presentato il volume curato da Luigi Martellini su ‘Terre lontane’. Segue l’inaugurazione di una mostra di pittura, Visioni artiche. “Infine, presenteremo un francobollo speciale e ci collegheremo con silvia dall’Antartide, questo di mattina perché in Antartide sono 12 ore avanti”.

È emozionata Silvia Illuminati: “Emozionata e onorata di essere referente scientifico dell’Università per il museo polare. Ringrazio il rettore e l’Amministrazione che hanno puntato su di me. Un museo importante per il territorio, visto che è l’unico legato alle tradizioni, usi e costumi artici. Ho conosciuto Silvio Zavatti andando in Antartide, dove è un mito. Si presentò in modo rocambolesco tra i ghiacci e quando nel 1985 l’Enea decise di creare una base al polo andò a chiedere le cartine geografiche al lui su dove stabilire la base. Lui indicò l’isola di Bouvet, ma poi l’Enea scelse un altro luogo, mail suo studio era fondamentale”.

Il su predecessore Maria Pia Casarini ha condotto un lavoro di internazionalizzazione del museo, “io cercherò di estendere la conoscenza del museo in Italia e di portarlo nelle scuole. La divulgazione scientifica e la didattica sono uno degli aspetti in cui credo molto”.

Anche perché, come sottolinea il rettore Longhi, una slitta e una tenda attirano i giovani ancora più di un robot. “E poi si studieranno le carte. Tutti i dati e i documenti che esistono sugli esperimenti passati saranno analizzati e frutto di ricerca. L’invito è rendere condivisi i documenti, quindi dovremo penare anche a una digitalizzazione per favorire la comunità scientifica. A noi interessa come dipartimento, poi ci saranno altre unità di ricerca nel mondo che potrebbero volerli studiare. E sono certo che persone verranno a studiarli, quindi Fermo può solo crescere”.

E anche il polo sorrise a Calcinaro, sindaco ferito dalle scosse ma che non si è fermato, puntando sulla ricchezza della città per superare i problemi: “Noi vogliamo far crescere il Museo sul territorio. Farlo con la Politecnica è una garanzia per la crescita della città. Noi metteremo in campo una struttura funzionale e dalle grandi prospettive. Allargando il percorso museale porterà vantaggio a tutto il tessuto cittadino del centro storico. Un’operazione arricchente”.

@raffaelevitali 

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