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Cinesi, svizzeri e americani: giovani musicisti crescono alla Malibran. Super concerto con Bellucci

malibrantidei

Il 29 il suo sarà un omaggio all’Accademia con ‘Sogno di una notte di mezza estate’ con un recital dedicato a Shakespeare. Che sarà seguito da un aperitivo con i vini Di Ruscio.

ALTIDONA - Un’accademia in stile newyorkese con cinque pianoforti in altrettante sale, stanze da letto, una cucina, un grande giardino e, soprattutto, altissima qualità di corsi e docenti. È il mondo di Rossella Marcantoni, il mondo dell’Accademia Malibran.

Come ogni estate torna l’Accademia Malibran Festival, 27 serate all’insegna della qualità con gruppi di musicisti che hanno scelto Altidona per la loro master class o con artisti di fama internazionale attratti dalla fama della Marcantoni.

È nata così la serata di sabato con il concerto nel giardino degli ulivi che negli anni ha visto alternarsi figure come Franco Medori, che insegna al conservatorio Santa Cecilia, e Daniele Di Bonaventura. Quest’anno protagonista sarà uno dei più grandi interpreti di Liszt, il pianista Giovanni Bellucci. “Un concertista del livello di Pollini. È un gigante della musica” spiega Rossella Marcantoni. Il 29 il suo sarà un omaggio all’Accademia con ‘Sogno di una notte di mezza estate’ con un recital dedicato a Shakespeare. Che sarà seguito da un aperitivo con i vini Di Ruscio.

Ma non resterà solo dentro le mura dell’Accademia, ma grazie al supporto della Camera di Commercio, “che hanno apprezzato il progetto”, nasce Liszt all’opera. Un concerto di parafrasi, di brani tratti da opere come la Carmen e il rigoletto, che si terrà al teatro dell’Aquila di Fermo il 5 novembre. Sarà la serata clou del progetto ‘Bellucci suona nel Fermano’.

“Parliamo di un enfant prodige, che ha iniziato a suonare a 14 anni e poi si è diplomato in tempi rapidissimi con il massimo dei voti al conservatorio di Santa Cecilia. Ora abita in Francia, dove è osannato e dove sta registrando un nuovo lavoro su Beethoven”.

Non ha saputo dire di no alla Malibran, un contenitore dove si organizzano corsi di perfezionamento, gruppi di cinesi e americani solo in questa estate. “Una accademia fondata come atto di amore verso la musica. Non scambiamo concerti e non chiediamo sponsorizzazioni per interessi personali. Ci muove solo la qualità e la voglia di valorizzare i giovani talenti”. Chi è passato per Altidona qui è entrato alla Scala, altri in orchestre della Germania, alcuni nella banda dell’Aeronautica: “I più talentuosi e capaci non si sono mai fermati”.

Ogni settimana, da giugno a ottobre, una master class con concerto finale impegna la Malibran. “La nostra è una promozione turistica del Fermano che va oltre a quella balneare, già consolidata. Attraiamo turismo di alta qualità e straniero, visto che il 90% delle lezioni sono frequentate da studenti stranieri. Asiatici, svizzeri, europei dell’est e americani. Sono attratti dalla qualità e dalla possibilità di potersi esibire con il concerto finale. La Malibran come attrae studenti attrae docenti di alta qualità. E Bellucci è uno degli esponenti più prestigiosi. Che un pianista di questo livello sposi il progetto dei concerti fermani accende un riflettore su un turismo che siamo in grado di attrarre”.

Non ha esitato il direttore della Camera di commercio, Domenico Tidei, a supportare il piano promozionale: “La Camera di commercio è al centro di una riforma, ma ha una funzione che le sarà confermata: quella legata a Cultura e turismo. Proprio per questo come Enti abbiamo chiesto la possibilità di un aumento del 20% del diritto annuale da investire sul progetto turismo. Ma non facciamo beneficienza, promuoviamo la qualità. Ricordiamo che senza cultura non andiamo da nessuna parte. turismo? Non basta aprire un ombrellone. Bisogna far parlare del territorio”. Anche grazie a partner privati come Fineco Bank che partendo dalla sponsorizzazione del Concerto di Natale hanno deciso di raddoppiare l’impegno “sponsorizzando la serata inaugurale”. Perché Bellucci lo merita visto che, come dice la rivista Gramophone, “è il grande erede della tradizione italiana”.

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