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M.V.Corrado. Una serata con Licini per inaugurare la mostra sullo studio del maestro

fermanoalto

Alle 21 nella suggestiva piazza della Vittoria le atmosfere americane di "Morning in Iowa", op. 158 di Mario Castelnuovo Tedeschi a cura del Conservatorio G. B. Pergolesi di Fermo.

Serata liciniana a Monte Vidon Corrado, all’insegna della pittura e della musica: alle 17.30 al Teatro Comunale presentazione dell'attesa mostra "Nello studio di Osvaldo. Licini dal lapis alla tela (1926-1956)"; a seguire visita dell'esposizione nella cantina della Casa Museo, poi degustazione di prodotti tipici sul terrazzo panoramico dal quale si potrà godere il tramonto sui Sibillini. 

Alle 21 nella suggestiva piazza della Vittoria le atmosfere americane di "Morning in Iowa", op. 158 di Mario Castelnuovo Tedeschi a cura del Conservatorio G. B. Pergolesi di Fermo. La mostra, curata da Daniela Simoni, presidente del Centro Studi Licini, è l’evento artistico di punta dell’estate fermana, segno della tenace volontà di questo territorio di promuoversi anche oltre i confini nazionali e la figura di Licini, artista davvero di respiro europeo, costituisce sicuramente un volano per favorire la conoscenza di questa bellissima terra segnata dal recente sisma.

L’esposizione propone un itinerario attraverso le forme che nel tempo hanno caratterizzato l’espressione artistica liciniana – dal figurativismo all’astrazione geometrica alle creature fantastiche – coprendo un arco temporale esteso tra gli anni Venti e gli anni Cinquanta. È presente in mostra un repertorio di temi iconografici che vanno dal Fiore Fantastico all’Amalassunta, dalle Croci Viventi all’Angelo Ribelle, dall’Olandese Volante ai Missili, tutti interpretati in modo particolare, come nel caso della splendida Amalassunta su fondo rosso scelta come immagine della mostra stessa, esposta l’ultima volta a Venezia alla Biennale del 1986.

La significatività delle opere deriva anche dalle occasioni in cui Licini ha scelto di esporle: ad esempio il Ritratto di Nella era presente nella mostra del Novecento tenutasi a Stoccolma nel 1931.

Sono opere prevalentemente poco esposte o assenti dalle mostre da alcuni decenni, affiancate a disegni sullo stesso tema – molti dei quali inediti -  in modo da indagare la genesi creativa di Licini, sempre lunga e meditata, fatta di appunti segnici, di ripensamenti, di stratificazioni.

Quello proposto dalla mostra è un percorso dal ductus al colore e dalla carta alla tela, in una dimensione intima, silenziosa, meditativa quale era quella della creazione per Licini: due rampe di scale e sarà possibile entrare effettivamente nello studio dell’artista, vedere i suoi colori, i pennelli, i cavalletti.

Un’esposizione alla portata di tutti: da un lato permette a chi si approccia per la prima volta all’arte di Licini di comprenderne il senso e il valore, dall’altro allo studioso offre nuove intuizioni e spunti di riflessione.

Un’opportunità unica per ammirare queste opere – quelle pittoriche sono tutte presenti nel catalogo generale di Marchiori -  provenienti da collezioni private; in particolare la collaborazione degli eredi Silvia e Lorenzo Licini con il Centro Studi, non solo sul piano dei prestiti ma anche nella progettazione delle attività, rende possibile la realizzazione di mostre di grande interesse critico. L’esposizione è accompagnata come le precedenti da un Quaderno Liciniano. 

Promossa dal Centro Studi Osvaldo Licini, dal Comune di Monte Vidon Corrado, dalla Regione Marche, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, la mostra rimarrà aperta dall’8 luglio al 5 novembre, consentendo anche la fondamentale fruizione da parte delle scuole. 

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