06292017Gio
Last updateMer, 28 Giu 2017 2pm

facebook gplus 32 twitter  RSS icon

VTEM Banners

La diplomazia vaticana tra le pagine del marchigiano Cantori e l'esperienza di monsignor Tonucci

provincia libro chiesa

Non sempre facile il dialogo, ma ambasciatore è una parola bella: “Diplomatico non è chi fa imbrogli, quelli son i politici. Il diplomatico aggiusta quanto fatto male da altri. Pensiamo alle gaffe, pensiamo ora a Trump e a quanto lavoro poi devono fare diplomatici per aggiustare gli equilibri e risolvere conflitti verbali”.

FERMO – Matteo Cantori, giovane giurista marchigiano, ha scritto il libro ‘La diplomazia pontificia’. “La diplomazia è un’arte, tra le più nobili” esordisce Stefano Pompozzi, consigliere provinciale. E siccome una sorta di diplomazia va messa in atto anche in sede locale, tra chiesa e quotidiano, il libro sta entrando in tutte le città attraverso momenti di approfondimento che il vescovo di Loreto, monsignor Tonucci, rende unici con i suoi aneddoti di alto prelato capace di girare tre continenti e numerosi stati come nunzio apostolico.

“Quella pontificia non è solo diplomazia, è un modello comportamentale. Mi colpiva, da giovane, che la Santa Sede non avesse mai puntato sui laici. Oggi l’ho capito: la diplomazia pontificia è sempre legata al servizio pastorale. In questo modo, l’essere prelato è un valore aggiunto, fa la differenza nel tessere relazioni” commenta don Osvaldo Riccobelli a nome della curia di Fermo.

Il libro è nato dalla tesi di laurea in diritto ecclesiastico di Cantori. “Dovendo approfondire un tema, il parroco mi indirizzò a Loreto da monsignor Tonucci. Scoprimmo nel primo incontro che esistevano solo tre libri sula diplomazia pontificia. Da lì la ricerca, la laurea e la possibilità di trasformare il lavoro in qualcosa di interessante per tutti. Così è nato il libro”: Che ha tre capitoli: storico, giuridico e uno che studia i rapporti tra Vaticano e organizzazioni sovranazionali. “Una chicca è il numero delle rappresentanze pontificie nel mondo dagli anni ’50 ad oggi. Oggi sono 182 i rappresentanti nel mondo, l’ultimo in ordine di tempo in Mauritania”. Monsignor Tonucci è stato nunzio apostolico ed è oggi un delegato pontificio e chi meglio di lui poteva scrivere la prefazione del volume.

Pontifex è “colui che fa i ponti”, ma poi serve la manutenzione dei ponti, ed ecco i rappresentanti pontifici “che è bene non siano laici”. La diplomazia è potente, ma per Cantori soprattutto “efficace” per un semplice motivo: “L’ambasciatore classico conta sul personale e qualche conoscenza. Invece il pontificio ha fonti vastissime, partendo dalle missioni o dalle associazioni onlus che vivono nella zona”. Usa una parola chiave, Tonucci mentre interagisce con il consigliere Pompozzi: la pace. “Pensate a quante invocazioni i Papi hanno fatto nella storia. Da Benedetto XV “sull’inutile macello” della prima Guerra Mondiale. Quando Pio XII diceva “tutto è perduto colla guerra”. E l’ultimo intervento fallito è quello di Giovanni Paolo II: Facile iniziare la guerra, difficile finirla”. Spesso non sono stati ascoltati, ma avevano ragione”.

Il 1969 è l’anno chiave con Papa Paolo VI che stila l’identikit del nunzio. Che oggi ha tantissimi compiti, come ricorda monsignor Tonucci: “Ho girato tre continenti e sette Paesi. Esperienza e riscoperta in questi lunghi anni. Essere rappresentante pontificio, prima da collaboratore e poi da nunzio, comporta di capire il doppio ruolo che uno riveste. Si è accreditati in un Governo nazionale e nella conferenza episcopale: in entrambi i casi il nunzio non rappresenta un capo di Stato, del Vaticano, ma il capo della chiesa cattolica. Quindi come nunzio si rappresentano i valori della chiesa”.

Non sempre facile il dialogo, ma ambasciatore è una parola bella: “Diplomatico non è chi fa imbrogli, quelli son i politici. Il diplomatico aggiusta quanto fatto male da altri. Pensiamo alle gaffe, pensiamo ora a Trump e a quanto lavoro poi devono fare diplomatici per aggiustare gli equilibri e risolvere conflitti verbali”. Il 95% del nunzio è lavoro di Chiesa, il 5% è per ricevimenti e incontri: “Che non sono una occasione mondana vuota, visto che spesso sono occasioni straordinarie di incontro. Da segretario di seconda classe, parlando con l’ambasciatore del Canada, ho trovato modo di far costruire una casa per le ragazze di un piccolo Villagio in Camerun”. Un mondo affascinante quello della diplomazia vaticana che il giovane ricercatore ha saputo svelare nel suo volume, edito da Tau.

r.vit.

VTEM Banners
VTEM Banners
VTEM Banners

Loira ricorda il carabiniere Beni

Bookmakers bonuses with www gbetting.co.uk site.