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Sax e trombe restano in silenzio, si è spento Stefano De Minicis, l'uomo del jazz a Fermo

deminicisjazz

E chissà che ora non siano i ‘suoi’ giovani, a partire da Sperandio, a continuare il cammino musicale che ha fatto di Fermo, per qualche giorno all’anno, una piccola New Orleans.

FERMO – Una musica triste riempie le strade di Fermo, di quel centro storico che con la sua arte visionaria aveva reso un punto di riferimento del jazz. È morto Stefano De Minicis, il volto del festival Jazz e non solo jazz.

Se ne è andato in silenzio e sarebbe stato difficile pensare a qualcosa di diverso per un uomo che parlava sempre senza alczare la voce. Ma ora è facile immaginarlo tra le braccia di Billie Holiday che gli canta Gloomy Sunday o a sorseggiare un calice di vino con John Coltrane, sua passione. Magari guardando da lassù piazzale Azzolino, l’angolo che aveva scelto come ritrovo dei migliori musicisti italiani e locali. Immediato il cordoglio, “se ne va un grande personaggio di Fermo che ha dato tanto alla musica”, di uno dei giovani jazzisti, Michele Sperandio, che ha deciso di fare della sua bravura, quando ha due bacchette in mano non si ferma più, un modo per accrescere la cultura musicale del territorio.

Perfettamente in sintonia con il pensare di De Minicis che non si è mai fermato, anche di fronte al calare delle risorse e alle difficoltà organizzative, perché “se ci fermiamo non ripartiamo più” ripeteva sempre. E chissà che ora non siano i ‘suoi’ giovani, a partire da Sperandio, a continuare il cammino musicale che ha fatto di Fermo, per qualche giorno all’anno, una piccola New Orleans.

Raffaele Vitali

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