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Intervista. Il terremoto diventa un rap: il regalo di Giovanni Trasatti e dei ‘The bunnies’ alla terra ferita

giovanni trasatti
Bunnies2

‘Io non me smoo’: quattro amici con la passione comune per la musica che avevano voglia di raccontare a parole loro cosa gli accadeva intorno e insieme abbiamo deciso di farlo in dialetto fermano.

FERMO - ‘Io non me smoo’, un rap che promette di diventare cult dedicato alle vittime del terremoto in dialetto fermano. A scriverlo e interpretarlo in dialetto fermano il gruppo The Bunnies, quattro giovanissimi musicisti, che stasera suoneranno alla Locanda San Rocco in piazza del Popolo. Un progetto nato nel 2012 dall’incontro di quattro amici al penultimo anno di superiori, quello di riscrivere in dialetto canzoni famose mantenendone ritmo e metrica ma cambiando le parole per raccontare la loro quotidianità, dalle uscite del sabato sera al mondo che li circonda. Sono Alessandro Cippelletti (chitarra), Diego Di Muzio (batteria), Roberto Caferri (basso) e Giovanni Trasatti (chitarra). E la voce? Tutti. E’ proprio tra le caratteristiche peculiari dei the Bunnies che la parte cantata sia il più possibile corale. Giovanni Trasatti nei testi ha sempre contributo a mettere molto del suo, specie in questo ultimo “Io non me smoo”.

Giovanni, come nasce il progetto “The bunnies”

Quasi per caso, quattro amici con la passione comune per la musica avevano voglia di raccontare a parole loro cosa gli accadeva intorno e insieme abbiamo deciso di farlo in dialetto fermano, consapevoli che sia una tradizione che tra i giovani si perde e che invece va valorizzata. Io, ad esempio, preferisco scrivere in dialetto piuttosto che in italiano. Siamo partiti da canzoni famose, rock, punk, fino agli Oasis, e abbiamo modificato completamente i testi, parlando in maniera semplice di quello che ci circondava. Una delle canzoni più amate dai nostri fans si chiama “33 jack” e si ispira a Mauro Giardini, tutti i fermani sanno chi è e dalle prime strofe lo riconoscono anche senza farne il nome.

E’ quindi lei l’autore dei testi?

Contribuiamo tutti, specialmente in tutta la fase di revisione. Ogni testo parla di noi quattro insieme. “Io non me smoo” l’ho scritto completamente in Polonia ad esempio, ma poi gli altri hanno aggiunto il loro sempre prezioso contributo.

Ecco, dal suo profilo Facebook si legge che vive in Polonia e scrive rap in fermano, sembra un po’ un paradosso

Esatto! E’ stato proprio nel 2013, quando dopo l’Erasmus sono tornato nel paese che mi aveva ospitato per iniziare la mia vita lavorativa lì che ho sentito maggiormente la nostalgia di casa e ho avuto ancor più voglia di esprimermi nel mio dialetto. Ad esempio, l’ultimo lavoro è nato dalla mia voglia di mandare un messaggio forte di vicinanza dopo il terremoto. Ero in Italia durante le scosse di agosto, ma a Varsavia durante quelle di ottobre: leggevo su Facebook la preoccupazione di amici e familiari, e per me la musica è stato il modo migliore di esprimere la mia vicinanza e il mio pensiero per tutti. Ho dunque deciso di parlare del terremoto come farebbe un bambino, prendendomela semplicemente solo con la terra, consapevole che i bambini abbiano sempre ragione.

Dalle feste private a essere ospiti della Locanda San Rocco, in piazza a Fermo….

Si, abbiamo iniziato suonando alle feste private, poi esibizioni anche a piazzale Azzolino (durante un festival estivo) e in alcuni locali. Torniamo stasera a San Rocco, e per me è anche un modo di fare un regalo alla mia terra, da cui ormai vivo lontano. Sarà un’occasione per riaccendere i riflettori sull’emergenza che ancora coinvolge la nostra zona, ma anche per rivalutare l’importanza del dialetto come tradizione e cultura, la vera forza che farà rinascere i nostri territori.  Ma canteremo anche “Continuo a bè”, “Jemo su u bar” e “Scusa”...entusiasmo a mille, lo vedrete stasera.

C’è da scommetterci, l’energia di Giovanni Trasatti si tocca con mano e per chi volesse un’anticipazione questo il link di “Io non me smoo”: https://www.youtube.com/watch?v=0Vu5Q7NWG6s&feature=share

redazione@laprovinciadifermo.com 

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