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La poesia di Geo Vasile tra storia e moderno nel pomeriggio della Camera di Commercio di Fermo

geovasile

“Mentre alla filosofia è concesso di starsene in disparte, al sicuro sotto l’arco della distanza logica, alla poesia può essere chiesto di farsi non illogica, ma logica saltata".

FERMO – La sala convegni della Camera di Commercio per un pomeriggio, oggi alle 16, non si dedica all’economia, ma alla cultura. Il merito va alla poesia del romeno Geo Vasile - italianista e critico, oltre che poeta.

“Mentre alla filosofia è concesso di starsene in disparte, al sicuro sotto l’arco della distanza logica, alla poesia può essere chiesto di farsi non illogica, ma logica saltata, o assunta a livelli superiori, permanendo pur tuttavia impotente al cospetto di ciò che non può essere radicalmente posseduto nella conoscenza, neanche se amato, o che non può essere afferrato se non perdendosi nell'inconoscenza dell'oggetto e nell’impotenza del gesto. La quintessenza che la agita di fronte al proprio oggetto è, dunque e anzitutto, la totale messa in discussione, o in “epoché”, della storia che la precede, e la contraddice, fino a cancellarne ogni traccia di visibilità; e riprendere poi la via faticosa della “di-versa” generazione” sottolinea Giovanni Zamponi.

Al tavolo con Geo Vasile, ci saranno lo stesso Giovanni Zamponi, Ramona Valentina Clenciu, Stefano Luzi, che parlerà della tecnologia del bello, Silvano Zanchi, sull’arte del gioiello, e un focus dedicato ai Sibillini con Siliquini, Mecozzi, Mocchetti, Pallotti e Paciotti. Il tutto sotto la sapiente regia dell’editore Andrea Livi

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