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Il Fermano da bere: Franco di Beleggia sul trono dello Slow Wine, Castrum Morisci è etichetta d'oro

lucarenzicastrum

Il premio nazionale Etichetta d’Oro, che si svolge a Cupramontana, e che quest’anno è stato assegnato il Gran Premio della Giuria per la migliore etichetta dei vini rosati al “326” della cantina Castrum Morisci.

Un territorio da bere. Soprattutto un Fermano da premi. Uno lo ha ricevuto la cantina Officina del Sole, un altro Castrum Morisci.

Il Wine Relais di proprietà della famiglia Beleggia a Montegiorgio con il suo Falerio Pecorino Franco ha ricevuto il massimo riconoscimento del mondo Slow Wine. È il ‘Grande vino - bottiglia eccellente sotto il profilo organolettico dalla Guida Slow Wine 2020’. Un riconoscimento nazionale che l’azienda fermana riceverà il 12 settembre a Montecatini in occasione di presentazione della guida. Franco è un pecorino in purezza cresciuto con l'enologo Davide Di Chiara secondo criteri di attenzione alla sostenibilità.

Spostandosi di qualche chilometro verso sud, ecco invece il premio nazionale Etichetta d’Oro, che si svolge a Cupramontana, e che quest’anno è stato assegnato il Gran Premio della Giuria per la migliore etichetta dei vini rosati al “326” della cantina Castrum Morisci. A ritirare il premio l’agronomo e socio Luca Renzi con David Pettinati: “Siamo una giovane azienda, ma dinamica. Siamo attenti ala tradizione, tanto da aver recuperato l’uso delle anfore, che abbiniamo all’attenzione sociale”. E proprio le etichette in braille hanno affascinato la giuria che ha anche sottolineato la particolarità del nome del vino “che evidenzia il legame con il territorio, essendo “326” la particella catastale di produzione”.

r.vit.

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