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Dal 1594 rinasce l'Accademia dei raffrontati erranti. Prima sfida: la targa sbagliata di San Savino

accademiaerrante

Calcinaro: I cittadini sono i primi veicoli di conoscenza culturale e vicinanza ai turisti. Dobbiamo aumentare il livello di conoscenza dei cittadini stessi. Se non lo facciamo perdiamo una occasione. Per cui bene venga la sinergia.

FERMO – Noris Rocchi è il caposquadra di un gruppo di professionisti, appassionati, semplici amanti della città e del suo territorio. Nella torretta che domina il viale della Cavalcata si parla delle storiche accademie, partite nel 1500. Quella dei ‘raffrontati erranti’ nata nel maggio del 1594 merita uno spazio particolare, merita di rinascere. “È una delle prime in Italia, segue di poco quella della Crusca che è un baluardo nazionale. Abbiamo pensato di recuperare le Accademie con tanto di logo che rappresenta un lucchetto reso famoso dal Codice Da Vinci” sottolinea Rocchi. Un logo ripreso insieme agli Erranti del 1640, e la loro barca a vela, uniti da Angela Illuminati in un gioco grafico. “Il logo originale è all’interno del palazzo comunale”.

La neonata Accademia vuole “incontrare idee e passioni di persone”. Non servirebbe una associazione in più a Fermo, ma questa vuole diventare un punto di unione, “una tavola rotonda”. Non ci sono cariche come in una novella Camelot. “Non servono vertici, ma collaborazione e rispetto”. La base storica è ricca, come il motivo a fondamento della nascita: “La cultura era demandata all’università sul finire del 500. Alle Accademie, dopo l’oscurantismo del concilio di Trento hanno aperto a materie che invece non entravano all’interno degli atenei. Nascono in alternativa. Poi però sono morte quasi tutte, tolte Lincei e Crusca”.

Una accademia aperta a ogni cittadino: “Una città culturalmente effervescente. Ho letto i soci, si va ben oltre la nostra provincia. i primi input sono arricchenti e a breve andremo a riaprire la sala dei Ritratti e con essa la sala del consiglio comunale e proprio lì ci sono le simbologie realizzate da Pio Panfili. La mission di una Accademia è di trasmettere alla cittadinanza, alla popolazione l’importanza delle radici di Fermo. I cittadini - aggiunge il sindaco - sono i primi veicoli di conoscenza culturale e vicinanza ai turisti. Dobbiamo aumentare il livello di conoscenza dei cittadini stessi. Se non lo facciamo perdiamo una occasione. Per cui bene venga la sinergia".

Lo stimolo a tutti lo ha dato Noris Rocchi e uno spunto è arrivato dal libro Radici con la professoressa Sutera dell’Accademia delle Belle Arti di Roma. Pamela Bulgini è la prof con la passione per la storia e con il desiderio “di radicare i giovani nel territorio”. Che mancano anche nella neonata associazione, ma la professoressa proprio su questo agirà cercando di intercettare bandi per poter coinvolgerà le future generazioni.

Una base di partenza è anche il lavoro di Noris Rocchi, il piccolo volume relativo alle edicole del territorio: “Un lungo lavoro di ricerca, fatto con competenza”. Da qui la decisione di puntare sul co-patrono Santo Savino e la sua edicola: “Ha un errore nell’iscrizione, lo dimostra il libro di De Minicis. Un errore post restauro con una ‘R’ al posto del ‘F’, lettera che dimostrava la capacità di legiferare di Fermo. Noi chiediamo di poter correggere l’errore per ridare dignità a Fermo”. Il sindaco porterà il caso alla Sovrintendenza. “Nel contempo svilupperemo una ricerca sul Santo Sabino e le città che hanno in Sabino il loro protettore”.

Dell’accademia fanno parte, al momento, Rocchi, Armellini, Alesiani, Bulgini, Ercoli, Felici, Iluminati, Lambertucci, Mancini, Medei, Palmieri, Rodilossi, Santoni, Spagnoli, Scolaro e Sutera. “Collaboriamo insieme partendo da questa torretta meravigliosa nata da un progetto di recupero” conclude Calcinaro aprendo le porte alla neonata Accademia dei raffrontati erranti 1594.

r.vit.

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