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Il futuro di orlatura e saldatura tra i campioni delle Olimpiadi degli Artigianelli: 'Il lavoro c'è, ma serve cultura'

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Alessandro Bracalente è il futuro della NeroGiardini guidata dal padre Enrico: “Noi siamo qui anche con i nostri tecnici. Ho trent’anni, le occasioni vanno sfruttate. Io ho studiato allo Scientifico e poi d’estate mio padre mi portava in azienda, mentre i miei amici andavano al mare".

FERMO – Campioni d’orlatura e di saldatura. Da un lato il giudizio affidato a NeroGiardini, dall’altro un ente certificatore tecnico. Così sono stati scelti i migliori tre per ogni categoria tra i centocinquanta studenti degli Artigianelli. È la chiusura delle Olimpiadi della saldatura e orlatura, è il giorno della festa per il mondo che ha in padre Sante Pessot il suo faro.

“Due settori non scelti a caso. Dopo l’inaugurazione dell’accademy della Tre Elle abbiamo scoperto che ci sono 40mila posti di lavoro che attendono una risposta. Noi riteniamo che questi due settori abbiano bisogno di figure giovani ed esperte”. Dietro la competizione c’è la certificazione delle due aziende. “A noi piace mettervi in competizione per far emergere talenti e professionalità. Oggi non basta più il mestiere, serve la qualità, servono competenza e professionalità. Qui due aziende vi certificano. Non siamo noi che vi premiamo, ma chi il lavoro lo conosce” ribadisce Padre Sante Pessot che aggiunge: “Manca la cultura del lavoro, manca la passione e noi vogliamo darvela non solo con il laboratorio ma anche con le ore di italiano, di tecnologia, di informatica, di inglese”.

Alessandro Bracalente è il futuro della NeroGiardini guidata dal padre Enrico: “Noi siamo qui anche con i nostri tecnici. Ho trent’anni, le occasioni vanno sfruttate. Io ho studiato allo Scientifico e poi d’estate mio padre mi portava in azienda, mentre i miei amici andavano al mare. Sfruttate questa occasione, sia per apprendere le materie ‘normali’, fate attenzione all’inglese, sia il laboratorio e le esperienze in azienda”. Il cammino con l’azienda di Monte San Pietrangeli è iniziato molti anni fa: “Persone di parole verso i giovani, hanno sempre dato le opportunità dopo averli formati. Gli va dato onore” chiosa padre Sante.

APave e l’ingegner Cristiano Cinaglia sono la parte saldatura. “Sono stato vostro docente per alcuni mesi, tornare è una gioia. Il nostro obiettivo è aumentare la vostra professionalità. Noi siamo un ente che certifica le vostre qualità. Una volta realizzati i provini vengono fatte prove in laboratorio dove si attesta la qualità del prodotto realizzato”. Ribadisce più volte la parola qualità: “Lì dobbiamo puntare insieme con originalità e inventiva. Ma va di pari passo all’impegno e alla serietà, che se mancano inficiano anche la vostra qualità”.

Alessandro Evandri è il prof di meccanica che spiega la prova di saldatura, che viene definita un processo speciale: “Primo secondo e terzo anno sono entrati in azione. Il primo anno ha effettuato una saldatura testa a testa, gli altri saldature con procedimenti più complicati. La prima selezione l’abbiamo fatta noi insegnanti interni. Poi la seconda parte è avvenuta ad Ascoli Piceno dove è stata valutata non l’estetica, ma la capacità di resa di un giunto”. Per l’orlatura invece ecco la prof Laura Pasqualini: “I ragazzi del primo anno hanno realizzato una tomaia in pelle di vitello nero. Quelli del secondo anno il paio in vitello nero con camoscio. Il terzo anno ha realizzato il paio in vitello nero. La giuria, guidata dalla signora Laura Bracalente, ha giudicato nei minimi particolari”. 

Orlatura

Terzo classificato è un alunno della classe seconda ed è Alessio Accattapà: “Ho 16 anni e arrivo da Rapagnano, seguo il percorso dei miei familiari”. Secondo classificato, un alunno del terzo anno, Francesco Pelliccetti: “Ho 18 anni, vengo da Grottazzolina. Volevo fare l’operatore meccanico, il posto c’era alla calzatura. Mi è piaciuto e ho proseguito”.  Primo posto per la miglior tomaia dell’anno in un mix tra pelle e camoscio realizzata da Li Ziqian: “Vivo a Campiglione, questa scuola mi piaceva e l’ho scelta”. Una menzione d’onore per un allievo del primo anno, Niccolò Bonifazi.

E alla fine parla anche Laura Bracalente, da sempre al finaco di Enrico Bracalente, si sono fidanzati a 16 anni ed è stata assunta nel 1978. E' un totem dell’azienda ed è l’esperta di tomaie.: “Nella scarpa l’orlatura è la cosa principale, chiunque ha fatto questo lavoro merita il mio bravo, anche se c’è qualcosa che non andava in ogni tomaia. Un bollino rosso su ogni errore e alla fine son uscite le tre scarpe migliori, non sapendo chi li avesse fatto. C’è un problema in questo settore, mancano le donne, qualche ragazzo ancora ci prova. Ai miei tempi si studiava e al pomeriggio si andava in azienda. Fino a 30 ani fa c’era un laboratorio in ogni casa, noi vorremmo tornare ai fasti di quel tempo. Ma oggi i ragazzi non hanno voglia, quindi sono felice di questa premiazione. Sono puntigliosa, quello che conta non è solo il saper fare, ma il modo in cui ci si comporta, il rispetto degli orari e di una persona, visto che in manovia ne avrete una davanti e una dietro: il gruppo va aiutato, non potete pensare solo a voi stessi”.

Saldatura

Terzo classificato un alunno del secondo anno: Daniele Pennacchietti, padre muratore e una pssione per le mani sporche. Al secondo posto altro secondo anno: Loris Baldassarri, 18enne di Petritoli. Il miglior lavoro dell’anno è per un alunno del terzo: Kevin Polini, 17enne di Carassai con una passione per la meccanica. Menzione speciale, anche per i saldatori, per un alunno del primo: Germano Pazzaglia, 14enne di Montefiore che vuole seguire il padre meccanico.

“Per loro ci sono importanti prospettive di lavoro. Hanno il 70-80% di trovare occupazione. Nel settore meccanica auto le aspettative sono molto alte, tra elettronica e diagnostica. Quindi non basta più smontare e montare un motore. Così per la termoidraulica, nel settore delle energie alternative. I ragazzi dell’ultimo quarto sono stati quasi interamente assunti. Infine l’operatore meccanico, tornitore, saldatore e piegatore, che è una figura molto richiesta” conclude Padre Sante prima dell’applauso finale per i tanti “che lavorano dietro le quinte e che io qui rappresento”.

Raffaele Vitali

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