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Il conservatorio Pergolesi sempre più al top: master in musica nuova e concorso col Giappone

consegiappone

Cresce la gestione del direttore Verzina che sta aumentando l'offerta formativa del conservatorio di Fermo.

 

FERMO - “Noi vogliamo far crescere la qualità del conservatorio Pergolesi. Una crescita corale grazie a professori e maestri che mettono in gioco la loro professionalità”. Partono così due nuove iniziative di livello nazionale e internazionale.

La prima. Master di secondo livello sull’interpretazione della musica del Novecento e del contemporaneo. “Lo volevamo, speravamo di avviarlo nell’anno in corso, ma non ci siamo riusciti, avendo cambiato il Cda. Il Master partirà dal prossimo anno accademico e le iscrizioni sono già aperte”. Almeno dieci gli iscritti per partire. “Un master reso possibile dalla Fondazione Cassa di risparmio, che ha permesso di abbattere i costi di iscrizione, , dall’azienda Savelli e del Rotary che fornisce due borse di studio rivolte a studenti residenti nell’area del cratere sismico” spiega il presidente Carlo Verducci. Si conferma a tutto campo l’azione dell’associazione guidata dall’avvocato Emanuele Intorbida: “Vogliamo essere incisivi sul territorio e aiutare i ragazzi meritevoli del cratere. Stanziamo un contributo per una borsa (il master costa 2.200 euro), ma poi parlando con il club di Milano Scala, le borse di studio sono diventate due”. Paolo Appoggetti è stato il socio che ha messo in relazione Fermo a Milano, non per la prima volta: “Insieme abbiamo costruito dei luoghi di aggregazione nei comuni terremotati, investendo insieme 26mila euro. Volendo sempre più puntare la nostra azione verso i giovani e le eccellenze, abbiamo pensato di coinvolgere Milano Scala nell’attività del conservatorio, come noi faremo aiutandoli a dotare di strumenti una loro struttura. Ci teneva il direttore Nicola Verzina: “Abbiamo diversi docenti che lavorano sul nuovo, a livello di composizione ed esecuzione. Per me era lo sbocco naturale della didattica. È l’unico master in Italia, un corso di perfezionamento, dura un anno e dà 60 crediti. Parteciperanno i migliori docenti”.

La seconda. “Il concorso rivolto a giovani compositori che unisce Fermo all’istituto italiano di cultura di Osaka. Un concorso dedicato a Leopardi e all’Infinito che copie duecento anni” spiega Verducci. “È la prima volta che il conservatorio organizza un concorso di composizione e si lega bene al master di secondo livello, riguardando la musica contemporanea. Quello che mi rende contento – precisa Verzina – è il coinvolgimento di partner come l’istituto di cultura di Osaka, tanto che la premiazione avverrà in Giappone durante la settimana di cultura italiana in Giappone a ottobre, il centro studi leopardiano, il centro sudi per la musica moderna di Bologna e del Consiglio regionale”. Un concorso con tre sezioni che si svolgerà nel mese di ottobre rta Fermo e il Giappone.

“Con Stefano Fossati, direttore dell’Ic di Osaka, abbiamo pensato il concorso ‘Forme uniche di continuità nello spazio’. Ci siamo affidati alla scultura di Boccioni e portiamo il concorso in diverse parti del mondo. Due università, la Tokyo City che a sua volta venne colpita dal terremoto, e la Ritsumeikan. Tre premi per tre illustri italiani: Giacomo Leopardi, Bruno Maderna (è nata una ensemble al Pergolesi al musicista dedicata) e Luigi Nono” precisa Carlo Furlivesi che aggiunge. “L’arte soffre tra i giovani, noi vogliamo uscire da certi stereotipi e dare valore all’originalità dell’azione”. Il concorso sarà anche un modo per entrare dentro il Giappone: “Consoceranno sempre più fermo, ne abbiamo quattro in questo momento. Porteremo qualità” precisa Verzina. “IL Giappone è un riferimento per l’Asia per la sua qualità, la Cina ha i numeri e si muove su target differenti. Per il 2020 ricoinvolgeremo l’Australia, il concorso può solo crescere (piattaforma Ulisses, centro Pompidou)”. Perché Fermo? “Le cose vanno fatte dove funzionano. Scegliere i partner giusti è fondamentale, Fermo garantisce operatività e qualità. La modalità di lavoro di Fermo non l’ho trovata da nessuna parte in Italia, forse solo in Germania. Qui c’è un sistema strutturato e funzionale”. Amministrazione inclusa, aggiunge Verducci.

Non ci sono il sindaco o il vice, ma il consigliere Stefano Paci a portare il pensiero del Comune: “Sapere che un master unico in Italia parta a Fermo ci inorgoglisce. È importante che ci sia il sostegno di realtà private, perché la cultura deve avere l’attenzione di ogni parte della città”.

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