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Il jazz entra a scuola, lo Scientifico Tco crea un mix di culture unendo le generazioni

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Il primo marzo va inscena un incontro divulgativo per studenti e docenti, aperto anche alle famiglie: “Questo significa dare spessore al valore aggregante della musica jazz, unendo giovani e non".

FERMO – Il jazz entra a scuola. Il teatrino, alias aula magna, del Liceo Scientifico si apre alla musica. Un primo appuntamento di una serie di incontri musicali che vuole portare la cultura nel luogo della cultura. “Un primo passo con il patto di farne altri”. A organizzarlo l’associazione cinema-teatro Marche guidata da Anna Mariani: “Ci siamo conosciuti con l’uomo del grano, aprendo ai giovani l’analisi dei film, oggi puntiamo sulla musica, su un genere che sembra destinato solo agli appassionati, ma che in realtà è travolgente” spiega soddisfatta la preside dello Scientifico, Marzia Ripari.

Un incontro divulgativo per studenti e docenti, aperto anche alle famiglie: “Questo significa dare spessore al valore aggregante della musica jazz, unendo giovani e non. La musica è il linguaggio rivolto a tutti” sottolinea la preside che ammira un genere musicale in continua evoluzione.

Per una città che ha nel Pergolesi un punto di riferimento del Jazz, impossibile non investirci. “Parliamo di cultura contemporanea, che si radica nel ‘900”. Il professore Cecchini con Guerra e Zorn sono i membri del TrioZone scelto per aprire la rassegna che alternerà danza e pittura alla musica. “Sono impegnati in una tournée in giro per l’Italia, il fatto che abbiano accettato di entrare nella scuola significa avere una sensibilità particolare”. Appuntamento al primo marzo alle 2130.

Il professor Bernardino Scialè è il direttore artistico della rassegna: “Ospitare una figura come Dario Cecchini e il suo trio ci inorgoglisce. Parliamo di uno dei più prolifici e apprezzati jazzisti. È noto come il leader dei Funk Off, la marching band che rappresenta Umbria Jazz nel mondo da decenni. Un trio originale, senza pianoforte ma con un sassofono baritono. Un trio che cerca modalità espressive nuove, che cerca una libertà armonica diversa”. Il Triozone è nato da un esperimento, tanto che si chiamava Dario Cecchini Experimental Trio, diventato un percorso. “Una serata in cui andremo verso il futuro, capendo cosa può diventare il jazz da qui in avanti”.

”Volevamo far capire ai giovani che avvicinarsi all’arte è un modo per arrivare a un prodotto di qualità e che abbia un futuro. Quello che vogliamo spiegare ai ragazzi è che tutto si può fare, ma con professionalità. Non fare tanto per, ma dandosi degli obiettivi. Anche questo significa fare arte: avere un risultato da raggiungere come strada” ribadisce Nazareno Gismondi. In chiusura Stefano Castori: “Le scuole negli anni 70 vivevano di cineforum e di incontri con grandi personaggi dentro le scuole. Noi vogliamo far rivivere il meglio del passato attualizzandolo”. Il concerto è gratuito e aperto a tutti: “Così si crea una osmosi vincente, mixando culture, generazioni e interessi” chiosa Gismondi.

r.vit.

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