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La diocesi di Fermo in prima linea contro abusi e pedofilia. Pennacchio: ‘Formiamo esperti’

pennacchio sedutopietro

L’arcivescovo: Penso alla sofferenza patita da don Vinicio e al contempo all’impossibilità di non poter oggi intervenire nei confronti dei responsabili.

di Raffaele Vitali

FERMO – L’hanno toccato le parole di don Vinicio Albanesi. E così Rocco Pennacchio, arcivescovo metropolita di Fermo, ha deciso di scrivere una lettera aperta alla comunità di fedeli per parlare di abusi e pedofilia. “Penso alla sofferenza patita da don Vinicio e al contempo all’impossibilità di non poter oggi intervenire nei confronti dei responsabili, essendo trascorsi sessant’anni. Ma questa dolorosa esperienza, seppur avvenuta tanto tempo fa, conferma l’urgenza di affrontare con decisione la questione degli abusi su minori da parte di persone consacrate”.

Una condanna chiara quella di Pennacchio che ripercorre i passi fatti da Papa Francesco, soprattutto in questi ultimi giorni con l’incontro mondiale sulla ‘protezione dei minori nella Chiesa’. “Il Papa – prosegue l’arcivescovo – ha ricordato che la piaga degli abusi sessuali riguarda l’ambiente domestico, il quartiere, la scuola, lo sport e purtroppo la chiesa. E se anche fosse solo un caso, di per sé è una mostruosità”.

Fermo come diocesi è un modello: “Fin dal 2012 è stata avviata la formazione di esperti in questo campo. Non sfugge che dovremo porre maggiore attenzione alla selezione dei formatori dei nostri ragazzi e dei seminaristi, coma al discernimento sulla maturità umana e spirituale dei candidati idonei al sacerdozio, escludendo, come suggeriva Paolo VI, soggetti di insufficiente equilibrio psico fisico e morale”.

Un passaggio Pennacchio lo dedica proprio al seminario di Fermo: “Da quasi cinque secoli, insieme con l’Istituto teologico, è chiamato a svolgere questa funzione di formazione. La storia luminosa di intere generazioni di sacerdoti che hanno dato la vita per il nostro popolo testimonia il ruolo irrinunciabile di questa istituzione. Il Seminario non ha il compito di formare il prete perfetto ma consacrati che ogni giorno convertono il loro cuore a Cristo. Per questo – conclude Pennacchio – come ha fatto il Papa ringrazio la stragrande maggioranza dei sacerdoti che non solo sono fedeli al loro celibato, ma si spendono in un ministero reso oggi ancora più difficile dagli scandali di pochi, ma sempre troppi, loro confratelli”. E alla fine la preghiera: “La Madonna protegga la nostra diocesi”.

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