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L'Italia migliore di Mattarella vive in 29 giovani. E due sono marchigiani

mattarella sergio

Sono gli alfieri della Repubblica, «l'altra Italia» di Sergio Mattarella. Li ha scelti e nominati personalmente perché “costruttori di comunità, attraverso la loro testimonianza, il loro impegno, le loro azioni coraggiose e solidali.

L’Italia del futuro che Sergio Mattarella vuole incastonare nel presente è un’Italia di under venti rappresentata da 29 giovani modelli da premiare e imitare secondo il presidente della repubblica. C’è Chiara, la ragazza di Tarquinia con una protesi alla gamba che arriva terza a miss Italia, c’è Luigi che salva il fratellino dalla casa distrutta dal terremoto ad Accumoli, ci sono i piccoli geni dell’informatica, i fratelli Tommaso e Filippo di 10 e 12 anni che hanno realizzato l’App Olly che risponde a domande positive.  E poi ci sono i bambini della primaria di Baone che si sono vaccinati volontariamente per proteggere la compagna di classe immunodepressa.

E ci sono due marchigiane: Elena Piergentili, classe 2005, residente a Sarnano che ha dovuto abbandonare la sua casa e trasferirsi, con la famiglia composta di sei persone, in un'abitazione di due sole camere dove dedica tempo alla sorellina che vive in condizioni di grave infermità. Celeste Montenovo, classe 1999 di Cupra Marittima, è anima di numerose associazioni benefiche, in particolare si è distinta nell'azione di volontariato presso l'Unione ciechi di Ascoli Piceno e ha dedicato alle problematiche dei non vedenti la tesina finale del suo percorso di studi.

Sono gli alfieri della Repubblica, «l'altra Italia» di Sergio Mattarella. Li ha scelti e nominati personalmente perché “costruttori di comunità, attraverso la loro testimonianza, il loro impegno, le loro azioni coraggiose e solidali. Rappresentano modelli positivi di cittadinanza e che sono esempi dei molti ragazzi meritevoli presenti nel nostro Paese” ribadisce il presidente che con questa iniziativa vuole dare forza a valori che sembrano in superficie affievolirsi. La solidarietà, l'altruismo, l'eccellenza e le competenze: sono queste le fondamenta dell'intero settennato mattarelliano. “Non dobbiamo aver timore di manifestare buoni sentimenti che rendono migliore la nostra società” disse il capo dello Stato nel discorso di fine anno. Gli «Alfieri della Repubblica» vanno ad aggiungersi ai 33 «eroi civili» premiati da Mattarella a dicembre. Adulti non famosi ma ben rappresentativi dell'Italia solidale e coraggiosa che lavora nell'ombra per chi soffre e ha bisogno di aiuto.

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