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Dal Montani a Medicina e Biologia, tre storie di successo: 'Tecnologia e prof di livello, esami superati'

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Se De Angelis è l’ultimo esempio, tornando indietro di qualche anno ecco due sorridenti ragazze che non sono volute mancare: Giulia Diamanti e Kawtar El Abbassi, entrambe diplomate nel 2016 in biotecnologia sanitaria

FERMO – “Laboratori molto aggiornati, non c’è scuola nelle Marche che abbia le nostre attrezzature. E anche alcune università vorrebbero i nostri macchinari”. Detto dalla presidente dell’Istituto Montani non farebbe notizia. Ma la prova di quello che Margherita Bonanni sostiene arriva da tre ex allievi, uno appena diplomato e due al terzo anno di università.

Il primo si chiama Christian De Angelis, una montagna di ricci sopra una testa di primo livello. futuro medico, visto che al primo colpo ha superato il test di Medicina, 1200esimo su 67mila candidati. E sarebbe anche potuto diventare un ottimo veterinario, considerando che il test di selezione l’ha superato come primo a Teramo e 28esimo in Italia. “Questa scuola l’ho scelta senza esitazione dalla terza media: mi vedevo medico, era il mio sogno. Dovendo scegliere tra Liceo e il corso del Montani in chimica e biotecnologie ho scelto l’Iti. Oggi studio Medicina ad Ancona, è dura, un ritmo molto alto, però la mia base è ottima”. La riprova è arrivata dal test: “Non ho perso nessuna occasione, durante l’ultimo anno delle superiori ho anche seguito le lezioni pomeridiane con lo sportello integrato. I miei colleghi universitari hanno studiato per lo più al Classico o allo Scientifico, molti hanno dovuto ridare l’esame due volte o addirittura arrivare a Medicina dopo una laurea breve affine”.

Se De Angelis è l’ultimo esempio, tornando indietro di qualche anno ecco due sorridenti ragazze che non sono volute mancare: Giulia Diamanti e Kawtar El Abbassi, entrambe diplomate nel 2016 in biotecnologia sanitaria e oggi una iscritta all’università Politecnica in Scienze biologiche e una a Camerino in Biologia della nutrizione. “Il percorso al Montani è stato funzionale, ho ritrovato le stesse materie e una preparazione di livello, mi sono sentita avvantaggiata. Vicino a me – spiega Giulia, futura biologa della nutrizione - principalmente Scientifico o Alberghiero. Ma avendo studiato biochimica non ho avuto problemi a superare il test di conoscenze che mi ha evitato di dover seguire corsi obbligatori formativi”. Tra i vantaggi le lezioni in laboratorio. “Il Montani – prosegue Kawtar – è una scuola al passo con i tempi e innovativa. Il laboratorio è la metà del percorso, macchinari efficienti che ho ritrovato all’università. Il mio futuro? Credo in un laboratorio analisi, ho già fatto due stage a Sant’Elpidio a Mare”.

Parole al miele per la preside che ha voluto con forza il convegno (L’importanza delle nuove tecnologie in medicina) per mettere medici e professori a confronto di fronte agli alunni. A coordinare il tutto la presidente dell‘Ordine dei medici, la dottoressa Calcagni che guida i 970 camici bianchi iscritti, di fronte al presidente degli odontoiatri Costantino Strappa e ad alcuni primari del Murri. Il sindaco Paolo Calcinaro ha incassato il boato più grande: “Questa scuola ha il dinamismo per aprirvi strade nuove”. che poi possono essere il mondo del lavoro o l’università. Il professor Andrea Monteriù è stato la voce del rettore della Politecnica Sauro Longhi: “Sono un diplomato Iti e oggi sono un docente alla Politecnica. Ho avuto una grande preparazione che mi ha fatto laureare in Ingegneria Elettronica con il massimo dei voti”. Esempi vincenti che proseguono con il cardiologo Giovanni Bellagamba, l’uomo che ha permesso alla scuola, e alla professoressa Cecchi, di dotarsi di uno spettrometro di massa “che ci fa studiare l’infinitamente piccolo, quello non visibile”. C’è riuscito perché “basta crederci e tutto è possibile”. Anche ridare un futuro dinamico al museo Miti, guidato dall’ingegnere Rotunno, altro ex allievo del Montani che ha toccato i livelli più alti della professione: “La ricerca chiede risorse, ma si possono trovare. Quello che ci vuole è osare, credere e fare”. Perché alla fine quello che fa la differenza è la passione.

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