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Giornata della Memoria. Toaff: 'Torna l'antisemitismo'. Il Fermano si mobilita

miriamtoaff

Per questo ogni comune organizza iniziative, senza mai dimenticare che nella provincia di Fermo, a Servigliano, c’è ‘La casa della memoria’ luogo simbolo di un tempo che nessuno vuole rivivere, ma anche di una ribellione sociale che ha permesso di salvare decine di vite umane.

FERMO – Si avvicina la Giornata della Memoria, il girono che ricorda al mondo che non si può dimenticare, che l'orrore non deve ripetersi, che i valori sono più forti della violenza e della follia. Tante le iniziative, una particolare a Montottone, un film per riflettere a Fermo, ma anche testimonianze.

“Se il ricordo della Shoah doveva servire a diminuire l'antisemitismo non ci siamo riusciti. Oggi l'antisemitismo è risalito come non ricordavamo da parecchio tempo” è l’allarme che lancia dai microfoni del consiglio regionale delle Marche Miriam Toaff, figlia del rabbino capo Elio Toaff. “per fortuna – aggiunge - il Giorno della Memoria dovrebbe servire alle nuove generazioni, per questo parliamo ai bambini, per questo li coinvolgiamo”. Il suo racconto colpisce: “Mio padre arrivò nelle Marche nel 1941 c'erano le leggi razziali e gli ebrei di Ancona erano tartassati come tutti quelli italiani. Da quattro anni Ancona era senza rabbino perché non avevano trovato qualcuno per sostituire il precedente. Arrivò a 26 anni - racconta - in una città in cui gli ebrei erano terrorizzati e si erano allontanati dalla comunità perché la situazione era quella che era, molti si erano convertiti per cercare di salvare il salvabile. Elio Toaff era uomo forte, è sempre stato un combattente: quando sapeva di essere nel giusto andava fino in fondo qualunque fosse il prezzo. Era una persona tenace. Il giorno del Kippur nel 1943 - ricorda ancora Toaff - chiuse il tempio, perché sospettava che sarebbero arrivati i nazisti che infatti arrivarono. Chiuse di forza perché gli ebrei si ribellarono ('un rabbino chiude il tempio in un giorno come questo), ma babbo aveva capito che se i tedeschi volevano prendere gli ebrei quello era il posto migliore per farlo: chiudendo il tempio, ha salvato gli ebrei di Ancona. E non fu solo nell’aiutare gli ebrei, i pescatori aiutavano a passare le linee gli ebrei che scappavano dal Nord e senza prendere un soldo”. Fa un parallelo tra gli ebrei di allora e i migranti di oggi: “Non si può ignorare l'arrivo di questi disgraziati, se gli italiani non avessero aiutato gli ebrei... anche se gli ebrei non erano migranti. Oggi, purtroppo, l'antisemitismo è cresciuto in maniera esponenziale: spero sia un periodo di passaggio e che la lezione della Shoah non venga mai più dimenticata, che mai si ritorni a una situazione come quella. Rigurgiti di violenze e di antisemitismo ci sono a tutti i livelli, negli stadi, dappertutto. Allora ci si chiede, ma la Shoah? La lezione? Ma nutro fiducia - conclude Miriam Toaff - che ci siano alti e bassi, e quindi anche che in queste cose un giorno le cose miglioreranno, non è detto che si continui su questa strada”.

Per questo ogni comune organizza iniziative, senza mai dimenticare che nella provincia di Fermo, a Servigliano, c’è ‘La casa della memoria’ luogo simbolo di un tempo che nessuno vuole rivivere, ma anche di una ribellione sociale che ha permesso di salvare decine di vite umane. Tra le iniziative (due a Montegranaro, proeizioni per le scuole a Sant'Elpidio, la passeggiata impossibile con Catà a Montegiorgio e l'anteprima naazionale del film di Lo Piano ad Amandola), da non perdere quella organizzata dal professor Rossano Corradetti a Montottone, in corso Vittorio Emanuele II. Domenica, dalle 10 alle 17, un evento dedicato alla memoria ritrovata degli internati militari italiani che per il loro ‘no’ alla Wermacht sono stati deportati nei campi di concentramento nazisti in Germania dopo l '8 settembre 1943 al 1945. “In questa giornata verrà presentata una ricca documentazione fotografica dei luoghi che furono i tristi paesaggi e i luoghi di dolore di tanti prigionieri non collaborazionisti. Sarà anche a disposizione una vasta presenza di libri e documenti del tempo. Inoltre si accennerà anche alla musica degenerata così definita perché non si atteneva ai canoni musicali tradizionali della Germania nazista come il Jazz, la musica dodecafonica, la musica da cabaret” spiega Corradetti che mostra il manifesto con un uomo di colore che suona il sax con appuntata sullo smoking la stella di David e con un orecchino che evoca i rom e il naso ricurvo riferibile alla razza ebraica. “Questo era un manifesto del 1938 che riassumeva l'essenza della dottrina razziale del Terzo Reich. UN manifesto di mia proprietà che mostrerò” conclude Corradetti.

Altra iniziativa interessante è quella della programmazione della Sala degli Artisti che domani e domenica proietterà alle 17.30 il film "1945" del regista ungherese Ferenc Torok. “Girato in uno splendido bianco e nero, il film si articola su tre piani paralleli che costruiscono l'azione ambientata nel 1945 e che vive sulla paura e il sospetto che i tradimenti, le omissioni e i furti, commessi e sepolti durante gli anni di conflitto, possano tornare a galla dopo l’arrivo di due ebrei”. E sempre a Fermo, deposizione di una corona all'ex Conceria, dove ci sarà la testimonianza di Ian Mc Carthy che ogni anno porta i connazionali inglesi a visitare i luoghi della prigionia dei parenti. 

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