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Padre Sante al Prefetto: Artigianelli, la scuola che ti recupera e ti apre le porte del lavoro

artigianelli gruppo

Negli ultimi dieci anni l’istituto fondato nel 1946 da don Ricci che ha casa nel cuore di Fermo, a due passi dal colosso economico della Carifermo, ha ritrovato smalto e qualità.

FERMO – Una scuola diversa dalle altre. Non fosse altro per il atto che chi esce dagli Artigianelli trova subito lavoro. Negli ultimi dieci anni l’istituto fondato nel 1946 da don Ricci che ha casa nel cuore di Fermo, a due passi dal colosso economico della Carifermo, ha ritrovato smalto e qualità. Un merito va riconosciuto a padre Sante Pessot, ma anche a chi ha creduto nelal scuola, cominciando da Enrico Bracalente, patron della NeroGiardini. Ma il mondo della calzatura è solo un tassello dentro gli Artigianelli che ieri il prefetto Maria Luisa D’Alessandro ha deciso di scoprire, passeggiando tra vere officine e laboratori di termoidraulica. “Un mondo che si sviluppa dietro le mura” commenta la prefetta. Ed è vero, perché si passa dal taglio e orlatura con i ragazzi, età media 15-18, intenti a produrre scarpe, a chi sta realizzando le tubature per un bagno, con un occhio attento al funzionamento dei sistemi energetici, grazie al pannello solare montato in un angolo dell’aula.

C’è poi la meccanica di precisione, sul tavolo dei dadi che diventeranno portachiavi che stupiscono, perla loro precisione, Maria Luisa D’Alessandro. Padre Sante è fiero dei suoi alunni, anche se, come ricorda il professore di disegno digitale, “siamo nelle mani della natura, perché il capitale umano non è uguale anno dopo anno”. È la voce severa dentro gli Artigianelli, dove si deve studiare, anche se si è arrivati lì magari dopo un anno di superiori e la decisione di abbandonare la scuola. Oggi sono circa 150 gli allievi divisi nei vari corsi, di questi dieci sono in partenza per la Spagna, grazie al progetto Erasmus: Alberto Carlini, Alizadeh Chetabi Aras, Francesco Laciotti, Italo Apuzzo, Jusef Pepe, Luca Capriotti, Matteo Gasparroni, Nicolò Beato, Samuele Mora, Federico Temperini. Per loro si apriranno le aziende iberiche per arricchire ancora di più il proprio curriculum. “Una scuola che insegna a lavorare, ma dove non mancano le ore di teoria” ribadisci padre Sante, arrivato per caso e rimasto per amore e risultati conseguiti. “Merito anche della Regione Marche che ha creduto in noi, insieme ad alcuni imprenditori”.

@raffaelevitali

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