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La mano dell'architetto è più precisa del pc: a Fermo le assonometrie di Beverati, l'artista del dettaglio

bevecalci

Tra le tante spicca quella che riproduce la città di Fermo: "Ho inserito quasi tremila edifici, considerate che ho scattato più di tremila foto". La mostra è aperta fino al 6 gennaio.

di Raffaele Vitali

FERMO – Vi restano tre giorni per entrare in un mondo fatto di dettagli, di precisione, di meticolosa ricerca della perfezione: il mondo di Giacomo Beverati. Architetto, anima rossa dell’amministrazione veregrense, Beverati si è creato una nicchia di qualità che partendo dall’arte è diventata un lavoro. In principio fu la matita, poi la china, con la sua mano Beverati fa quello che oggi la maggior parte dei professionisti realizza usando un computer. “Ridò vita a una tradizione ormai in disuso a causa della tecnologia che mira alla ricerca artistica e architettonica, con peculiari studi dal vero e d’invenzione che hanno ad oggetto la realizzazione di disegni di architetture, monumenti, borghi e città esistenti, molti dei quali di ambito locale”.

La mostra ‘Ri-disegnare l’antico’ è in corso, fino al 6 gennaio, nella sala degli incontri di Palazzo dei Priori in piazza del Popolo a Fermo. Tra le varie opere, frutto di ricerche meticolose o della fantasia dell'architetto, spicca, per la prima volta in pubblico, l’assonometria del centro storico della Città di Fermo. “Milleduecento ore di lavoro per una ricostruzione in cala 1/1000. Il grado di dettaglio è notevole. La tele che potete ammirare è un po’ più grande dell’originale, 170 centimetri rispetto ai 150. Ci ho inserito quasi tremila edifici, considerate che ho scattato più di tremila foto”. È qui la cura del dettaglio. Immortalare e poi riprodurre qualcosa che ha lasciato anche il sindaco Paolo Calcinaro senza fiato. “Praticamente è un rilievo completo del patrimonio edilizio del centro storico. Oltre al valore artistico dell’opera c’è anche quello storico documentale che ben si inserisce nella tradizione cartografica che a Fermo inizia nel settecento” prosegue Beverati.

La sua opera, commissionata dalla Fondazione Carifermo e poi voluta con forza dall’amministrazione ora diventerà parte di un piano di marketing turistico, anticipa Francesco Trasatti. Quello che hanno già fatto altri comuni, in particolare Monte Rinaldo, comune in grande crescita e appena premiato a Roma come una delle 100mete artistiche da non perdere in Italia grazie alla Cuma, che ha scelto l’assonometria del comune come immagine di sfondo al calendario del 2019. Ma anche Montefalcone Appennino che la espone di fronte all'ingresso del museo dei fossili.  “Fra le arti maggiori, l’architettura è quella che a prima vista appare come la più razionale, perché la creatività è sottomessa a principi costruttivi che impongono limiti alla fantasia del progettista; ma le tavole di Beverati dimostrano il contrario” conclude il critico d’arte Stefano Papetti. La mostra, nel we troverete anche l’autore, è aperta mattina (1030-13) e pomeriggio (15-1830).

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