I valori dell'Europa, gli sc-arti, l'impresa in stile Olivetti: nel cuore di Fermo la mostra gioiello dei dipendenti artisti della Tre Elle

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Una mostra sincera, in cui non si può che storcere la bocca di fronte al ‘Mala tempora currunt’ che troneggia sotto una barca semi affondata che rappresenta l’Europa. Ma c’è anche la speranza nelle radici dell’albero che sorregge i valori fondanti.

di Raffaele Vitali

FERMO – Se quelli sono scarti… di tante mostre quella nel cortile di palazzo Azzolino a Fermo è davvero imperdibile. Opere uniche, irripetibili, perché frutto di sapienti mani che sanno lavorare il ferro e che, soprattutto, sanno dargli un significato. Si parla di Europa, e mai come in questo periodo ce ne è bisogno, ma lo si fa con realismo. Una Italia al centro di una ragnatela, come circondata dagli altri Paesi è l’emblema di un quadro non facile, in cui far passare il messaggio dell’Europa come valore universale diventa complesso ma non c’è solo questo dentro ‘Sc-arti d’autore’, il progetto pensato e realizzato all’interno della ditta Tre Elle, una delle perle di questa terra che non vive di sola crisi. L’impresa di Stefano Luzi, leader nel campo delle lamiere di ferro, acciaio, tubolari e carpenteria, al suo interno ha veri artisti tra le maestranze. E la riprova arriva proprio dalle opere realizzate da operatori di produzione e personale amministrativo coadiuvati dall’ufficio tecnico dove si muovono architetti, ingeneri e pertiti industriali.

Una mostra sincera, in cui non si può che storcere la bocca di fronte al ‘Mala tempora currunt’ che troneggia sotto una barca semi affondata che rappresenta l’Europa. Ma c’è anche la speranza nelle radici dell’albero che sorregge i valori fondanti di una Unione partita grazie al carbone e all’acciaio e poi diventata stile di vita. L’idea di Luzi è vincente, la location affascinante anche se un po’ risicata per opere così maestose che meriterebbero una illuminazione costante e soprattutto tempo per essere osservate, cosa che il freddo non consente. Ma non importa, il messaggio arriva, come non va dimenticato il fine: le opere sono in vendita, le prime tre sono già state acquistate, e parte del ricavato va agli Artigianelli, che della meccanica stano diventando piccoli maestri.

“La nostra è stata una precisa volontà. Con questo progetto abbiamo voluto creare e stimolare il senso di bello e del ben fatto. E questo significa condividere la comunità, è riscoprirsi artisti, in quanto siamo figli del rinascimento, tipico dei prodotti italiani. Tra i dipendenti che ogni giorno operano sul campo per la creazione di prodotti dall’alto valore estetico funzionale di arte ce ne è molta” commenta soddisfatto Stefano Luzi. Che incassa il complimento più belo da vicesindaco Francesco Trasatti: “Un’operazione che mi ricorda il senso di comunità d’impresa di Adriano Olivetti che voleva azienda, imprenditori e dipendenti vicini nel costruire insieme e nel rappresentare anche il territorio”.

Tanti i messaggi ‘svelati’ dai pannelli che accompagnano le opere. Di certo uno spicca: l’accoglienza, il bisogno di fermare l’intolleranza. Ecco un valore che l’Europa deve tornare a rappresentare, smettendo di vedere nell’altro uno scarto umano, ma come insegnano i dipendenti della Tre Elle, un valore, un arricchimento, un’opera d’arte se inserita nel contesto giusto. Ovvero nell’Europa. (mostra a ingresso libero visitabile fino al 6 gennaio)