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Intanto, l'esposizione che dà spazio all'arte senza selezioni con la chicca del 1968 raccontato da Dondero

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Circa 160 i partecipanti nei 900 metri quadri del mercato coperto di Fermo, a due passi da piazzale Azzolino, che è in attesa “del progetto finanziato che porterà innovazione e start up".

 

di Raffaele Vitali

FERMO – La novità sono i bicchieri di vetro per il brindisi. Intanto cresce, anche con il sorriso. “Per il nono anno (15 dicembre - 6 gennaio) siamo al mercato coperto, come il presepe vivente al freddo e al gelo ma in mezzo all’arte”. Bibi Iacopini, con Patrizia Di Ruscio è l‘ideatore di una esposizione che riunisce pittori, fotografi e scultori. Circa 160 i partecipanti nei 900 metri quadri del mercato coperto, a due passi da piazzale Azzolino, che è in attesa “del progetto finanziato che porterà innovazione e start up che potrebbe tagliare fuori noi ma ridando vita a un luogo speciale”. Ma su questo il vicesindaco Francesco Trasatti rassicura: “L’idea, ma il progetto è in questo momento una pagina bianca che scriveremo insieme, è di mantenere all’interno del mondo dell’innovazione uno spazio polifunzionale, quindi valuteremo la permanenza”.

Iacopini organizza, poi l’arte è nelle mani di Patrizia Di Ruscio, siamo i gemelli diversi. “L’arte è soggettiva, come faccio a presentarvi le opere? A qualcuno piace, ad altri no, per questo qui non c’è selezione. Ognuno prende il suo spazio e lo allestisce come meglio crede, mantenendo un certo decoro. Nulla di offensivo” precisa la Di Ruscio.

Senza selezione, Intanto è davvero un luogo di libertà. Si va dallo studente del liceo Artistico ai professionisti come Laviano. “È una piccola fiera, senza filo conduttore se non l’esporre se stessi”. Il più giovane, l’80enne Mario Aliberti, ha uno spazio con le foto dei viaggi nel mondo. E lui realizzerà due video racconti il 22 e il 29 sui Koma e i Pigmei.

Non mancano le novità di matrice solidale. “Abbiamo ospitato I ragazzi dell’Isola che non c’è, giovani autistici che espongono quello che loro creano”. E poi i ragazzi di Montepacini. “Abbiamo chiesto a 24 espositori, dandogli una tela 30x30, di realizzare un’opera che metteremo in esposizione e poi il 25 e 26 dicembre lanceremo un’asta solidale con i fondi raccolti per Montepacini”. Non solo, visto che nel giorno dell’inaugurazione ci sarà un banco con i prodotti della terra e i ragazzi di Montepacini esporranno e venderanno i prodotti che hanno coltivato “del resto anche l’agricoltura è un’arte. E in questo modo il mercato coperto tornerà alla sua prima funzione per alcune ore”.

Non solo, perché a tre anni dalla morte di Mario Dondero, Intanto dedica uno spazio particolare al grande fotoreporter. “A cinquant’anni dal 1968, lo raccontiamo con le foto di Dondero a Parigi, che ha documentato i gironi più caldi, entrando nelle situazioni più particolari e battagliere. Dalla Sorbona alla fabbrica della Renault. Grazie a Elisa Dondero, esponiamo dieci immagini tra cui la più famosa, l’assemblea dell’occupazione della Sorbona con la luce del sole che illumina a raggi gli studenti universitari”.

Una chicca tra opere d’arte che rende Intanto ancora più esclusivo. “Mi piacerebbe avere un luogo più adatto, vedremo in futuro. Sperando che anche l’informazione cresca con noi con meno veline e più inchieste. Perché la città ha bisogno dal miglior arte, in ogni settore”.

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