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Il richiamo delle Marche, terra d'arte e cultura: otto città unite dalla mostra su Lorenzo Lotto

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Secondo l’assessore alla cultura regionale, Moreno Pieroni, quella che si è aperta è “la più grande mostra dedicata a Lotto dopo quella alle Scuderie del Quirinale”. Cultura e turismo destagionalizzato.

MACERATA – Per la prima volta le opere di Lorenzo Lotto riunite per una mostra diffusa e imperdibile. Un artista inquieto, anticonformista, che viveva senza soldi ma grazie al genio e al talento artista molto prolifico. Ritrattista eccelso e rivoluzionario per quel suo saper raccontare in pittura l'incertezza dei sentimenti, Lorenzo Lotto è protagonista in Europa. Ha brillato al Prado di Madrid, da novembre sarà il perno della National Gallery di Londra, m ora il pittore nato a Venezia e morto a Loreto nel 1556 è il re della sua regione, le Marche.

Tra Macerata, inaugurazione il 19 ottobre, e altri 8 siti per la prima volta vengono riunite le opere che il maestro creò per questo territorio e poi disperse nel mondo o che per storia e realizzazione hanno sempre avuto un legame con le Marche. Un’esposizione “volutamente di ricerca - spiega il curatore Enrico Maria Dal Pozzolo - in un territorio che è già il più grande museo Lotto al mondo, con oltre il 15% della sua produzione”.

Secondo l’assessore alla cultura regionale, Moreno Pieroni, quella che si è aperta è “la più grande mostra dedicata a Lotto dopo quella alle Scuderie del Quirinale”. Cultura e turismo destagionalizzato. “Per noi la cultura è un grande volano per promuovere il nostro territorio. Non siamo solo la zona del sisma, anzi, vogliamo uscire da questa definizione”. Correndo sul fil rouge di opere e biografia, la mostra - promossa dalla Regione con il Comune di Macerata e organizzata da Villaggio Globale International - parte allora dal Museo Civico di Palazzo Buonaccorsi a Macerata, dove dal 19 ottobre al 20 febbraio, in collaborazione con l'Ermitage e con prestiti da tutta Europa, riunirà documenti, oltre 20 dipinti e 5 disegni del Lotto con opere da Durer a Mantegna da cui l'artista trasse ispirazione.

Tante le scoperte, come la Venere adornata dalle Grazie, pala di oltre due metri mai vista dal pubblico, “che esponiamo con un aspetto inedito, dopo che il restauro ha tolto i sette strati di pittura che coprivano la versione originale” racconta Dal Pozzolo. C'è poi il San Girolamo nello studio del quale Vittorio Sgarbi, dopo secoli, bocciò l'attribuzione: “Era finito nel deposito del Museo di Bassano del Grappa. Neanche la direttrice sapeva fosse lì - dice ancora Dal Pozzolo - Sono pronto al confronto, perché per me quello è un vero Lotto”.

E ancora, forse, la prima opera pittorica del maestro “che esponiamo con un punto interrogativo”: una Sacra famiglia dal Museo della Diocesi di Recanati, “negli anni attribuita anche al Mantegna e a un anonimo leornadesco”. Ma parallelamente il viaggio prosegue in altri 8 siti marchigiani, alla scoperta, «volutamente nel loro contesto», di 25 opere disseminate tra Ancona, Cingoli, Jesi, Loreto, Mogliano, Monte San Giusto, Urbino e Recanati dove Lotto immortalò il più dolente Cristo deposto. “Non una mostra di una città, ma di un territorio che ha voglia di rialzarsi e guardare al mondo”.

r.vit.

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