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Vesprini, l'artista che ha portato l'Humus sui muri del Liceo Artistico: 'Prima tappa del museo a cielo aperto di Fum'

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Giulio Vesprini è un artista di fama internazionale che ha lavorato con Barbieri, Ikea e tanti altri. Partito dai graffiti si è poi dedicato alla street art. Studioso dell’intreccio tra ‘spazio, architettura e arte’, Vesprini incassa il primo vero applauso dagli alunni del liceo artistico.

di Raffaele Vitali

FERMO – Si è chiuso il progetto Fum con la realizzazione di un murales, realizzato sui 16 metri di muro del Preziotti di Fermo, affidato a Giulio Vesprini. Con l’artista sono entrati in azione numerosi ragazzi del Liceo Artistico. Ma non si ferma qui Fum, perché da oggi parte il percorso di arte urbana a cielo aperto. “Questo è il nostro obiettivo, creare un museo a cielo aperto, con tanti punti di interesse tra murales e graffiti”. Il tutto con la finalità di aggregare e avvicinare i giovani tra i 16 e i 35 anni.

Non ci sarebbe Fum senza Regione Marche, “abbiamo cofinanziato il progetto, che ha vinto il bando, e oggi sono qui a verificare l’ottima realizzazione. Questo è un progetto che tende alla aggregazione dei giovani, alla condivisione di progettualità” sottolinea l’assessore Fabrizio Cesetti, e il Comune. “Insieme rigenereremo le aree urbane” prosegue Luca Vagnoni, uno dei volti dell’associazione Giovani Territorio e Cultura guidata da Andrea Marsili.

Giulio Vesprini è un artista di fama internazionale che ha lavorato con Barbieri, Ikea e tanti altri. Partito dai graffiti si è poi dedicato alla street art. Studioso dell’intreccio tra ‘spazio, architettura e arte’, Vesprini incassa il primo vero applauso dagli alunni del liceo artistico. “Un modello, ci piacerebbe diventare come lui” commentano alcuni ragazzi che vorrebbero fare di una bomboletta il loro pennello contemporaneo. “Da artista ringrazio chi ha lavorato al mio fianco. Senza l’appoggio di istituzioni e associazioni sarebeb impossibile. Per me dipingere il liceo Artistico è un premio alla carriera. Nel 1994 volevo iscrivermi all’Artistico, ma mio padre me lo vietò e ho scelto Scienze Umane. Ma poi mi sono ripreso tutto inclusa la laurea in Architettura. Senza l’artista non ci sarebbe il disegno, ma l’artista senza la squadra non è nessuno”. Vesprini ha abbinato al lavoro con i colori dei workshop, dei cineforum e la realizzazione dei taccuini dell’artista, “che presenteremo a Fum 2”. Un consiglio lo regala: “Oggi essere solo bravo non basta più. L’intuito degli anni ’70, con il falegname che inventa il portacenere, non basta. Oggi essere bravo tecnicamente ma non avere disciplina, costanza e applicazione non serve a nulla. Per cui mi auguro che la vostra idea di arte sia matura e applicata alla realtà con metodo e disciplina. Chi dipinge sui muri ha una grande responsabilità. I muri parlano, hanno qualcosa da dirci, per cui chi andrà a mettere mano su queste case sa che parlerà migliaia di persone. dopo 48 ore dalla realizzazione dle murales, il disegno era già sui siti più importanti di street art del mondo”.

Fermo è il cuore del percorso di ‘rivoluzione’ artistica. “Avevamo un sogno, poter colorare gli spazi urbani che non sono al centro dell’attività della città. E da qui far partire con Fum, Fermo Urban Museum, un percorso che possa svilupparsi in città e permetta al visitatore di guardare un edificio attraverso l’estro dell’artista. E siccome non può finire qui, abbiamo già partecipato a un bando per Fum2 e lanceremo una call per coinvolgere spazi privati. Pensate a palazzoni in cui l’estro di un artista può fare la differenza” spiega il vicesindaco Francesco Trasatti.

L’arte deve andare oltre i social, “strumenti che creano distanze più aggregazione. Noi volevamo recuperare spazi dando ai giovani un motivo per stare insieme” prosegue Cesetti. Non va mai dimenticato che se il murales si fa è anche perché la Provincia di Fermo, guidata da Moira Canigola, ha dato il suo ok alla realizzazione del murales: “Le strutture oltre che sicure devono essere vissute a pieno da chi le utilizza. Portare fuori il pensiero di voi giovani – ribadisce parlando agli alunni riuniti – è importate. Questa è un’arte giovane, è la vostra. Comunicateci quello che sentite, noi vi diamo la possibilità di raccontarvi”.

Chi possiede i muri, chi guida il futuro dei ragazzi: “Per noi questo è apprendimento significativo, ovvero i contenuti che diamo all’interno degli istituti poi diventano realtà, grazie all’incontro con persone e artisti. Oggi viviamo l’agito. Noi crediamo in ogni ragazzo, siamo certi che abbiano al loro interno un talento. Quando possiamo farli interagire con artisti, diamo anche un esempio di buona politica, di integrazione fra istituzioni” riprende la dirigente Stefania Scatasta.

In chiusura Giustozzi, che incassa la standing ovation: “Vesprini ha saluto calare il suo progetto nella nostra scuola. Che è sicura, ma che era lacunosa sull’estetica. Questo è un polo funzionale che vogliamo abbellire. Non in senso decorativo, ma con u senso profondo. Il titolo Humus, che in latino è terra, rappresenta gli stimoli che diventano una sintesi organica degli stimoli. Noi mandiamo un messaggio biotico. Vesprini ha saputo passare questi messaggi con l’opera. Il suo è un messaggio grafico, minimale, unisce i suoi studi di architettura con l’estro. E poi c’è quell’artigianalità del fare con il passaggio dallo spray al pennello, con la scelta del colore che diventa decisiva. E poi ci sono le linee, non perfette perché fatte a mano. È la sua 37esima opera di questo genere, alla 40esima – anticipa Giustozzi – l’artista cambierà modalità di disegno”. Ma intanto, tutti con il naso all’insù conquistati dal rosso fuoco che da oggi accompagnerà l’humus che vuole formare gli artisti del futuro.

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