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La navetta del turismo piace e funziona: soldi ben spesi. L'estate di Marcafermana con 700 turisti tra i paesi del sisma

marcabilancio

A fine tour, la guida turistica abilitata, Sara Giorgi, distribuiva un questionario di qualità per capire cosa avesse convinto di #marcainbus, ma anche per profilare l’utente.

di Raffaele Vitali

FERMO – Finalmente una navetta che funziona. Quella di Marcafermana, l’associazione guidata da Stefano Pompozzi, ha superato ogni aspettativa. “Se avessi avuto la garanzia di una decina di persone a navetta, già partivo felice. Il mio timore era il vuoto. E invece, risposta incredibile. Tola la prima, sei persone, perché partita due giorni dopo la presentazione, il servizio è esploso”. Quello che ha convinto il turista è stato anche l’abbinamento con il food, “ma non tanto la degustazione, quanto la visita nelle aziende, quindi dove davvero il prodotto nasce, o il brindisi in piazza del Popolo organizzato dalla Confartigianato” prosegue Pompozzi.

A fine tour, la guida turistica abilitata, Sara Giorgi, distribuiva un questionario di qualità per capire cosa avesse convinto di #marcainbus, ma anche per profilare l’utente. Su 700 persone, le valutate sono state più o meno la metà, perché si è scelto di affidarlo ai nuclei familiari. “Alto il gradimento, promossi gli itinerari. Ma non sono mancati i suggerimenti: ci hanno chiesto di aumentare le date, da due ad almeno tre a settimana e magari inserire qualche altro punto di interesse”. Come base Marcafermana ha scelto 17 comuni del cratere: “Pensando a un potenziamento, con il coinvolgimento di altre zone turistiche, il servizio può crescere. Ma va anche valutato bene, perché non vogliamo diventare un tour operator o una alternativa alla linea di trasporto estiva della Steat, che è stato un partner efficiente”.

Ala fine, promosso quindi l’investimento: “Tra pullman, pubblicità, guida e biglietti ai musei parliamo di meno di 10 euro a turista”. Il desiderio è di ripetere l’operazione, ma per questo Pompozzi si siederà al tavolo con la Regione, che ha finanziato il progetto oltre che l’app. “Sono tante le azioni simboliche di vicinanza al sisma, questa è reale a tutti gli effetti. 700 persone nei paesi sono state un volano turistico e in piccolo anche economico. Chiaro che guardando le provenienze dei visitatori potremmo riflettere anche su promozioni mirate fuori regione, ma è anche vero che il primo veicolo di successo sono i gestori dei camping, che hanno sposato in toto il progetto. La crescita di collaborazione territoriale viene anche da questa rete”. La riprova è anche nel giorno della presentazione, nella sede della Carifermo, dei dati finali: seduti vicino a Pompozzi ci sono Daniele Gatti, l’assessore regionale Cesetti, il consigliere Giacinti, Paolo Tappatà della Confartigianato e il sindaco di Campofilone. “Operazione vincente considerando che il 40% di chi è saluto sul pullman non era mai stato nella provincia di Fermo. Entrando nelle percentuali, il 24,7% viene dalla Lombardia, il 9% dall’Umbria (dato che può crescere, ndr), l’8,4 dal Lazio, l’8% dall’Emilia Romagna”. Possono crescere gli stranieri, il 5% del totale: il 40% viene dall’Argentina, il 20% dal Messico, solo il 10% dalla Russia. Insomma, potenziale enorme di sviluppo, crescendo anche la promozione, per un servizio gratuito che per una volta funziona. Alla Regione il compito di trovare le risorse per bissare il progetto.

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