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"Equità". Calcinaro abbassa l'Imu alle aree progetto fabbricabili. "Operazione da 60mila euro"

La scelta è arrivata dopo lo studio effettuato dalla commissione composta da dirigenti e funzionari dell’Ufficio Tributi e dell’Ufficio Urbanistica.

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FERMO – Equità. è questa la parola che usa il sindaco Paolo Calcinaro per spiegare, e motivare, una scelta che al Comune di Fermo costerà almeno 60mila euro di entrate.

Il Comune ha disposto, ai fini del pagamento dell’Imu del 2016, che è già tra le più basse d'Italia, la riduzione dei valori delle aree progetto fabbricabili (aree B) nella misura del 10% per le aree convenzionate e del 20% per quelle non convenzionate.

“Una misura che anche se di portata limitata a causa degli stringenti vincoli di bilancio imposti agli Enti Locali, vuole andare comunque incontro alle famiglie ed alle imprese che in questi anni di crisi del settore edilizio si trovano a detenere un bene difficile da sostenere economicamente”.

La scelta è arrivata dopo lo studio effettuato dalla commissione composta da dirigenti e funzionari dell’Ufficio Tributi e dell’Ufficio Urbanistica. “I valori di queste aree erano fermi alle stime dell’Agenzia delle Entrate del 2007 ed erano eccessivi rispetto ai valori correnti e reali” conclude l’assessore al Bilancio Savino Febi.

Ora ai proprietari arriverà a casa la comunicazione, ma per ogni chiarimento è aperto l’ufficio tributi dalle 10 alle 13.

Il piano dei 5 Stelle: una 'Scuola di cinema' alla Casina delle Rose con i fondi europei

I pentastellati prevedono anche la creazione di un ‘Fermo Film Festival’, a cadenza annuale, con un premio da assegnare agli studenti delle superiori coinvolti: l’Aquila Aurea.

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FERMO – Da Di Ruscio a Calcinaro, secondo il Movimento 5 Stelle poco cambia. Almeno per quanto riguarda il futuro della Casina delle Rose. “Le visite guidate di questi giorni lasciano presagire una prossima vendita per la realizzazione di una struttura alberghiera che difficilmente può rappresentare un affare economico. Per cui, l’unica cosa che potrebbe spingere qualche imprenditore ad acquistare questa proprietà comunale sarà la solita variante urbanistica diretta ad aumentare le volumetrie o magari a trasformare in commerciale parte della struttura”.

Una supposizione, anche se ogni volta interpellato, il sindaco Paolo Calcinaro ha ribadito che la destinazione resta ricettiva. La proposta del 5 Stelle è originale: “Destiniamola per una Scuola del Cinema che, oltre ad intercettare i finanziamenti europei, costituirebbe un volano per l’economia della città”.

I pentastellati prevedono anche la creazione di un ‘Fermo Film Festival’, a cadenza annuale, con un premio da assegnare agli studenti delle superiori coinvolti: l’Aquila Aurea. “Volgendo lo sguardo ai fondi necessari per la realizzazione di tali programmi, è bene menzionare come nel 2007 la Commissione europea , sezione “Cultura”, ha proposto una serie di programmi destinati a stimolare l’innovazione e a favorire la crescita delle regioni europee. Fra questi ultimi vi è uno specifico settore d’investimento chiamato, non a caso, “Festival”. Il programma “Europa Creativa” (2014-2020) ha una disponibilità finanziaria totale di 14.6 miliardi di euro (9% in più rispetto ai programmi precedenti). Siamo già in contatto con un importante Università, nelle prossime settimane presenteremo il progetto in Commissione per essere valutato da tutte le forze politiche e la Casine delle Rose sarebbe proprio la migliore collocazione, a due passi dal teatro”.

L'intervista. Michela Marzano a Fermo: diritti civili, stepchild, valori e "il Pd che non mi rappresenta"

La filosa deputata: “Il mio libro trae senso dal motivo che non esiste una legge decente che garantisca l’uguaglianza tra i sessi".

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di Raffaele Vitali

Fermo – Uguaglianza non significa indifferenziazione, come ci hanno fatto credere malintesi e strumentalizzazioni”. Si ferma in piazza del Popolo, il tempo di un caffè, prima di entrare al palazzo dei Priori per presentare il suo libro. Michela Marzano, filosofa, scrittrice e deputata, è attesa: ‘Papà, mamma e gender’ è il suo ultimo lavoro che sta facendo discutere l’Italia tanto quanto la Cirinnà. “Il mio libro trae senso dal motivo che non esiste una legge decente che garantisca l’uguaglianza tra i sessi. Stiamo vivendo una situazione che la Francia ha superato nel 2013 dopo lunghe polemiche, ma l’ha superata con una legge civile”.

Cosa che invece non è avvenuto in Italia, secondo lei?

“Il testo arriverà alla Camera e lì farò tutto il possibile per modificarla e tornare all’originale. Ma non mi illudo, so che i numeri sono blindati. Ma vanno reinseriti i diritti e i doveri paritari previsti all’inizio, incluso l’articolo 5 del famoso stepchild adoption”.

Possibilità scarse di modifica?

“Direi inesistenti e per questo, al termine dell’iter parlamentare lascerò il Partito Democratico”.

Anche la Cirinnà aveva detto la stessa cosa, poi però si è accontentata.

“La differenza tra me e la Cirinnà è che a me la carriera politica non interessa. A me interessano i diritti. Ed è per questo che il Pd mi ha chiamato e convinto a candidarmi con una telefonata, prima da Letta e poi da Bersani. Se non uscissi darei un pessimo segnale ai giovani, ai miei studenti. Dovrei dirgli che ho lasciato cadere quello per cui vivo e morirò? Questo per restare in un partito? No, mi tradirei e vi tradirei”.

Ma poi, se esce, avrà abbastanza voce per farsi sentire?

“Lascerò traccia negli stenografici parlamentari. Io voglio tornare a casa e potermi guardare allo specchio e questo è possibile e lotto per i diritti”.

Ma questa legge è proprio da bocciare?

“Scindo due piani: quello giuridico e quello culturale. Dal punto di vista giuridico è un passo avanti, da quello culturale è un passo indietro. Non solo è stata tolta la step child adoption, ma anche una serie di obblighi incluso quello alla fedeltà. Siamo tornati a una chiara differenza sessuale. Come se gli omosessuali vivessero un amore di serie B”.

Uno dei motivi che hanno spinto i critici contro la legge Cirinnà è il rischio ‘utero in affitto’. Come vive il caso Vendola?

“Non si può impedire a chi vuole un figlio di averlo. Ma desiderio non significa diritto. Ma chi lo vuole, alla fine un figlio lo ottiene. Con la legge iniziale e non emendata si voleva invece garantire chi è già in vita. Il figli c’è, che facciamo? Dobbiamo far pagare al bambino le colpe, se vogliamo usare questo termine improprio, dei genitori? L’utero in affitto è una pratica vietata anche in Francia. Ma ci sono Paesi che lo permettono. A noi il dovere di tutelare il bambino che viene al mondo. Noi volevamo, e alla Camera lotterò ancora, proteggere chi esiste”.

Marzano, non crede che in Italia ci si scaldi per ‘principi alti’ come l’adozione e la parità di genere e poi si dimentichino le conquiste base, come l’assenza della possibilità di donare gli organi inserita nella carta d’identità?

“Tocca u punto importante, che si riassume con la parola cultura. Il parlamento in questo caso è lo specchio della società. Ed è per questo che Michela Marzano non può accontentarsi di questo risultato, perché il messaggio culturale deve essere ben diverso”.

Tornando al suo libro, ma secondo lei l’italiano è ancora uno che legge?

“I numeri dei miei libri dicono di sì, ma l’editoria è in grande crisi. Insegando vedo i miei studenti: non leggono i libri e i nuovi esami universitari non aiutano. Io portavo volumi e volumi all’esame, oggi bastano gli appunti del corso”.

E se non si legge, si regredisce?

“Senza la passione per la lettura si perdono le parole. E a quel punto come esprimiamo quello che vogliamo e desideriamo? L’insulto è quotidiano proprio a causa della povertà linguistica”.

Uscire dal Pd è la chiave per combattere questa mediocrità dirompente?

“Il cambio è obbligato. Perché solo uscendo do dignità ai miei valori. C’è un detto: ‘La persona è mente, i valori sono tutto’. Per guardarmi allo specchio devo inseguire i valori. Che non sono i mei, ma quelli che renderebbero civile la nostra civiltà. La legge Cirinnà è un’occasione persa che non posso accettare”. 

@raffaelevitali 

I 5 Stelle di Fermo cambiano strategia: esposto in Procura sulle assunzioni in Comune

La vicenda era approdata anche in Consiglio comunale, il 4 dicembre. Una interrogazione a cui il sindaco ha risposto pubblicamente. “Quel giorno – proseguono i pentastellati - non ci ha soddisfatto".

5stellefermo


FERMO – Hanno portato tutto in Procura. Le spiegazioni ricevute dal sindaco Paolo Calcinaro non sono bastate ai consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle, Mirko temperini, Marco Mochi, e al portavoce Edmondo Lanteri. “Sabato 5 marzo il M5S di Fermo ha presentato presso la Procura della Repubblica un esposto in riferimento ai tre concorsi pubblici pubblicati lo scorso 16 luglio per assunzioni di personale da inserire nello staff del sindaco della attuale amministrazione”.

La vicenda era approdata anche in Consiglio comunale, il 4 dicembre. Una interrogazione a cui il sindaco ha risposto pubblicamente. “Quel giorno – proseguono i pentastellati - non ci ha soddisfatto, in quanto riteniamo che indire un avviso pubblico, cui hanno partecipato centinaia di cittadini, solamente perché obbligati per legge ma scegliere i candidati ammessi alla prova orale non in base ai curricula, ma a scelte troppo soggettive e troppo personali, porta inevitabilmente a sollevare delle domande di liceità”.

Secondo la forza di opposizione “i bandi, infatti, sono stati strutturati senza nessun criterio di selezione oggettivo che potesse renderli il più trasparenti possibile, lasciando, di fatto, mano libera a chi selezionava”. Procedura di selezione che merita un approfondimento: “Ci rimettiamo alla decisione della magistratura che speriamo possa far luce sulla questione da noi sollevata”

Commissioni consiliari aperte ai cittadini: prima 'conquista' dei 5 Stelle a Fermo

Tra i prossimi obiettivi del Movimento che ha due consiglieri, Mochi e Temperini, c'è il “question time per il cittadino”, che permetterebbe di porre domande alla Giunta e al Sindaco in sede di Consiglio Comunale direttamente da parte del cittadino.

mirko temeprini


FERMO -  A Fermo le commissioni consiliari diventano pubbliche. A dirlo è la Prima Commissione riunita dopo l’interrogazione portata in Consiglio dal Movimento 5 Stelle.

Gli esponenti dell’opposizione avevano dimostrato che il Tuel afferma che “le sedute del Consiglio e delle Commissioni sono pubbliche salvi i casi previsti dal regolamento”. Un punto del regolamento mai applicato. 
Starà ora al dirigente organizzare nei tempi tecnici la pubblicità delle adunanze e la definizione dei criteri per cui alcune sedute andrebbero convocate in forma segreta, secondo il Regolamento comunale di Fermo. “Questi casi rientrano, nello specifico, nella legge sulla privacy riferita a persone e un non meglio specificato “nocumento” agli interessi comunali, criterio, questo ultimo, che il Movimento 5 Stelle chiede sia chiarito per valutarne la concreta necessità”. 

I prossimi obiettivi del Movimento che ha due consiglieri, Mochi e Temperini, sono il “question time per il cittadino”, che permetterebbe di porre domande alla Giunta e al Sindaco in sede di Consiglio Comunale direttamente da parte del cittadino, la riattivazione dello streaming durante l’assise e la modifica della modalità di designazione degli scrutatori, dando priorità a disoccupati e chi socialmente più in difficoltà.

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