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Commissioni consiliari aperte ai cittadini: prima 'conquista' dei 5 Stelle a Fermo

Tra i prossimi obiettivi del Movimento che ha due consiglieri, Mochi e Temperini, c'è il “question time per il cittadino”, che permetterebbe di porre domande alla Giunta e al Sindaco in sede di Consiglio Comunale direttamente da parte del cittadino.

mirko temeprini


FERMO -  A Fermo le commissioni consiliari diventano pubbliche. A dirlo è la Prima Commissione riunita dopo l’interrogazione portata in Consiglio dal Movimento 5 Stelle.

Gli esponenti dell’opposizione avevano dimostrato che il Tuel afferma che “le sedute del Consiglio e delle Commissioni sono pubbliche salvi i casi previsti dal regolamento”. Un punto del regolamento mai applicato. 
Starà ora al dirigente organizzare nei tempi tecnici la pubblicità delle adunanze e la definizione dei criteri per cui alcune sedute andrebbero convocate in forma segreta, secondo il Regolamento comunale di Fermo. “Questi casi rientrano, nello specifico, nella legge sulla privacy riferita a persone e un non meglio specificato “nocumento” agli interessi comunali, criterio, questo ultimo, che il Movimento 5 Stelle chiede sia chiarito per valutarne la concreta necessità”. 

I prossimi obiettivi del Movimento che ha due consiglieri, Mochi e Temperini, sono il “question time per il cittadino”, che permetterebbe di porre domande alla Giunta e al Sindaco in sede di Consiglio Comunale direttamente da parte del cittadino, la riattivazione dello streaming durante l’assise e la modifica della modalità di designazione degli scrutatori, dando priorità a disoccupati e chi socialmente più in difficoltà.


Il 'comandante' Zacheo rinviato a giudizio: "Sono un personaggio scomodo"

Non attacca la magistratura, da uomo dello Stato ne rispetta ogni decisione. “Devo rispetto alla decisione del Dr. Marziali avendo totale fiducia nella Magistratura, quella stessa Magistratura che ha sempre riconosciuto la correttezza del mio operato".

comune di fermo


FERMO – Rinviato a giudizio. Il futuro di Pasquale Zacheo, ex comandante dei carabinieri di Fermo ed ex candidato sindaco oggi consigliere comunale, si giocherà anche in un’aula di tribunale. “Il rinvio a giudizio – spiega Zacheo – è stato deciso dal dottor Cesare Marziali questa mattina”. Lo annuncia lui stesso, per ribadire che è tranquillo. “Sono coinvolto in qualità di Comandante della Compagnia Carabinieri di Fermo, nel luglio del 2014, rilasciato dichiarazioni alla stampa in relazione ad un intervento operato dai Carabinieri di Montegranaro presso un Casolare di Montegranaro. Come si evince dagli stessi articoli di stampa per cui ci sarà il processo, ho solo rilasciato dichiarazioni di tipo istituzionale al solo scopo di tranquillizzare l’opinione pubblica, e soprattutto la comunità di Montegranaro. E l’ho fatto per solo senso di responsabilità verso il servizio e la comunità”.

Il comandante avrebbe potuto anche non rispondere, come ricorda lui stesso, perché era in ferie. “Nel processo avremo magari anche la possibilità di chiarire il perché la Procura di Fermo avrebbe deciso di iscrivermi nel registro degli indagati solo a distanza di quasi un anno dal fatto. Si ricorderà infatti che l’atto di conclusione indagini mi fu notificato a ridosso della mia candidatura alle elezioni del giugno 2015”. Non attacca la magistratura, da uomo dello Stato ne rispetta ogni decisione. “Devo rispetto alla decisione del Dr. Marziali avendo totale fiducia nella Magistratura, quella stessa Magistratura che ha sempre riconosciuto la correttezza del mio operato, in tante altre volte che qualcuno, nei miei tanti anni di servizio, ha ritenuto di accusarmi”.

Ma si toglie qualche sassolino: “Sono consapevole di essere un personaggio molto scomodo per qualcuno, l’ho capito ancor di più da quando ho deciso di candidarmi a Fermo. La mia storia lo dice chiaro, non ho mai avuto paura o timore di nessuno, solo rispetto per le Istituzioni, la legge e i cittadini. Sono prima di tutto un padre che ha l’obbligo di impegnarsi a lasciare ai suoi figli una società migliore. Non smetterò mai di lottare per questo obiettivo”.

E per questo, alla fine, ringrazia la Magistratura che gli dà modo “di difendermi in pubblico davanti alla gente. Quella gente a cui si deve verità”.

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