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Bando periferie sospeso, Calcinaro fa il pompiere: 'Voglio essere fiducioso, sarebbe emblema di malagestione politica'

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ome la Mancinelli, il sindaco chiede “alle forze territoriali di Lega e 5 Stelle, che ben sanno l’impatto positivo che avrebbe l’intervento, a far possibile che chi ha un lavoro impostato non venga sospeso per due anni inspiegabilmente".

FERMO – “La notizia è arrivata ieri sera. Quando si parla di una norma così importante per i Comuni, anche se i fondi servano per ridistribuire a 8mila comuni rischiando l’effetto mancia, sarebbe bene discuterne prima con l’Anci”. Così Paolo Calcinaro commenta la decisione del Governo di stoppare il bando Periferie.

“L’interpretazione della norma è frammentaria, visto che in contemporanea abbiamo avuto la comunicazione in cui ci si chiede di presentare l’esecutivo entro il 15 settembre. Spero che sia una norma per tagliare i rami secchi, le convenzioni che hanno faticato, per usare risorse ferme”. Se invece fosse uno stop al treno in corsa, “Fermo ha già tutti i definitivi approvati, gli incarichi dati, i servizi conferiti”, sarebbe gravissimo: “Parleremmo di un’operazione non solo sbagliata, ma che rimarrebbe nella storia della malagestione politica”. Ma il sindaco non vuole dirlo: “Spero sia una norma in cui vengono definiti meglio i percorsi”.

Come la Mancinelli, il sindaco chiede “alle forze territoriali di Lega e 5 Stelle, che ben sanno l’impatto positivo che avrebbe l’intervento, a far possibile che chi ha un lavoro impostato non venga sospeso per due anni inspiegabilmente. Non vorrei fare una battaglia politica, ma tecnica”. Rischio ricorsi? “Se ci fosse una lettura massimalista dell’intervento, credo che ci sarebbe anche uno scontro giuridico complesso”.

Ha sentito molti colleghi sindaci e la speranza è che il provvedimento venga rivisto: “Ci sono molti punti che non tornano, voglio confidare che sia qualcosa di non definitivo”. Fermo tra l’altro aveva già avviato parte della progettualità, con nuovi servizi e un piano di videosorveglianza “il tutto con possibilità di spesa data dal superamento della convenzione da parte della Corte dei conti”.

A fronte di un rischio stop, c’è lo sblocco degli avanzi di bilancio: “Se le stesse risorse servono per sbloccare gli avanzi di amministrazione ci troviamo di fronte a qualcosa di ‘non decisivo’ per le amministrazioni. Sarebbe un provvedimento mancia se usato con il principio dei vasi comunicanti. Se in aggiunta è meglio di niente”.

Se invece non andrà come spera, Calcinaro è pronto a gesti anche eclatanti: “La fascia dal Prefetto la posso sempre portare. Ma non posso pensare che lo Stato prenda decisioni così gravi e pesanti verso le periferie. Confido che da qui all’11 settembre ci sia il tempo per chiarire. Non dimentichiamo che riqualificare Tre Archi, per quel che ci riguarda, è ridare un futuro anche ai comuni vicini (LEGGI LOIRA, FRANCHELLUCCI E ROMANELLA)che quell’area subiscono”.

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