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Addio riqualificazione di Lido Tre Archi, il governo Lega - 5 Stelle cancella il bando periferie. Sindaci in rivolta

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La sospensione delle convenzioni del Bando periferie pari a 3,8 miliardi per la rigenerazione urbana di 96 tra città e aree metropolitane preoccupa gli amministratori.

di Raffaele Vitali

FERMO – Scusate, abbiamo scherzato, Lido Tre Archi non cambierà. Niente restyling, niente palestra, niente spazi verdi rigenerati, niente abbattimento barriere architettoniche, campo polivalente coperto, skatepark, nuovo spazio polifunzionale a Casabianca e figuriamoci se ci sarà l’aggiunta dei lavori a Lido come sperato dall’opposizione. Scusate, abbiamo scherzato, ma non il sindaco Paolo Calcinaro (LEGGI l'intervento) o gli ex premier Renzi e Gentiloni, chi scherza con il futuro delle periferie dei quartieri di Provincia è il governo di Giuseppe Conte. Quello del cambiamento che è diventato “il governo del resettiamo quello che hanno fatto gli altri” anche se buono.

Il risveglio dei sindaci è stato amaro. Perché dentro il decreto Milleproproghe, quello in cui si parla di tutto, c’è anche la sospensione del piano periferier, il rinvio dei finanziamenti per il Bando delle periferie al 2020, nonostante la firma nel dicembre 2017. Quello che il governo Renzi aveva ampliato, accettando i progetti di tutti i capoluoghi, trovando risorse aggiuntive rispetto all’inizio.

La sospensione delle convenzioni del Bando periferie pari a 3,8 miliardi per la rigenerazione urbana di 96 tra città e aree metropolitane preoccupa gli amministratori. “Molte realtà hanno, infatti, già investito nelle progettazioni e ora il possibile congelamento delle risorse potrebbe determinare anche delle serie difficoltà nella gestione del bilancio. Le risorse per le progettazioni, ribadisco, devono essere coperte subito. Il governo deve chiarire la sua posizione sugli impegni assunti” sottolinea il coordinatore nazionale delle Anci regionali e sindaco di Senigallia, Maurizio Mangialardi. “Il processo di trasformazione delle città non può aspettare. Il bando - ha aggiunto - è nato con il grande obiettivo di recuperare le periferie e rilanciare, al contempo, anche le grandi città che, come naturale conseguenza, ne avrebbero beneficiato. Una sfida culturale che i Comuni avevano raccolto con entusiasmo. Ora lo stop prospettato dal Governo segna un arresto traumatico alla riqualificazione urbana dei territori che potrebbero dover attendere ancora anni prima di vedere i lavori di 'rinascita’ finiti” ribadisce l’esponente Pd.

Eppure, “nel Milleproroghe si coglie un segnale positivo, con la procedura per sbloccare gli avanzi di amministrazione ma la sospensione del bando periferie è preoccupante. Ci sono Comuni che hanno avviato attività di progettazione o addirittura le gare. Dal governo pretendiamo chiarezza" sottolinea il presidente dell'Anci, Antonio Decaro.

Solo ieri sera si brindava alle scelte, perché ancora non si conosceva il contenuto esatto di ogni pagina: “Con un nostro emendamento nel Decreto Milleproroghe abbiamo liberato un miliardo per gli investimenti dei comuni, invertendo la rotta rispetto ai disastri del Partito Democratico. I vincoli di bilancio imposti dal Pd in questi anni hanno infatti impedito ai sindaci di utilizzare gli avanzi di amministrazione accumulati negli esercizi precedenti” ribadisce il sottosegretario all'Economia, Laura Castelli.

Come sindaco del capoluogo di Regione, Valeria Mancinelli chiama a raccolta gli onorevoli marchigiani: “L'11 settembre il decreto Milleproroghe sarà all'esame della Camera dei deputati e allora subito dopo Ferragosto convocheremo tutti i nostri deputati marchigiani affinché si impegnino "a mettere una pezza" a questa gravissima situazione. Noi sindaci, intanto, dobbiamo far conoscere quanto sta avvenendo a categorie economiche, cittadini e parlamentari; se non venisse corretta questa anomalia assumeremo iniziative anche di carattere legale e non vorremmo arrivare addirittura ad avviare cause dei Comuni contro lo Stato. È indubbio che lavoreremo in sinergia con all'Anci nazionale”.

Stupisce la scelta, anche se vista dal Governo è un modo per dare a tanti anziché solo ai capoluoghi di Provincia. “Abbiamo reso immediatamente disponibile per gli Enti locali un miliardo di euro per investimenti che miglioreranno la qualità della vita dei cittadini. Non verranno a mancare in alcun modo i fondi destinati alle periferie relativi a progetti presentati dagli Enti locali e che attualmente non hanno ancora i presupposti per poter essere approvati. Sono somme che non verrebbero comunque spese. Con il nostro intervento realizziamo una semplice rimodulazione dovuta al ritardo nella elaborazione di progetti completi” aggiunge il Governo.

“Resta il fatto che, conclude il presidente di Legautonomie - la sospensione delle convenzioni del Bando periferie contenuto nel decreto Milleproroghe è un tradimento dei Comuni e un voltafaccia mai visto che dimostra inaffidabilità o assoluta incapacità di governo, una rapina inaccettabile ai cittadini delle città italiane e, in molti casi, delle periferie delle città italiane. Lo sblocco dell'avanzo di amministrazione per i Comuni- continua Filippeschi - è un fatto positivo ma è anche diventato un obbligo dopo le sentenze della Corte costituzionale. Il blocco a 96 città di progetti vitali per circa 2 miliardi, con procedure in corso e con progetti partecipati da centinaia di migliaia di cittadini, fatto con un blitz indegno, è un colpo mortale al futuro delle città e a un volano economico importante. Si bloccherebbero investimenti per quattro volte tanto e si annullerebbero risanamenti ambientali e recuperi sociali”. La battaglia è appena iniziata.

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