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Ceriscioli chiarisce: 'Fermo non sarà la discarica delle Marche'. Presto l'accordo per 20 mila tonnellate di rifiuti da Ascoli

discaricafermo

La piccola Fermo è più efficiente degli altri territori essendosi dotata nel tempo sia di discariche, sia di impianti di trattamento, tra l’altro è di pochi giorni fa un finanziamento di 800mila euro per potenziarne uno a disposizione dell’Asite.

di Raffaele Vitali

FERMO – “Non saremo la pattumiera del sud delle Marche”. Risuonano ancora nella sala del Consiglio provinciale di Fermo le parole ribadite dalla presidente Moira Canigola e dal suo vice, con delega all’Ambiente, Stefano Pompozzi durante l’Ata rifiuti. Di fronte al comitato ristretto, pochi giorni fa, i due politici sono stati chiari. È stato un primo modo per rispondere, indirettamente, ad alcune accelerazioni arrivate dalle province di Ascoli e Macerata. Secondo i due territori confinanti ci sarebbe in programma una riforma a livello regionale con la creazione di due Ata al posto delle attuali 5, il che avrebbe potuto comportare che a Fermo sarebbero confluiti buona parte dei rifiuti di Macerata e Ascoli. Questo perché la piccola Fermo è più efficiente degli altri territori essendosi dotata nel tempo sia di discariche, sia di impianti di trattamento, tra l’altro è di pochi giorni fa un finanziamento di 800mila euro per potenziarne uno a disposizione dell’Asite.

Ma siccome le parole locali non bastano, ci pensa il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli a fare definitiva chiarezza, chiudendo così almeno per ora anche la battaglia del Movimento 5 Stelle che con una passeggiata in discarica ha voluto sensibilizzare i cittadini su un problema reale: la produzione e il conseguente abbancamento di rifiuti che sta creando colline artificiali attorno al capoluogo. Ceriscioli, durante la festa del Pd a Sant'Elpidio a Mare, ha ribadito: “La legge è chiara: ogni provincia deve essere autonoma, dotarsi quindi di discarica e impianti. Poi – ha specificato – un discorso diverso è la collaborazione, la generosità che un territorio ha nei confronti di un altro e in questo Fermo è sempre stata in prima linea. Ma sia chiaro, nessuna idea o progetto di fare di Fermo la discarica principale del sud delle Marche”. Chiusa questa vicenda, visto che la norma è regionale e il presidente non ha alcuna intenzione di modificarla, resta il nodo difficoltà di abbancamento per gli altri due territori.

Per Macerata in realtà se ne parla dal 2021, per Ascoli il problema è stringente. La soluzione paventata è al momento la più logica: Fermo prenderebbe una parte dei rifiuti da mandare in discarica di Ascoli Piceno, con un accordo a lungo termine. Questo per permettere ai Piceni di organizzarsi e al contempo a Fermo di incassare riuscendo così a mantenere una Tari più bassa che in altri comuni. Si parla di 20mila tonnellate l’anno. Ma di questo, e tanto altro, si discuterà nei prossimi giorni quando l’Ata tornerà a riunirsi allargandosi proprio ad Ascoli Piceno.

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