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La Croce Rossa investe e si prende Lusek, il Disaster manager della Protezione civile di Fermo

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Il capo dei volontari lascia la guida della squadra del capoluogo, fiore all'occhiello a livello regionale, invidiata dagli altri comuni per la sua organizzazione e professionalità.

 

di Raffaele VItali

FERMO – Le occasioni vanno colte e questa era di quelle grandi. La Croce Rossa Italiana regionale cercava una figura chiave, uno che sapesse gestire l’organizzazione, il parco mezzi, l’emergenza. Insomma, cercava un Disaster manager. E così ha preso uno dei migliori sul mercato: Francesco Lusek.

Non facile accettare per il capo della Protezione civile di Fermo, ma la proposta era davvero di livello. Innanzitutto la Croce Rossa ha deciso di investire su quella figura, dotandosi del ruolo in pianta organica. Tradotto, progettualità certa volta a crescere e migliorare. Esattamente quello che da otto anni Lusek stava attendendo a Fermo. Ma le scelte politiche, e le esigenze di bilancio, hanno sempre spinto i vari sindaci, da Nino Di Ruscio a Calcinaro, a inserire la figura del Disaster manager all’interno dello staff del sindaco, il che significa incarico a tempo e sempre revocabile.

Lunga esperienza internazionale durante missioni umanitarie nei Balcani, Lusek è stato in prima linea anche nel post terremoto, guidando una squadra capace di usare strumentazioni tecnologiche che in pochi in Italia hanno. "A Fermo creiamo soccorritori" sottolinea sempre Lusek. Ma per farlo ha dovuto mettere importanti paletti: in primis a Fermo non si incontrano volontari della Protezione civile durante le fiere a fare da parcheggiatori, ma si possono invece incrociare a Paludi lungo il fiume mentre simulano la caduta di un aereo e le ricerche di corpi e superstiti. “La preparazione è un aspetto fondamentale, il nostro gruppo è sempre in formazione. Chi si avvicina sa che per indossare la divisa bisogna lavorare, con costanza” ribadisce lasciando il suo posto di lavoro.

La nuova sede della Protezione Civile non è stata così seguita da un consolidamento del personale e ora, con Lusek emigrato ad Ancona, si apre anche un importante buco all’interno dell’organizzazione. Per fortuna l’estate è il momento perfetto per sedersi a pensare, ma in previsione di piogge, neve e possibili emergenze non c’è tempo da perdere.

Lusek, intanto, a pochi mesi dalla sua laurea sul ruolo delle divise gialle di Fermo nel post sisma, ha iniziato la sua nuova carriera in Croce Rossa, dopo la risoluzione consensuale del rapporto con il Comune di Fermo. Che adesso deve interrogarsi sul futuro, sperando in un arrivederci di Lusek più che in un addio. La prima strada è decidere se il miglior gruppo provinciale di Protezione Civile merita un vero dirigente, inquadrato nella pianta organica. Sarebbe un segnale importante per il territorio, ancora di più dopo che la riforma Del Rio ha tolto alle Province anche la titolarità sull’emergenza, affidandola alla regione. Il modo c’è: si chiama concorso pubblico. la seconda strada è, in attesa di trovare nelle pieghe di bilancio, e nella volontà politica, le risorse per assumere, quella di valorizzare uno degli elementi cresciuti con Lusek, che ha lasciato una squadra coesa, ma bisognosa di una guida forte, perché dietro ogni volontario c’è un lavoro giornaliero di organizzazione, stimolo e gratificazione. Fermo è stata una antesignana in questo campo, ora non può permettersi di fare passi indietro visto che negli ultimi anni è stata anche un riferimento per il territorio, prestando i suoi uomini e donne ai paesi della provincia in difficoltà.

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