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Liceo Classico, la soluzione è nel Palazzo Sacconi. Il preside: Finanziati i lavori, se finiscono la Betti non si muove

annibalcaro

Il preside nelle due pagine inviate a Moira Canigola e dirigenti di dubbi ne snocciola numerosi ribadendo anche di essere in attesa di informazioni ormai da tempo.

FERMO – Ma quindi il liceo Classico chiude o no?  E soprattutto, come sta davvero? Il preside dello storico istituto, Piero Ferracuti, lo chiede con una lunga nota ufficiale inviata alla Provincia di Fermo. Nota che è poi finita sulle scrivanie dei quotidiani, ben prima di dare alla Provincia la possibilità di chiarire. Ormai ci si muove così a Fermo, chi può cerca di essere protagonista su giornali e siti, in modo da aumentare la pressione sull’altro.

Ferracuti parte dalla lettera che la Provincia ha inviato il 18n giugno al sindaco di Fermo Paolo Calcinaro in cui si chiede la restituzione dei locali attualmente occupati dalla Betti. “Nella lettera leggo che ‘le analisi diagnostiche effettuate su tutti gli edifici scolastici con copertura lignea, simile a quella in cui è avvenuto il cedimento della capriata dell'aula numero 32 dell'ITI “Montani”, hanno portato a definire un quadro conoscitivo puntuale del degrado di tali strutture che necessitano di più radicali interventi di manutenzione. Non potendo nel breve periodo che intercorre tra la fine dell'anno scolastico 2017-2018 l'apertura di quello prossimo provvedere ad un completo rifacimento di tutte le coperture investigate e bisognose di rifacimento, stante anche la particolare onerosità dell'intervento è stimato in oltre 4 milioni di euro, resta doveroso prevedere che buona parte dei locali resi interdetti non potrà essere riaperta per l'inizio del nuovo anno scolastico. Di fronte a queste parole mi sorgono numerosi dubbi”.

E il preside nelle due pagine inviate a Moira Canigola e dirigenti di dubbi ne snocciola numerosi ribadendo anche di essere in attesa di informazioni ormai da tempo: “Vorrei avere certezze riguardo la ripresa delle lezioni il prossimo anno scolastico, dal momento che lo svolgimento delle lezioni in orario pomeridiano non è procrastinabile a tempo indeterminato per ovvi motivi”. Oltre a questo chiede “perché ispezioni, verifiche e controlli finora effettuati non hanno impegnato che un numero di ore esiguo a fronte di oltre due settimane di chiusura, ispezioni e controlli che negli ultimi giorni non hanno avuto luogo”.

Il preside Ferracuti si ritrova una scuola chiusa ufficialmente per permettere “ulteriori approfondimenti in programma per i prossimi mesi. Per cui si ritiene indispensabile al momento in via precauzionale interdire integralmente la funzione dell'edificio sede del Liceo Classico Annibal Caro”. Ma, ribadisce il dirigente, oggi i dubbi aumentano: “Dovrei dedurre dalla sua mail al sindaco di essere stato tenuto all'oscuro sulle reali condizioni dell’edificio dell’Annibal Caro o che la lettera dalle Ss. Ll. inviata al Sindaco e all’ ISC “Betti” non si basi su elementi oggettivi e documentati. Chiedo formalmente spiegazioni in proposito”.

L’ultimo passaggio della lettera riguarda il futuro: “Faccio infine presente che, qualora le “alcune classi” del Liceo Classico da delocalizzare fossero solo quelle relative al corridoio il cui tetto necessiterebbe di riparazioni, il problema della restituzione della aule ora occupate dall’ ISC “Betti” presso il polo scolastico non sussisterebbe, dal momento che nello scorso anno scolastico le aule del Liceo Classico che potrebbero essere interessate dai lavori al tetto erano inutilizzate, e comunque, qualora venisse completato entro l’inizio dell’anno scolastico (come da Vostra assicurazione per via ufficiosa) l’ ultimo piano del Liceo delle Scienze Umane, l’ “Annibal Caro” disporrebbe di spazi più che sufficienti”. Il riferimento è ai lavori a Palazzo Sacconi che la stessa presidente durante la presentazione del Bilancio, approvato dall’assemblea dei sindaci, ha definito ormai prossimi al completamento con lo stanziamento di 160mila euro. Nulla centra invece il fatto che i 4milioni di euro promessi dal Miur siano fuori dal Bilancio provinciale approvato, visto che è stato chiuso prima e soprattutto “mancava ancora il decreto del Miur”. Ma le garanzie ci sono, a cominciare dallo scambio di Pec tra uffici provinciali e ministeriali.

redazione@laprovinciadifermo.com 

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