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Fermo e Porto San Giorgio unite da un ponte d'acciaio bianco: "Lo faremo in 400 giorni"

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La provincia di Fermo è stata la regista dell’accordo di programma, “che agevola la conformità urbanistica”, tra due città che si sono risvegliate sorelle.

FERMO – Tutti insieme attorno a due maxi rendering che mostrano il ponte sull’Ete. Quello di cui si parla da trent’anni, quello che tutti i sindaci mettono nei programmi elettorali. Quello che da oggi, grazie ai fondi della Regione Marche diventa realtà. Hanno un milione (di euro) di motivi Nicola Loira e Paolo Calcinaro per essere contenti e per questo hanno voluto attorno al tavolo dell’annuncio, anticipato in realtà dalla Regione con una nota, dirigenti (Paccapelo e Censi oltre all’architetto Marcantoni) e assessori (Luciani, Nunzi, Torresi e Silvestrini) oltre all’architetto Alessio Marini. “Grazie è l’unica cosa che voglio dire a nome di Marina Palmense, che sta attraversando un momento difficile. Spero sia un modo di ripartire” sottolinea Mauro Torresi.

794 è il numero della gioia, quello del decreto della regione Marche che ha stabilito la graduatoria sui cofinanziamenti per la ciclovia adriatica: “Fondi esclusivi per questo maxi progetto, quindi non ripartiamo con la discussione sul carrabile” esordisce il sindaco di Fermo. Su 4 milioni in palio, il progetto fermano ha incassato 1milione di euro, mentre ad esempio la Civitanova Porto Sant’Elpidio resta con 300mila euro in meno rispetto a quelli attesi. “Se ci siamo riusciti è perché il lavoro degli uffici ha pagato. E loro lo sapevano dall’inizio, mentre io ero titubante” ribadisce Calcinaro a cui Loira riconosce la volontà politica, non appena eletto, di realizzare il collegamento.

La provincia di Fermo è stata la regista dell’accordo di programma, “che agevola la conformità urbanistica”, tra due città che si sono risvegliate sorelle. Porto San Giorgio ha curato la parte urbanistica amministrativa, Fermo il lavoro progettuale pubblico. “Il ponte è un’idea datata, poterla realizzare mi riempie di grande soddisfazione visto che è uno degli obiettivi più significativi del mio secondo mandato. Ero più ottimista di Paolo, ho più fiducia nelle istituzioni, perché - spiega Nicola Loira - questo pezzo di ciclovia era uno dei più significativi, grazie anche alla Provincia”.

Un ponte chiave per la natura, per il turismo, con il porto a due passi, per la mobilità: “Questa è un’opera che tocca tra i due principali comuni del Fermano, anche a livello turistico. Un’opera che simbolicamente e fisicamente renderà più funzionale e bella la nostra terra” prosegue Stefano Pompozzi.

“Aspettavo da vent’anni questo ponte. Nel 1998 il primo accordo tra Fedeli e Rossi. Non era un ponte così bello, ma un primo passo che non è mai proseguito” aggiunge Silvestrini. “Dal punto di vista urbanistico creiamo un tratto di costa che supera i nove chilometri di lunghezza con caratteristiche diverse. Possiamo dal fratino al porto, dall’ombrellone di qualità alla parte agreste di Marina Palmense. Con un ponte potremo ragionare di turismo in modo più unitario mantenendo un waterfront molto differente” ribadisce Nunzi.

“Una nuova cultura di mobilità crescerà attorno a questo ponte, che ha un suo impatto ma che minimizziamo con la struttura leggera” prosegue Sauro Censi. Il progetto presentato è definitivo, “ma siamo quasi all’esecutivo. Ora lo faremo e poi partiranno le procedure di affidamento. Il cronoprogramma prevede 400 giorni per la realizzazione” precisa il dirigente Paccapelo. Importo complessivo di 1,3 milioni: “Abbiamo individuato tre ipotesi concrete di reperimento risorse per il cofinanziamento. Valuteremo di scegliere la strada migliore in base al cronoprogramma”. Nel piano è previsto anche un chilometro di ciclabile a Poto San Giorgio che arriva dietro il giardino delle Canossiane. “E poi entro fine anno valuteremo il concorso di idee su come innestare la ciclabile che parte dal ponte a quella sul lungomare” ribadisce Loira.

Il progetto è frutto della collaborazione tra enti, uffici tecnici e l’archetto Marini, con un ingegnere e un geologo. “Su un punteggio 100 avevamo ipotizzato di arrivare a 92, siamo arrivati a 90. E questo nonostante un comune in meno nella rete rispetto agli altri finanziati” prosegue Paccapelo che sottolinea come “il bando non valutasse la strategicità del progetto, equiparando opere a terra a un ponte”.

Il ponte sarà d’acciaio bianco, “la sovrintendenza non voleva materiali riflettenti”, con una campata unica di 55 metri, con due più piccole ai lati e piloni di cemento armato all’estremità” conclude Marini. Due percorsi, uno pedonale largo due metri e uno ciclabile di 4 metri, misura che permette di far passare in caso di necessità i mezzi di soccorso.

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