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Pari opportunità, il lessico non è un dettaglio: "Parole al femminile per educare". Troppi sindaci assenti in Commissione

commissioneprovinciale

Per lavorare meglio e senza dover ripartire ogni volta con fatica, Falzolgher ha anche proposto di allungare la durata della commissione da 2 a 4 anni, quindi abbinandola al mandato del presidente e non del Consiglio.

FERMO – Tanto da dire in questi giorni per la Commissione Parti Opportunità provinciale. Il consigliere Cristian Falzolgher, a cui la presidente Moira Canigola ha assegnato la delega, è l’unico uomo dentro la sala che riunisce le donne che hanno voglia di combattere, di impegnarsi, di dare un contributo. “Impariamo a usare le parole nel loro giusto modo: quello accaduto a Porto Sant’Elpidio (la morte di Silvana Marchionni per mano del marito) non è un omicidio, ma un femminicidio. Va detto senza aver paura di creare un problema di immagine al territorio. La verità non fa mai male” sottolinea l’avvocatessa Caliandro.

Sono tanti i temi che affrontano le consigliere. Che, per voce di Laura Latini da Montegranaro, toccano anche un punto dolente: “Qui ci sono solo uomini, questo è un problema perché diamo l’idea che la nostra sia una battaglia partigiana, di una parte”. La presidente Orazietti, che a Porto Sant’Elpidio ha lottato per far cambiare il regolamento comunale e aprire la commissione anche ai maschi, incassa e rilancia: dobbiamo far comprendere che è importante anche per gli uomini affrontare la parità di genere, allarghiamo i nostri momenti, anche grazie ai servizi sociali. Agli uomini violenti, quelli che hanno bisogno di aiuto per superare momenti di difficoltà.

Per lavorare meglio e senza dover ripartire ogni volta con fatica, Falzolgher ha anche proposto di allungare la durata della commissione da 2 a 4 anni, quindi abbinandola al mandato del presidente e non del Consiglio. E a proposito di presidente, Laura Gaspari, On the Road, ha focalizzato l’intervento sul lessico, sull’importanza dell’uso delle parole, del femminile. “Non dobbiamo vergognarci di dire sindaca, consigliera, assessora. Può suonare male, ma è solo per una quesitone di abitudine. La Commissione deve spingere per questo, è un elemento culturale importante che servirà a sensibilizzare la cittadinanza”.

Parità di genere ha tante sfaccettature e la Commissione proverà a portarle fuori dalle stanze abituali, ma bisogna anche riflettere su un numero: “Qui oggi, alla prima riunione allargata, ci sono solo il 20% delle amministrazioni rappresentate. Se non interessa ai sindaci diventa tutto più difficile”. E ha ragione la Orazietti, perché in troppi si riempiono la bocca della parità di genere e poi sono i primi a non presentarsi nelle occasioni in cui si decidono le strategie. Non si parla solo di femminicidi e quote rosa, ma di problemi del lavoro, della conciliazione impiego-famiglia, di problemi reali. “L’ultima esortazione è per le Amministrazioni che ancora non hanno istituito l’assessorato o la delega alle pari opportunità: è ora di mettersi in regola”. A livello operativo la presidente ha esortato le referenti comunali a pensare a progetti “visto che qualche risorsa l’abbiamo e nel caso le troviamo, anche grazie alla commissione regionale guidata dalla Marziali”.

Raffaele Vitali

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