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Il futuro dei giovani in un colpo di Fum: murales e didattica per un museo a cielo aperto

fum

“Artisti singoli, scuole e reti di writers: ecco Fum” ribadisce Trasatti che vuole integrare murales già esistenti come quello della Conceria. Andrea Marsili è la voce di Giovani Territorio e Cultura che ha vinto il bando sull’aggregazione giovanile della Regione Marche.

FERMO – Un gruppo di giovani dinamici, un artista della bomboletta, un assessore che ama l’arte, un professore che di arte ci vive: ecco il cocktail perfetto per far nascere Fum. Due nuovi maxi murales al liceo Artistico, un itinerario sulla street arti esistente, l’incrocio con il maxi dipinto che Paolo Battella realizzerà sul muro del Terminal e un documentario che racconti il tutto: c’è tutto questo dentro il bando da 15mila euro vinto da Giovani Territorio e cultura insieme a tanti partner. 10.500 euro dalla Regione Marche, altri 4500 dal Comune.

È nato Fum, Fermo Urban Museum. “Crescono i punti d’arte non nel centro storico, ma nei vari quartieri. Anima è TurisMarche insieme a Gtc. Creiamo un itinerario dei murales che verranno realizzati nelle diverse parti della città” spiega il vicesindaco Francesco Trasatti. Un piccolo viaggio nella street art. Il professor Nunzio Giustozzi rappresenta il liceo Artistico, che è coinvolto nel progetto insieme a Paolo Bazzani che aveva chiesto di poter realizzare un murales, dopo quello alla bretella di Borgo Diaz. “Artisti singoli, scuole e reti di writers: ecco Fum” ribadisce Trasatti che vuole integrare murales già esistenti come quello della Conceria. Andrea Marsili è la voce di Giovani Territorio e Cultura che ha vinto il bando sull’aggregazione giovanile della Regione Marche. “L’arte è il filo conduttore del progetto, rivolto alla fascia d’età 16-35, che ha due categorie di lavoro: formali e informali. Fondamentale il Liceo che abbiamo voluto dopo aver vinto il bando”.

Mappatura dei murales e realizzazione di un itinerario è quello che Fermo si ritroverà. Se Marsili idea, il civitanovese Giulio Vesprini, che si ritroverà a lavorare con una sua ex professoressa dell’artistico, è la mano che renderà unici alcuni muri della città. “Un grande museo diffuso” è la definizione che piace alla street art, “una disciplina entrata prepotentemente nel mercato” aggiunge Vesprini che già immagina le sue lezioni a scuola “una specie di premio alla carriera” prosegue col sorriso.

I tempi sono serrati: “Noi vogliamo avere realizzato entro ottobre i workshop e il murales principale e di avere ideato il percorso e poi evento finale di presentazione. E la mappatura che poi diventerà per noi un volano turistico da indirizzare e poi definire” conclude Andrea Marsili, che è già in cerca di nuovi fondi: “Fum vuole essere un contenitore anche di arte in contemporanea in genere”.

Caterina Marchetti è la parte multimediale: “Realizzerò il documentario inerente al murales e, insieme ad Andrea Cardarelli, terrò un workshop sul video, approfondendo le tecniche base per poi arrivare a realizzarne uno al termine del periodo di lezione. A questo si abbina la proiezione di film legate al mondo dell’arte di strada”. Già è partito un sito internet, fum.space, e l’immancabile pagina Facebook e Instagram.

Più azioni, quindi: la prima è la realizzazione di un murales, forse due, al liceo Artistico, parallelamente coinvolgeranno la città e le classi della scuola in workshop per formare i ragazzi che realizzeranno bozzetti, scelti poi da una giuria, che potrebbero diventare poi opere. Verranno scelti alla fine sei studenti, due per ogni azione: due studenti lavoreranno con il videomaker, due all’allestimento della mostra, due con Vesprini. “Più figure che si spera diventino poi la base per un lavoro vero nel mondo dell’arte di strada”.

“C’è grande attesa tra gli studenti che si sentono protagonisti dell’itinerario. Siamo una fucina di idee e creatività. Abbiamo scelto due pareti del liceo artistico. Siamo l’esempio di periferia urbana, con scuole sicure ma di certo non belle. Un palazzo che potrebbe stare ovunque e che in questo modo vogliamo caratterizzare” aggiunge Nunzio Giustozzi. I bozzetti creati serviranno per capire chi può fare da assistente a Vesprini. “L’esperienza di Porto Sant’Elpidio ci ha dimostrato che ci sono almeno un paio di ragazzi che hanno intrapreso la strada della street art” aggiunge l’artista. “Non siete artisti, avete gli strumenti per diventarlo” è quello che spiega ogni giorno Giustozzi ai suoi alunni.

Liceo, viale Trento, conceria, maxi parcheggi, l’idea è di arrivare a un quadro di sette o otto pezzi in giro per la città. “Rimettere i ragazzi al centro delle politiche è fondamentale: Artigianelli per la balaustra, liceo classico per il parco della rimembranza, geometri al lavoro sulla Cops, le iniziative del Montani. E oggi il liceo Artistico. In questo modo ogni ragazzo porta a casa un pezzo di Fermo” aggiunge l’assessore alle Politiche giovanili Alberto Scarfini. Musica per le orecchie di Paolo Sbattella, uno abituato a lavorare da solo, con materiali comprati e risorse ridotte e che oggi invece avrà in mano, come tutti i protagonisti, mi migliori colori grazie allo sponsor Già Colors di Giacomo Bettoni: “ben venga il far parte di un progetto così interessante che vuole rendere Fermo ancora più unica”. 

Raffaele VItakli

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