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Gli stranieri 'fotografano' Fermo: "Mancano segnaletica e promozione, serve una ciclabile". Pronte le soluzioni in attesa della Casina

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Mancano insegne turistiche, indicazioni in altre lingue oltre l’italiano, una ciclabile da e verso il duomo, una localizzazione di Fermo sui social. Sarebbero da creare gruppi di negozi, per rendere più chiaro lo shopping, organizzare regolarmente eventi sportivi e spostare studenti e persone anche a livello residenziale in città.

di Chiara Morini

FERMO – Dieci città europee stanno concludendo la due giorni di confronto per creare strategie innovative che aiutino a rivitalizzare il commercio al dettaglio nei centri storici delle città di piccole e medie dimensioni. Retailink, questo il titolo del progetto, ha visto a Fermo il sesto meeting transnazionale. E così i rappresentanti delle amministrazioni comunali delle città di Igualada (capofila del progetto, Spagna), Basingstoke (UK), Bistrita (Romania), Sibénik (Croazia), Hengelo (Olanda), Hoogeveen (Olanda), Liberec (Repubblica Ceca), Romans (Francia), Pecs (Ungheria) hanno fatto un giro per il centro di Fermo analizzando e studiando alcuni punti critici.

I PUNTI CRITICI

In cosa Fermo può crescere? Cosa non va? Cosa bisogna fare? Dal giro turistico per le vie del centro, è emerso un elenco di cose da continuare, da fermare, da migliorare e altre da iniziare a fare. Assolutamente da portare avanti un uso innovativo degli edifici storici, implementando le attività esterne, da proseguire l’organizzazione di giochi come l’escape room o altri sia nelle cisterne sia in altri luoghi della città, pulire le strade e le facciate degli edifici, consentire il parcheggio in piazza durante le ore notturne, e continuare sulla strada degli ascensori. Hanno detto assolutamente di fermare il parcheggio delle auto della polizia municipale in piazza, e hanno dato alcuni suggerimenti su cosa migliorare e cosa iniziare a fare. Sarebbe da incrementare la segnaletica dalla stazione degli autobus (leggere terminal), migliorare la percorribilità delle vie più strette, incrementare la cooperazione regionale, sia con Ancona che con il resto della zona costiera, migliorare la qualità dei negozi e delle vetrine, considerare il posizionamento online della città in siti quali ad esempio Trip Advisor. Mappe e piantine nei diversi punti della città sarebbero utili anche per avere una maggiore presenza di cittadini in piazza e per le strade. Mancano insegne turistiche, indicazioni in altre lingue oltre l’italiano, una ciclabile da e verso il duomo, una localizzazione di Fermo sui social. Sarebbero da creare gruppi di negozi, per rendere più chiaro lo shopping, organizzare regolarmente eventi sportivi e spostare studenti e persone anche a livello residenziale in città.

LE RICETTE DI RILANCIO

Quali dunque le ricette, per incrementare il commercio nel centro storico? «Le criticità che hanno notato i nostri amici europei – esordisce l’assessore Mauro Torresi – sono tutte cose che sappiamo e a noi già note. Solo che loro le hanno notate in poco più di un’ora di passeggiata». L’amministrazione però non se ne sta con le mani in mano, perché prosegue Torresi, «Ci muoviamo giorno per giorno per cercare le soluzioni senza aspettare che ci cadano dal cielo». La ricetta del sindaco Paolo Calcinaro parte dal presupposto che Fermo non deve avere paura di ammettere che si deve e si può imparare dagli altri. «Tutti ci dicono che non pensavano che Fermo fosse così bella, ciò vuol dire che la promozione, anche a livello regionale, ancora è dietro» dice il sindaco, che punta tutto sul legame tra il turismo ed il commercio. «Non si possono fare passi avanti – il Calcinaro pensiero – se non si lavora all’interazione tra questi due settori. Bisogna pensare molto anche al food, che crea un forte legame tra commercio e turismo. E bisogna guardare agli orari commerciali». Alle aperture, quindi, senza dimenticare un impegno sull’accessibilità. Un pensiero anche sulla Casina delle Rose perché Calcinaro insiste: «Chi non capisce che il recupero è importante per il turismo vuol dire che non conosce la città».

PAROLE ‘STRANIERE’

«E’ importante trovare nel centro della città quello che non si trova fuori» è la ricetta di Marie Helene Thovaral, sindaco di Romans sur Isere, Francia, dalla conformazione simile a quella di Fermo. «Si deve lavorare sull’offerta commerciale – prosegue – e quando si dibatte su commercianti e consumatori, bisogna pensare agli utilizzatori, a chi arriva nella città e si serve del patrimonio culturale. Patrimonio che è nostro dovere preservare per consegnarlo alle generazioni future». Se per la francese al centro di tutto c’è l’utente della città, per l’assessore di Spoleto Cappelletti il fulcro deve essere il ripopolamento del centro storico. L’assessore, ha le deleghe dell’urbanistica e dell’edilizia, e non solo perché ne ha una specifica al centro storico. «Da sempre i centri storici sono stati popolati e fruiti principalmente dai residenti – dice Cappelletti – Non bisogna focalizzarsi solo su un aspetto, si rischierebbe di migliorarne uno e peggiorarne un altro». La Spoleto – ricetta non vede di buon grado puntare solo sul legame tra il commercio ed il turismo. Il turista deve sentirsi residente, chiude l’assessore spoletino, e quindi quando arriva deve trovare qualunque cosa.

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