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Sicurezza e lavoro, la carica della Ciriaci: "In Senato per far tornare le chiavi sulle porte e far restare i giovani in Italia"

ciriacipresentazione

Non trema perché la palestra la fa ogni mattina, varcando la porta dell’azienda: “Parlerò in modo semplice e quindi userò esempi che conosco. Nella mia azienda ognuno ha un ruolo, ognuno è un pezzo dello sviluppo. Questo deve accadere a Roma”.

di Raffaele Vitali

ORTEZZANO – Entra stringendo le mani, sembra emozionata. Ma in realtà, non appena prende in mano il microfono, circondata dal gotha del centrodestra, si scioglie e torna l’imprenditrice che con piglio guida un’azienda che ha quasi sessanta dipendenti. A introdurla Filippo Saltamarini, sindaco di Cingoli che parla di piano Marshall per le Marche: “Interventi sul sistema viario, interventi sulle infrastrutture immateriali, qui manca anche l’antenna per il cellulare, e la ripresa delle Pmi che non possono competere nel mondo”.

Graziella Ciriaci, candidata al Senato, ha una parola per ogni punto. “Devo muovermi su un territorio da Loreto ad Arquata, voglio toccare ogni comune. Avevo deciso di lasciare la politica, ma non potevo dire di no dopo una chiamata di una persona a me e al territorio molto vicino. La mia responsabilità politica è una responsabilità civile. Non ho una ambizione personale, mi muovo per noi”. Il ‘noi’ sono le Marche: “Dobbiamo farci conoscere nel mondo. Le Marche sono la terra che ha portato l’eccellenza nel mondo con la calzatura, l’agroalimentare e la cultura. Parto da Ortezzano, dal latinista Carboni. Questa è la mia casa, dovevo partire da qui. Perché qui c’è il mio amore e perché voglio tornare a vivere in paesi in cui la chiave può stare ancora sulla porta, voglio che un giovane preferisca lavorare qui e non all’estero. Ma serve la politica che supporti. Di certo io darò il mio impegno, e per questo studierò sempre di più, perché l’ignoranza non deve fare parte della politica”.

Non trema perché la palestra la fa ogni mattina, varcando la porta dell’azienda: “Parlerò in modo semplice e quindi userò esempi che conosco. Nella mia azienda ognuno ha un ruolo, ognuno è un pezzo dello sviluppo. Questo deve accadere a Roma”. È conscia che sarà una sfida difficile: “Non facile, perché oggi la gente ai politici ha solo voglia di sputargli in faccia. Eppure, io la mia di faccia ce la metto”. E da qui l’appello finale: “Ho bisogno di voi, del vostro entusiasmo, dei vostri occhi, di quello che vorreste che io dicessi a Roma. Io sono prestata ai vostri bisogni, al raggiungere gli obiettivi comuni”.

Per votarla è semplice, ma se uno non lo avesse capito ci pensa Guido Castelli, che sta giocando in prima linea in questo inizio di campagna elettorale: “Stima e fiducia nella Ciriaci ce l’hanno tutti. Io vi spiego come si vota: scheda gialla con il nome della Ciriaci sopra quattro simboli, il suo è quello di Forza Italia. Per la Camera invece avrete la scheda rosa. In entrambi i casi vi basterà mettere la x sopra il simbolo per dare il voto al candidato. Questa è l’occasione per avere la prima senatrice donna di centrodestra. Non è solo una questione di genere, votando lei si ha la possibilità di avere una persona per fare riferimento alle nostre esigenze e istanze che nelle Marche sono tante. Visto che negli ultimi anni siamo stati totalmente abbandonati”.

L’uomo immagine per lanciare la candidatura è Aleandro Petrucci: “Le figlie della Ciriaci ci hanno aiutato spesso, senza che noi lo avessimo chiesto. Io non sono politico, a me piace la gente e voglio il contatto con la gente. Le farò la campagna elettorale. Ho l’intuito, so chi mi può dare davvero una mano: Ciriaci e Baldelli sono due di cui mi fido. A Roma gli andrò a tirare la giacchetta e chiederò di dare alle mie zone”.

Per tutti, poi, un obiettivo: conquistare il 50% degli italiani indeciso: “Il 5 Stelle seduce, perché dà l’idea del calcio nel sedere ai politici. Questo è il pericolo più grande, spiegate che l’Italia va governata e no buttata nel cestino. E i 5 Stelle hanno dimostrato che quando governano fanno danni. Non basta essere estratti da una lotteria per governare: servono capacità, trasparenza e impegno. Oltre a questo noi siamo l’unica forza che può governare” è la chiosa di Castelli che incassa l’applauso della sala piena di Ortezzanesi e di amici arrivati per ascoltare, oltre alla Ciriaci, Simone Baldelli, Donatella Ferretti, Mauro Lucentini, Andrea Putzu, Giuseppe Cognigni e Giuseppe Barbabella. In platea, alla fine alcuni protagonisti con un saluto, Enrico Ciccola, Graziano Di Batista e Nazareno Di Chiara, Gastone Gismondi, il presidente Unpli Mario Borroni e numerosi sindaci, tra cui Massimiliano Splendiani di Moresco.

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