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Rocca Montevarmine, per Rossi e Torresi va annullata ogni assegnazione: "A rischio tutto il progetto di recupero"

roccamontevarmine

I dubbi dei consiglieri comunali: “Siamo alla frammentazione delle concessioni, senza un progetto unitario in grado di valorizzare in modo integrato i valori paesaggistico, storico, turistico e agricolo dell’area, nonché all’estromissione degli attuali affittuari dalla sua futura gestione”.

FERMO - Sedici lotti, cinque acquirenti: questo il risultato dopo due anni di lavori tra uffici e consiglio comunale e quattro bandi di gare. Un risultato che per Giulia Torresi e Massimo Rossi è inaccettabile, a tal punto che i due consiglieri comunali chiedono, con una interrogazione urgente a risposta scritta, al sindaco di “procedere con urgenza alla revoca degli atti recentemente approvati e di quelli presupposti e/o ad intraprendere, contestualmente al riconoscimento del diritto di prelazione degli attuali affittuari, un percorso di condivisione con gli stessi di un progetto unitario di riqualificazione del bene nel suo complesso, coerente gli obiettivi e con lo stesso dispositivo della Delibera Consiliare n.42 del 2015”.

Critici con l’operato dell’amministrazione, delusi dall’esito del bando di gara, preoccupati per quel che sarà e per chi da anni lavora quei terreni: “Siamo alla frammentazione delle concessioni, senza un progetto unitario in grado di valorizzare in modo integrato i valori paesaggistico, storico, turistico e agricolo dell’area, nonché all’estromissione degli attuali affittuari dalla sua futura gestione”.

Rossi e Torresi temono anche che il Comune, in queste condizioni, vada incontro a contenziosi visto che “le condizioni “progettuali” alle quali viene vincolata arbitrariamente l’eventuale prelazione degli attuali affittuari vada nei fatti a negare questo diritto visto che “lo stesso dirigente Di Ruscio ha notificato l’esito della gara ad ogni singolo affittuario dei lotti, ai fini dell’eventuale esercizio, da parte di ognuno di loro, del diritto di prelazione ai sensi della legislazione vigente in materia, ma tale prelazione, nella missiva inviata, viene però condizionata “alle stesse condizioni economiche-progettuali dell’offerta” relativa al singolo lotto”.

L’ultimo timore è legato a quanto detto dalla società vincitrice che gestirà 11 dei 16 lotti. “L’aggiudicazione provvisoria è stabilita a favore di una società che nella propria offerta condiziona esplicitamente la conversione dei terreni ad agricoltura biologica “…compatibilmente al risultato positivo della domanda di contributi del bando della Regione Marche…”. Ma non solo – proseguono i consiglieri - nella medesima offerta, la stessa società dichiara altresì che, pur essendo il progetto articolato per singoli lotti, la sua realizzazione “non può prescindere da una visione di insieme dei lotti messi a bando”, condizione questa che non si è determinata a causa dell’attribuzione provvisoria a soggetti diversi dei lotti richiesti”. 

@raffaelevitali

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