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Tari e differenziata, ecco i rifiuti della discordia: Malvatani attacca, Ciarrocchi ribatte

fermopanoramica

Idee diverse, unite da una sola certezza: Fermo è ancora molto lontana dal 65% e la stessa Ascoli, che era la pecora nera, sta rimontando a grande velocità grazie al porta a porta spinto (non escluso l’uso in futuro di qualche isola tecnologica, ndr), partito da poco più di un mese, e già una sicurezza anche in quartieri che da soli valgono mezza Fermo, come Monticelli.

FERMO – Avere una delle Tari più basse d’Italia non basta a Pierluigi Malvatani, capogruppo in consiglio comunale del Pd, che analizzando la stazione di Fermo passa dai complimenti alle critiche. Nasce così un botta e risposta con l’assessore all’Ambiente Alessandro Ciarrocchi, che invece avrebbe voluto solo applausi.

Secondo Malvatani “Fermo è il capoluogo con il minor numero di abitanti rispetto a tutte le altre province marchigiane e inoltre, a differenza di altre realtà come Ancona e Pesaro, non ha una problematica turistica rilevante. Tra l’altro, se la tariffa è bassa è perché ha il peggior servizio di raccolta differenziata. Questo secondo i dati di Legambiente, dai quali si evince che Fermo è l'ultimo capoluogo di provincia delle Marche per la differenziata”.

Critiche sulla percentuale, che Ciarrocchi rimanda al mittente: “Nel 2015 il servizio di raccolta differenziata del Comune di Fermo aveva una percentuale che si aggirava attorno al 50%, ma il dato che più preoccupava era che quasi la metà del territorio comunale (Lido Tre Archi, Santa Caterina, viale Trento, Centro storico, Via Pompeiana, Via Castiglionese, via Respighi ,ecc) era ancora servita con i vecchi cassonetti di prossimità: dunque praticamente un cittadino su due, pur volendo, non aveva gli strumenti per effettuare la raccolta differenziata. In poco più di due anni procedendo spediti e lavorando alacremente abbiamo di fatto coperto tutto il territorio, visto che con la prossima istallazione entro il mese di dicembre del secondo lotto di isole ecologiche in Viale Trento e zone limitrofe, resterà da servire solo il centro storico. E lo faremo entro il 2018”.

E sono proprio queste ‘istallazioni’ e sistemi variegati che non convincono Malvatani: “Non permette di raggiungere i risultati percentuali di differenziata che sono quelli previsti dalla legge, 65%. Questo tipo di servizio è un servizio più lontano rispetto agli standard ambientali richiesti dallo Stato, in quanto sia la Regione che l'Ispra prevedono come modalità di raccolta il 'porta a porta' mentre Fermo, visto e considerato che ha una discarica di proprietà, non sta spingendo in questa direzione con una serie di iniziative e investimenti come il recupero dei materiali che se attuati potrebbero far raggiungere gli obiettivi virtuosi stabiliti”.

Ciarrocchi parla però con la forza di studi comprovati: “Anche il più inesperto degli addetti ai lavori comprende che negli agglomerati urbani con maggiore concentrazione di residenti (come Santa Caterina) è preferibile e più funzionale un sistema come quello delle isole ecologiche, mentre al contrario laddove le abitazioni sono più distanti l’una dall’altra (faccio l’esempio di contrada Salette) è ancora preferibile il porta a porta”. 

Forse, l’unico punto in comune è il valore della discarica: “Permette al Comune di abbattere i costi dei servizi facendo "cassa" con i proventi della discarica, senza così dover aumentare le tariffe per contenere i costi fissi di personale, mezzi, carburante ecc. ma non è eterna. Mentre quello che non cambia è il livello della Tari. Proprio per l’incasso da abbancamenti di rifiuti esterni e scarso servizio offerto” conclude Malvatani.

L’assessore ci ha riflettuto a lungo prima di rispondere, perché la premessa, “discarica come valore”, lo aveva convinto, poi le critiche ne hanno riacceso l’ardore dell’amministratore: “Devo correggerlo e segnalare che l’utilità della discarica territoriale spiega gli effetti su tutti i comuni conferenti, e dunque su tutti i comuni del nostro bacino, che beneficiano di tariffe contenute che per loro stessa ammissione non gravano particolarmente sui bilanci”.

Idee diverse, unite da una sola certezza: Fermo è ancora molto lontana dal 65% e la stessa Ascoli, che era la pecora nera, sta rimontando a grande velocità grazie al porta a porta spinto (non escluso l’uso in futuro di qualche isola tecnologica, ndr), partito da poco più di un mese, e già una sicurezza anche in quartieri che da soli valgono mezza Fermo, come Monticelli.

@raffaelevitali

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