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Pakistani senzatetto, don Vinicio interviene: "Li ospito io". Calcinaro, Rossi e il rischio ribaltamento dei valori

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Ma la questione non si chiude così, visto che sono volate, come spesso accade quando si parla di profughi e accoglienza, parole improprie. Il sindaco Paolo Calcinaro è stato duro in consiglio comunale, ma non ha scalfito chi lo critica, dal consigliere Massimo Rossi alle colleghe Torresi e Marrozzini.

di Raffaele Vitali

FERMO – E alla fine arriva don Vinicio. Il monsignore neo laureato ha detto sì: “Mi ha chiamato la prefettura e ho aperto le porte”. Don Vinicio Albanesi ospiterà i dieci pakistani finiti al centro di una querelle politica, oltre che sociale. Dopo aver dormito all’aperto, dopo essere stati accolti da alcuni cittadini e organizzazioni, dopo essere diventati tema di una interrogazione e di un comunicato stampa, i pakistani trovano un tetto.

Ma la questione non si chiude così, visto che sono volate, come spesso accade quando si parla di profughi e accoglienza, parole improprie. Il sindaco Paolo Calcinaro è stato duro in consiglio comunale, ma non ha scalfito chi lo critica, dal consigliere Massimo Rossi alle colleghe Torresi e Marrozzini.

Parlando con don Vinicio c’è un dato che non va dimenticato e che lui stesso sottolinea: Fermo è una città che accoglie ben più del dovuto. Il famoso 3x1000, che è l’accordo tra Ministero e Anci, è abbondantemente superato. Ma nessuno dal Comune ha mai detto no a qualcuno. Eppure, questa diventa la percezione dopo il caso dei dieci pakistani. “Noi superiamo il limite consapevolmente. Ma delle regole dobbiamo darcele. Se qui arrivano persone che hanno fatto domanda in un altro Paese europeo, come in questo caso con i dieci pakistani, e poi invece cambiano e vengono a Fermo, noi non possiamo accollarci spese e destinare posti che spettano invece ad altre figure che hanno bisogno di aiuto. O meglio – precisa Calcinaro – lo facciamo, ma per pochi giorni e poi con un biglietto li rimandiamo dove hanno presentato domanda di asilo”.

Ma questo metodo a Rossi e company non convince: “Parlando di esseri umani e non di altro, si ha diritto ad una accoglienza in grado di rispondere almeno ai bisogni primari, e che questa accoglienza deve essere garantita dalle Istituzioni, e non da privati cittadini, come sta accadendo in queste settimane, i quali stanno dando una grande lezione di vita ad una amministrazione ipocrita e pavida”.

Il rischio è come sempre una guerra tra poveri, quella che don Vinicio, accogliendo la richiesta ha evitato. “Ma non bisogna sottovalutare la questione. perché se ne accogli dieci, che non dovresti, poi ne arriveranno altri dieci”. Calcinaro poi aggiunge: “Stiamo accogliendo 250 richiedenti asilo. Questo non va dimenticato prima di attaccare. Si può sempre fare meglio, ma non si può far finta di non vedere quanto si è fatto. Basta con il post Emmanuel. L’abuso della gestione dell’immigrazione diventa sfogatoio becero populista. Attenzione. Dobbiamo evitare di dare linfa a chi cerca un ribaltamento dei valori. Noi accogliamo, rispettando le regole e anche l’umanità, non facendo business ma solo dando risposte”.

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