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Casa sociale e di convivenza a Fermo: Giampieri crea un appartamento, cucina e bagno comuni, per single in difficoltà

giampieri mirko

“Dobbiamo ancora individuare le persone, ma sappiamo che la richiesta ai Servizi sociali è grande. Parliamo di disagio economico, persone che non possono permettersi un affitto, che oggi sono in alloggi popolari o soggetti sottoposti a sfratto”.

di Raffaele Vitali

FERMO – Il comune di Fermo sta per lanciare un progetto di sostegno alle persone che vivono da ole in condizioni di indigenza e che proprio perché con nucleo monofamiliare spesso restano escluse dall’assegnazione delle case popolari dell'Erap. “Abbiamo deciso di sistemare un appartamento in nostro possesso, che ha quattro stanze, una cucina e due bagni, e qui creeremo la prima casa sociale e in convivenza” spiega l’assessore Mirco Giampieri. Un’idea innovativa che permetterà alle persone single di avere un tetto, ma a fronte di una convivenza con altri cittadini. Il primo requisito è l’essere residenti a Fermo, il secondo è essere valutato come predisposto a una situazione di vita insieme ad altre persone che non si conoscono.

L’appartamento è vicino al San Carlo, in via Graffigna. “Lo abbiamo individuato, ora lo ristruttureremo e faremo partire la casa sociale. Inizialmente saranno coinvolte tre persone, sempre seguite, almeno all’inizio dalle assistenti sociali”. Non ci saranno distinzioni di etnia o di provenienza, l’unica scriminante è la residenza a Fermo.

“Dobbiamo ancora individuare le persone, ma sappiamo che la richiesta ai Servizi sociali è grande. Parliamo di disagio economico, persone che non possono permettersi un affitto, che oggi sono in alloggi popolari o soggetti sottoposti a sfratto”. Il comune investe 50mila euro per i lavori. “Ognuno avrà una stanza, bagno in comune, come uniche saranno sala tv e cucina”. Ma la casa sociale non sarà la casa definitiva per chi ci entra: “Non è che una volta entrato lì non pensa più a nulla. Chi entra, avrà su di sé un progetto, magari di rinserimento lavorativo. Noi vogliamo stimolare la voglia di riprendere la vita normale”.

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