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La svolta. Polo di ricerca al mercato coperto: Regione ed Europa lo finanziano con 8 milioni di euro

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Il contributo per il polo insediativo è quindi di 3milioni per la struttura, 4 milioni, di cui due cofinanziati, per la realizzazione della parte imprenditoriale e di ricerca. A questo si aggiungono anche le risorse umane con le borse di ricerca e quelle lavoro.

di Raffaele Vitali

FERMO – Fontevecchia, Terminal, mercato coperto, Lido Tre Archi, nuovo polo scolastico: 25 milioni di euro per Fermo. “Questa è per me una risposta a quando mi chiedo perché mi sono impegnato nella vita amministrativa della mia città” ammette il sindaco Paolo Calcinaro. Iti Urbani bis. Da cinque progetti presentati e tre finanziati, la regione Marche ha invece deciso di estendere il finanziamento anche ai progetti di Macerata e Fermo. “Grazie a risorse Fesr per il terremoto riusciremo a completare il nostro progetto, già positivamente valutato”.

Il progetto è stato ora rimodulato, dopo la conferma del finanziamento. “Durante il comitato di sorveglianza del 5 ottobre l’amministrazione di Fermo ha deciso di aggiornarlo” precisa Gianni della Casa. Il Por Fesr della regione ha raggiunto la somma di 600milioni, quasi raddoppiato dalla prima fase. “nell’arco d pochi mesi potremo avere il via delle procedure per l’Iti Urbano, come avvenuto con Ascoli che ha firmato la convenzione la scorsa settimana”.

Tutto iniziò nel 2015, “un grande lavoro fatto da Gianni della Casa” gli riconosce Graziano di Battista, presidente della Camera di Commercio. Un progetto che coinvolge tante realtà, stakeholders, e che per Fermo rappresenta un possibile volano. “Riprendere l’Iti sarebbe stato investire su qualcosa di già finanziato. Penso alle strutture pubbliche. Parlavamo di un contributo per il completamento del Fontevecchia. Nel frattempo, sono arrivati altri fondi regionali, per 1,4 milioni, che andranno su Fontevecchia e Terminal. Per cui non aveva senso lasciare la spesa dentro l’Iti”. Un esempio fatto dal sindaco per far comprendere la necessità di rimodulare: “così per la pubblica illuminazione, avviata tramite Consip, che invece era stata inserita”.

Da un lato l’opportunità del finanziamento, dall’altra la necessità di riparametrare l’uso delle risorse. “In teoria è facile, ma il pachiderma della burocrazia pubblica rendo tutto non contato. E invece ufficio comunale e ufficio regionale hanno reso possibile tutto ciò”.  

I cambiamenti più rilevanti

Ci saranno oltre tre milioni per il mercato coperto e i suoi 2300 metri quadri. “Finalmente annunciamo con il concreto passaggio di ingenti risorse per far ripartire questo fulcro della città. È un momento chiave per lo sviluppo” prosegue Calcinaro. “Non aspettate le ruspe a febbraio, ma non resteremo fermi. Faremo ripartire il percorso partecipativo e tornerà il confronto con le aziende che al tempo avevano dato l’ok all’investimento su Fermo”. Nella tabella del Comune al mercato coperto verrà realizzato il polo tecnologico e di ricerca. “Non so se lo vedrò completato entro il mandato, ma di certo stiamo lavorando per lasciare una Fermo con una prospettiva non più di scheletri, ma di realtà”.

Come è stato possibile

“Grazie all’insistenza della città di Fermo nel presentare un progetto bene fatto. Ma anche grazie alla determinazione della regione Marche che con fondi europei finanzia l’intervento” aggiunge Fabrizio Cesetti, assessore regionale al Bilancio che ha sempre creduto nei 5 Iti Urbani. “Recuperare il mercato coperto è qualcosa di straordinario, visto che all’interno avrà imprese innovative che guardano ai giovani”. La regione ha trovato nuove risorse anche per chi come Fermo è fuori dal cratere del sisma, dove invece è Macerata. Torna il mitico combinato disposto, ma è stato tagliato anche un milione di euro dal progetto iniziale per il trasporto pubblico locale, tra risorse europee assegnate per l’Iti e i 248milioni di risorse comunitarie e statali arrivate in regione per il post sisma. “così abbiamo trovato i fondi utili” conclude Cesetti. “Stiamo rivitalizzando il centro storico, per cui anche per gli imprenditori vale la pena oggi impegnarsi” ribadisce Di Battista.

L’aspetto tecnico

Punto nevralgico della città. “Adeguamento strutturale per la struttura che è degli anni ’50 è il primo step. Dal punto di vista architettonico la linea è di pensare il costruito senza stravolgerlo partendo dal progetto dell’architetto Danielli, scomparso poco tempo fa” spiega l’assessore Ingrid Luciani. Una parte importante di finanziamento è per lo sviluppo di impresa. 4milioni di euro, 2 milioni spettano ai privati, per chi investirà a Fermo. Alla presentazione del bando erano 21 le imprese coinvolte e pronte a investire pari somme sul territorio. Previste anche 18 borse work experience e 25 borse di ricerca per neo laureati. “Parliamo di un investimento legato alla realizzazione di attività di ricerca e sviluppo tecnologico. Vogliamo creare un primo centro di ricerca. Erano state coinvolte infatti tutte imprese tecnologiche locali, ma anche una di Milano, una di Brindisi, una di Roma e altre regionali”.

Il contributo per il polo insediativo è quindi di 3milioni per la struttura, 4 milioni, di cui due cofinanziati, per la realizzazione della parte imprenditoriale e di ricerca. A questo si aggiungono anche le risorse umane con le borse di ricerca e quelle lavoro.

I tempi

“Dobbiamo far partire in parallelo le due operazioni: recupero strutturale e intercettare le possibilità di fare impresa nella città”. Le imprese iniziali erano 11 tecnologiche e dieci tra imprese e associazioni che operano nel sistema dei beni culturali, del turismo e della promozione del territorio: “Ci saranno quindi finanziamenti per chi opera nelle strutture come il Fontevecchia e palazzo Paccarone. “Entro fine anno la commissione europea darà il via libera al pacchetto ed entro febbraio vogliamo firmare la convenzione” conclude Cesetti che ricorda come ci sono 3 anni di tempo per realizzare tutto, “prorogabili di altri soli sei mesi” è la chiosa di Gianni Della Casa.

@raffaelevitali

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