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Raccolta rifiuti, la Provincia di Fermo decolla e punta su ecocentri e isole tecnologiche. "E produciamo meno chili degli altri"

moira stefano

Comuni, i top 5: Torre San Patrizio, Pedaso, Montegranaro, Monte Urano e Grottazzolina. I flop 5: Servigliano, Monterubbiano, Lapedona, Monteleone, Montefalcone Appennino.

di Raffaele Vitali

FERMO – Fa un che vedere Servigliano con il 9,83% di raccolta differenziata, ma Stefano Pompozzi spiega senza esitare il perché di questa maglia nera: “Partirà il prossimo mese, abbiamo già installato 22 isole ecologiche informatizzate, vedrete da novembre”. E crescendo Servigliano crescerà la percentuale provinciale che nel 2016 ha raggiunto il 58,97 contro il 57,99 dell’anno precedente. Provincia che attende anche Fermo e l’esito delle sue isole ecologiche che dal 52,71% devono portarla sopra il 65 richiesto.

“Di poco, ma cresciamo. Frutto di un lavoro costante che ci lascia sperare per un aumento sostanziale avendo Comuni che devono ancora entrare in gioco” commenta la presidente della Provincia, ente che ha la delega sull’Ambiente, Moira Canigola. Se ci sono comuni virtuosi come Torre San patrizio e Pedaso, Monte Urano e Grottazzolina, ce ne sono altri piccoli e non con ampi margini di recupero. “Lapedona, Monte Giberto e Montappone sono tre di quelli che potranno cambiare il corso della storia, visto che di Servigliano e Fermo sappiamo già i piani di azione” prosegue la Canigola.

Sui valori della differenziata si giocherà il piano d’ambito, noto come Ata. “Dall’analisi e dalla potenzialità del sistema progetteremo la raccolta collettiva in tutti i Comuni per raggiungere metodi e tariffe omogenei” aggiunge. Nel dettaglio entra Stefano Pompozzi commentando di dati Legambiente-Regione del 2017, riferiti al 2016. “Abbiamo 14 comuni ricicloni e 4 a un passo dalla soglia del 65%. Bene quelli della costa che nonostante l’afflusso turistico, che cambia la gestione del ciclo rifiuti, riescono tutti a essere sopra la media”.

Nella forchetta 2013-2016 siamo la provincia che cresce di più, quasi del 10%. “Abbiamo fatto un balzo in avanti stiamo correndo”. Con la crescita della differenziata, c’è anche un dato in più da sottolineare: i chili pro capite. “Da tre anni siamo i migliori a livello regionale. Si parla di differenziazione, ma l’obiettivo principale è quello di ridurre la produzione dei rifiuti. Noi siamo a 458 chili contro i 489 della media regionale, frutto dei 545 di Pesaro e i 516 di Ascoli” spiega Stefano Pompozzi, vicepresidente con delega all’Ambiente. E questo nonostante la crescita del dato del pro capite che un anno fa era di 426 chili. Questo anche perché ci sono comuni che brillano nelal differenziata che però producono troppi rifiuti, vedi Pedaso, 597 chili, e Altidona, 566. “Sarebbe bene che nella scelta dei premi venissero intrecciati i dati” ribadisce Pompozzi che giustifica però Campofilone, che incassa i rifiuti delll’A14 dovendo gestire la piazzola di sosta.

Il sogno è di replicare il modello Torre San Patrizio, 76,65% di raccolta differenziata e 298 chili pro capite. Partendo da qui tutto potrà solo migliorare partendo Falerone, Servigliano, potenziando Fermo e usando le nuove strutture: “Abbiamo finanziato gli ecocentri di Montegiorgio, Montefortino (inaugurazione a breve), Santa Vittoria, Francavilla, Pedaso e a Altidona che hanno scelto di farlo insieme. E poi ci son i centri del riuso: Porto Sant’Elpidio, Montegiorgio e Monte Urano che aprirà nel 2018”.

Il quadro dei dati mette in mostra un territorio autosufficiente, anche a livello di discariche. “Abbiamo capacità ricettiva di lunga data, progetti approvati per ampliamento per Fermo e Torre San Patrizio. E considerata la stima di ricezione in vista dei miglioramenti, da un primo conto grossolano soddisferemo almeno i prossimi 15 anni di ricettività”. È questo il secondo punto di forza: crescita nel sistema e autosufficienza. Che viene favorita dallo stop di ingresso di rifiuti da tutta Italia a Fermo: “L’Asite ora aiuta la provincia di Ascoli, non per commercio ma per necessaria collaborazione tra ambiti. Questo consente conferimenti extraterritoriali senza superare i parametri”.

Sistemi di raccolta diversi per il Fermano, con esiti che iniziano a combaciare. Le isole automatizzate ai fini del piano d’ambito e potenziale soggetto gestore unico provinciale non sono un elemento differente che muterà l’azione. C’è compatibilità tra sistemi, ma nel piano d’Ambito si definiranno le metodologie, perché il sistema dovrà essere omogeneo”. E che sarà preparato entro novembre per poi iniziare l’iter tra comuni e Regione.

I top 5: Torre San Patrizio, Pedaso, Montegranaro, Monte Urano e Grottazzolina. I flop 5: Servigliano, Monterubbiano, Lapedona, Monteleone, Montefalcone Appennino.

@raffaelevitali

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