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Dentro un bando il sogno di Rocca Montevarmine: coltivare e produrre bio per creare un marchio come Alce Nero

montevarminebando

Il comune di Fermo incassa il placet di Carassai: "Trovare una Amministrazione ricettiva è importante. Ci siamo confrontati costantemente. Per noi è fondamentale sapere cosa fare di  750 ettari. Il dovere di una amministrazione è sapere amministrare, ma soprattutto consolidare il lavoro che c’è e in prospettiva migliorarlo".

di Raffaele Vitali

FERMO – Attorno al tavolo ci sono Gionata Borraccini, consigliere delegato all’agricoltura, insieme a Claudio Villa, Alessandro Ciarrocchi e Vincenzo Polini, sindaco di Carassai. Ci siamo, parte la convenzione per la conversione e gestione dei terreni da usare con agricoltura biologica. “Si è passati da una piccola porzione alla gestione dell’intera totalità dei terreni. Un bando che non si limita alle terre, ma anche sui beni immobili, che sono una quarantina, dislocati sul territorio” spiega l’assessore Ciarrocchi. Rocca e ristorante restano, per il momento, esclusi dal bando che scade il 23 ottobre, ma il disegno su di loro è ben preciso.

LA BASE DI PARTENZA

C’erano terreni affittati e vincolati dopo la donazione al Comune che prevedeva che il reddito dovesse essere reimpiegati in servizi sociali. E questo non cambierà. “Abbiamo però puntato sulla conversione dei terreni al biologico e l’introduzione dell’agricoltura sociale, già sperimentata a Montepacini” prosegue Ciarrocchi.

La seconda fase di progettualità m su Rocca e ristorante, verrà fatta in sinergia con il comune di Carassai. “Vorremmo rimettere in uso il ristorante quanto prima, mentre per la Rocca c’è una parte lesionata dal sisma che ha aggravato un quadro già complesso”.

QUI CARASSAI

"Trovare una Amministrazione ricettiva è importante. Ci siamo confrontati costantemente. Per noi è fondamentale sapere cosa fare di  750 ettari. Il dovere di una amministrazione è sapere amministrare, ma soprattutto consolidare il lavoro che c’è e in prospettiva migliorarlo. Questo bando – e lo dico con forza – spero lo vincano gli attuali affittuari, che in questi anni hanno costruito anche la propria casa”. Merito a Fermo di avere inserito nel bando alcuni dettagli: lavoratori diversamente abili, prodotti biologici e trasformazione dei prodotti, “quindi prevediamo in futuro posti di lavoro”. La volontà comune è aprire il ristorante cercando di abbinarlo a una parte ristrutturata della rocca, magari per matrimoni e piccoli banchetti: “Questo darebbe ancora più appetibilità alla gestione del ristorante”.

IL BANDO

Rete di imprese e filiera sono le parole che entrano nel bando. “Vogliamo creare un modello di agricoltura standard e vecchio. Gli agricoltori facevano ognuno il proprio, grano tenero e duro. Noi invece vogliamo creare una filiera. E questo darà punteggi su chi inserirà agriturismi, punti vendita e di trasformazione”. L’idea è quella di una filiera chiusa, sperando di riattivare anche il mulino all’interno della rocca: “Potremmo creare addirittura una pasta in loco”. Per questo mandiamo a bando tutte le terre, per avere un unico soggetto, un’Ati o una rete d’impresa, per valorizzare tutta l’area e creare un marchio Montevarmine”. Il sogno è un nuovo Alce nero. Se il bando va a segno, sarà più facile rilanciare poi ristorante e rocca.

Villa entra nel merito: “Il bando è aperto a imprese e agricoltori. Per i giovani è previsto un punteggio ulteriore. Il diritto di prelazione vale a parità di condizione, chi sta dentro deve essere in grado di fare quanto previsto dal progetto vincitore”. Rocca e ristorante sono ai bordi del bando, ma in realtà ne sono piena parte, visto che il mulino e il ristorante potrebbero essere due pezzi del puzzle che unisce produzione, cultura e sociale.

QUI FERMO

Da un lato c’erano gli agricoltori con contratti biennali di rinnovo che bloccavano l’accesso ai fondi europei e gli investimenti. Dall’altro i soggetti morosi, “incassavamo 70milaa euro quando siamo entrati”. Oggi siamo a 90mila di introiti e il bando parte da una base d’asta di 97mila euro”. Non cambia il vincolo, un tempo legando a vagabondi e viandanti, oggi per i servizi sociali.

Gli immobili sono 37, sparsi su 570 ettari. A incidere sul bando non è l’offerta economica, chi offre più di 97mila euro prende 10 punti, ma il progetto: infrastrutture di produzione, recupero immobili, tipologia di coltivazione. “Attualmente sono 12 gli affittuari, di cui dieci storici, che godono per sei mesi di prelazione” aggiunge Borraccini.

LA ROCCA

“Vennero ristrutturati la torre centrale e la chiesa, poi la faccia d’ingresso” spiega Borraccini. Dopo il terremoto, la facciata dell’ingresso è rimasta intatta, mentre il maschio e la chiesa si sono lesionati. Soprattutto l’accesso alla torre che è compromesso, quindi non si può più salire sulla torre. “noi abbiamo fatto le pratiche post terremoto, per cui attendiamo entro domani la scheda Aedes e magari il sisma diventerà una opportunità”.

Due anni di lavoro per il bando, anche per riunificare i contratti di affitto. “Verranno tutelate anche le piante secolari, numerose quelle vincolate” aggiunge Polini che ricorda come in passato si volesse fare un campo da golf, con il rischio di rovinare tutto.” Qui la fortuna – conclude con la battuta Ciarrocchi – è che l’assessore al patrimonio è lo stesso dell’Ambiente”.

Si sono fatte avanti anche associazioni storiche per portare qui le loro rievocazioni. “Il problema degli affittuari attuali è che non hanno mai fatto biologico. Hanno dieci anni. Per agevolarli per cinque anni non avranno aumento Istat e per i primi cinque anni un risparmio del 30% di cannone se parte subito la conversione”.

Il bando è quindicinale, rinnovabile per altri 15 a patto che ci sia stato l’investimento sulle infrastrutture di almeno 150mila euro a fronte di uno sconto sul canone. “Non è obbligatorio ristrutturare gli immobili, ma se voglio attirare un progetto di trasformazione e vendita, qualcosa lo devo rimettere a posto. Facile immaginare si parta da quelli verso la Valdaso, dove c’è anche la chiesa di Sant’Angelo”.

@raffaelevitali redazione@laprovinciadifermo.com 

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