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Terremoto, ecco le tre priorità della neo commissaria Paola De Micheli

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Il commiato di Errani: "Deve essere chiaro a tutti che i protagonisti e il motore della ricostruzione sono i territori con i loro Comuni, Province, Regioni e comunità”.

di Raffaele Vitali

FERMO – Uno va, l’altra entra. Tra 24 ore il volto della ricostruzione post terremoto non sarà più quello circondato dal fumo delle sigarette di Vasco Errani, ma quello sorridente di Paola De Micheli. L’ex governatore dell’Emilia Romagna termina il suo mandato e lo fa a testa alta: “Per la prima volta nella storia siamo stati in grado, in pochi mesi, di costruire un impianto in relazione a diritti, risorse e modo di esercitare per rendere esigibili questi diritti che, senza alcuna ambizione, costituisce già la traccia fondamentale della legge quadro sulle grandi emergenze. Forse, dopo questo terremoto, non si dovrà, a fronte di nuove emergenze, ricominciare daccapo”. Ha fatto il legislatore Errani, più che il manovale delle Sae: “Mentre ricostruiamo, diffondere la responsabilità della ricostruzione, operando nell'ambito dell'impianto costruito, ma con la flessibilità necessaria per aderire alle necessità dei territori. L’Italia sta affrontando la più grande tragedia degli ultimi 100 anni. Deve essere chiaro a tutti che i protagonisti e il motore della ricostruzione sono i territori con i loro Comuni, Province, Regioni e comunità”.

La sua sostituta, il sottosegretario all’Economia Paola De Micheli, ha già iniziato a lavorare in un campo per lei non nuovo, visto che ricoprì questo ruolo anche a L’Aquila. Durante l’ultima riunione al Mef, la De Micheli ha discusso a lungo con Stefania Pezzopane, la senatrice che per il Pd segue in prima persona il post terremoto: “Tre sono le priorità su cui abbiamo concordato di lavorare: la prima riguarda le scuole. È necessario che anche alla ricostruzione post 2009 siano applicate le deroghe previste dopo gli eventi più recenti, per velocizzare il più possibile l'edificazione degli edifici scolastici nelle aree in cui sono ormai trascorsi 8 anni dal terremoto. La seconda riguarda il personale adibito alla ricostruzione, al quale è necessario garantire continuità e stabilità dei rapporti di lavoro per il buon funzionamento degli uffici ad hoc. La terza emergenza riguarda l'integrazione delle diverse normative post sisma nelle aree di doppio cratere”.

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