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La Lega Nord nel Fermano non scherza più: Lucentini segretario. "Puntiamo alla Regione"

lucentinilega

Finalmente, spiega Luca Paolini onorevole che arriva da Fano, “Fermo ai fermani, Ascoli agli ascolani e Macerata ai maceratesi anche nella Lega Nord”.

di Raffaele Vitali

FERMO – Servivano tre anni di militanza e un numero di militanti per diventare autonomi. E ora Fermo lo è. Da oggi Mauro Lucentini, consigliere comunale a Montegranaro, è il referente provinciale per la Lega Nord. “Sono tre anni che è iscritto Lucentini: si è guadagnato sul campo il ruolo. Ora potrà organizzare il congresso e dare una struttura al partito”. Finalmente, spiega Luca Paolini onorevole che arriva da Fano, “Fermo ai fermani, Ascoli agli ascolani e Macerata ai maceratesi anche nella Lega Nord”.

Un partito estremamente fidelizzato quello leghista: “Qualcuno ogni tanto tradisce, un Giuda c’è sempre. Ma son proprio pochi”. Fermo deve crescere, “siamo carenti nel capoluogo”, mentre è positivo il gruppo di Porto San Giorgio, “dinamici e vogliosi” ed è in ascesa Montegranaro. Finisce così l’era del commissario Mariani.

Tre anni di gavetta in Lega, ma anni di esperienza in politica per Lucentini: “Vengo da Alleanza nazionale e ora ho scelto la Lega, dove trovo molti valori che mi hanno accompagnato”. Dal 0,69 del 2013 al 15% del 2016 nelle Marche, ecco il partito che Lucentini rappresenterà. “Risorse nuove e giovani sono stati gli obiettivi di Paolini. Nel fermano c’è molto da fare, partendo dai due comuni in cui siamo più affermati”. Lucentini parte dal 13% a livello provinciale. “Vorremmo un presidio in ogni comune. Ma sia chiaro: non faremo entrare tutti, anche se le porte sono aperte”.

Il secondo punto del mandato di Lucentini, dopo la crescita, è legato all’immigrazione: “Dalle cooperative alle scelte politiche dei sindaci, affronteremo la questione. Controlleremo la ricostruzione e cercheremo di incidere, come fatto da Salvini e Paolini nell’ultimo periodo”. Il centrodestra è forte nel fermano, lo dicono i numeri: “Se ci muoviamo per tempo e non a due mesi delle elezioni possiamo fare bene. I nostri alleati sono Forza Italia e chi condivide i nostri temi e valori”. Paolini lo ribadisce: “Nelle Marche siamo il partito trainante del centrodestra e stiamo crescendo a livello di qualità, con persone elette nell’ambito civico che ora ci scelgono. E Lucentini è un esempio”.

L’obiettivo della Lega, dopo le politiche, è vincere la Regione Marche. Per farlo, “considerando lo stato comatoso del Pd”, non bisogna fare gli stessi errori dell’ultima volta: “Troveremo un candidato credibile, senza riprendere il vecchio democristiano che 40anni fa era potente. Noi stiamo favorendo l’ingresso di giovani, donne e civici. Salvini ha 40anni e sta costruendo la Lega del domani, senza trascurare i vecchi saggi”.

Nel Fermano sono un centinaio gli iscritti: “Un numero destinato a crescere, ancora di più ora. Ma la Lega ha un sistema particolare, un doppio tesseramento”. Prima si è simpatizzanti, poi iscritti con possiblità di voto interno. E a Montegranaro Lucentini che farà? “Nei comuni sotto i 15milaa abitanti non è obbligatorio presentare il simbolo. Ad esempio, Sergio Angelini ha lavorato per la vittoria di Berdini a Pedaso, ma stava in una civica. Montegranaro ha liste civiche con i partiti dietro le spalle. Valuteremo più avanti se è necessario mettere il simbolo in Consiglio”. Paolini su questo chiarisce: “Se uno è eletto nella lista civica, lo dice al partito e riceve l’autorizzazione. L’importante è che i valori siano gli stessi, anche se con un nome diverso”. Così nei piccoli, non a fermo, dove alle prossime elezioni la Lega ci sarà. Per vincere.

@raffaelevitali

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