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Il Pd cambia tattica. Nicolai: "Renzi e la Direzione risolvano il caso Province, servono risorse"

nicolaifesteunita

Di questi, ben 40 milioni mancano alle Marche. E 4 milioni è il buco di fermo che la presidente Moira Canigola attende di riempire. “Da inizio anno – scrivono i segretari del Pd all’ex premier - le Province hanno avviato numerose iniziative di mobilitazione".

FERMO – Province sull’orlo di una crisi di nervi per l’assenza di economie. Ormai è chiaro a tutti, soprattutto al Partito Democratico che della riforma Delrio è stato il fautore. Oggi in direzione nazionale, davanti al segretario Matteo Renzi, approda un documento firmato da numerosi segretari che ha tra i promotori Paolo Nicolai, numero uno della provincia di Fermo. “L’obiettivo è porre rimedio alla carenza di risorse con cui le Province si trovano ad affrontare la gestione del Territorio”.

La SOSE (società del Ministero dell’Economia e Finanze incaricata di redigere i fabbisogni standard per gli enti locali) ha attestato che i tagli previsti dalla legge di bilancio 2017, sommati ai precedenti dal 2012 in poi, hanno creato un buco di 650 milioni di euro nei bilanci delle Province, distribuito con differente gravità su tutto il territorio nazionale.

Di questi, ben 40 milioni mancano alle Marche. E 4 milioni è il buco di fermo che la presidente Moira Canigola attende di riempire. “Da inizio anno – scrivono i segretari del Pd all’ex premier - le Province hanno avviato numerose iniziative di mobilitazione per tenere alta l’attenzione dei cittadini sui servizi che riguardano la sicurezza delle strade, delle scuole e del territorio, oltre che la ricostruzione del senso di comunità, di identità, di appartenenza locale. Quello creato è uno squilibrio di carattere strutturale che riguarda anzitutto la spesa necessaria per assicurare, al massimo dell’efficienza, i servizi di manutenzione, gestione e messa in sicurezza di strade provinciali, scuole superiori, e gli interventi per l’ambiente. Malgrado i tagli ai bilanci delle Province siano stati giudicati manifestamente “irragionevoli” dalla Corte dei Conti, a finora, per mancanza di risorse, né il Governo né il Parlamento sono riusciti a dare risposte adeguate, da ultimo in sede di conversione in legge del D.L. 50/2017. A copertura dello squilibrio finanziario, prima nel decreto-legge e poi nella legge di conversione, il Governo ha messo a disposizione soltanto 180 milioni di euro. Allo stesso modo, risultano essere insufficienti anche i 170 milioni previsti per gli investimenti sui 130 mila chilometri di strade provinciali, se si considera che ANAS, per gli interventi di manutenzione e investimenti sui 26 mila chilometri di strade in gestione ha a disposizione 2,2 miliardi l’anno”.

Se questo è il quadro, a cui si aggiungono gli esposti alle Procure presentati dai vertici Upi,  facile la richiesta: “Sollecitiamo la Direzione Nazionale del Partito Democratico a impegnare i propri rappresentanti governativi e parlamentari nel trovare soluzioni idonee a porre rimedio all’insostenibile carenza di risorse finanziarie per la manutenzione, messa in sicurezza, gestione ordinaria e straordinaria dei 130 mila chilometri di strade provinciali; la urgente necessità di verifica e messa in sicurezza dei numerosi ponti e viadotti stradali delle strade provinciali; la gestione ordinaria, manutenzione e messa in sicurezza, nonché spese di gestione utenze, per le oltre 5100 scuole secondarie di secondo grado italiane; la predisposizione di interventi e opere a difesa dell’ambiente e per il contrasto al dissesto idrogeologico; la pianificazione territoriale e dei trasporti”.

r.vit.

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